“Violenza maschile contro le donne e tumore al seno potrebbero apparire slegate, invece sono sofferenze grandi che vivono le donne e che richiedono entrambe coraggio per iniziare un percorso di rinascita. Regione Campania, su queste tematiche, non ha lasciato sole le donne, siamo stati in prima linea, approvando leggi regionali e misure di prevenzione e presa in carico sia delle vittime che delle pazienti. Riteniamo che questa mostra possa essere molto efficace. Le toccanti e potenti 21 immagini della mostra evocano infatti la forza delle donne, smuovono la sfera emotiva di ciascuno di noi e diventano un esempio per tutte. Per questo non solo è una bella mostra, ma può essere un ulteriore strumento di prevenzione: sul tema della violenza di genere, per sostenere le vittime e veicolare la cultura del rispetto, e sul versante sanitario per sensibilizzare le donne ad aderire alle campagne di screening” – lo ha detto Loredana Raia, Presidente Commissione Salute Regione Campania, alla presentazione della mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale, che sarà in esposizione fino al 28 aprile 2026 negli spazi della Galleria del Mare (ingresso scala B – angolo Smart Hotel). L’esposizione è nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo – che utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno. “Women for Women against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: i ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne raccontate e ospitate in dieci anni, che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial della kermesse premiati con il Camomilla Award, riconoscimento dedicato all’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. L’arrivo della mostra a Napoli nasce dalla sensibilità e dall’impegno di Eliseo Cuccaro, Presidente dell’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Centrale, condiviso con l’Amministratore Delegato Terminal Napoli e Presidente Assiterminal, Tommaso Cognolato, e da Augusto Gallipoli, Presidente LILT Napoli, che hanno riconosciuto nell’esposizione un importante strumento di educazione, prevenzione e consapevolezza per il territorio, sostenendone con convinzione la realizzazione. Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno e trasformato nel tempo in una missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà che ha spiegato: "Dieci anni fa avevo una storia familiare segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, anche se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato Women for Women against Violence, un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”.
“Quando prevenzione, cultura e impegno civile si incontrano, la LILT non può mancare. Iniziative come questa mostra richiamano valori fondamentali della nostra società a partire dal rispetto della persona e la tutela della salute – ha dichiarato Augusto Gallipoli, Presidente LILT Napoli, che ha sottolineato – “la prevenzione oncologica è un dovere morale, prima ancora che sanitario, e passa anche attraverso momenti di riflessione condivisa. Raccontare esperienze di sofferenza e di rinascita significa rafforzare il senso di comunità e di responsabilità collettiva. Napoli conferma il suo ruolo di riferimento culturale e civile su temi così delicati. La LILT continuerà a sostenere con convinzione ogni iniziativa che promuova vita, dignità e solidarietà”.
Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta. Gli scatti sono di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia.
Alla presentazione, moderata da Antonio Centomani, giornalista, regista Women for Women against Violence, dopo una toccante esibizione di Joia B con “Un tempo per volare”, brano dedicato alla sua rinascita dopo un tumore al seno, sono intervenuti inoltre Valerio Pappacena, Direttore Tecnico Terminal Napoli Spa, Luca Valentini, Direttore Commerciale MSC Crociere, Mimmo Falco, Vicepresidente Ordine dei Giornalisti Campania, Fabrizio Luongo, Vicepresidente Confcommercio e presidente Casartigiani, Valentina Mazza, membro del Consiglio Direttivo Sproptimist Napoli Vesuvius. Hanno portato la loro testimonianza tre donne profondamente legate al territorio, protagoniste di storie che trasformano il dolore in forza. Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio: l’ex marito, Ciro Russo, evaso dai domiciliari a Ercolano, la raggiunse a Reggio Calabria per darle fuoco. Filomena Lamberti, di Salerno, prima donna in Italia aggredita con acido solforico. Antonietta Tuccillo, originaria di Saviano, paziente oncologica affetta da tumore ovarico in fase cronica. Percorsi diversi, uniti da una stessa traiettoria di resistenza e rinascita. Nel corso dell’incontro è stato inoltre conferito il Camomilla Award, targa firmata dal maestro orafo Michele Affidato, e riconoscimento simbolo di cura e solidarietà, a Cristina Savarese, giovane madre di Pompei sopravvissuta, insieme ai suoi due figli, a una violenta aggressione del marito.
Napoli, città di mare e di pensiero, è da sempre un laboratorio di convivenza, scambio culturale e profondità umana e ha fatto della cultura, della scienza e dell’apertura mentale la propria identità.
La scelta della Galleria del Mare del Terminal del Porto quale sede espositiva non è casuale e nasce dal forte valore simbolico del posto: un luogo carico di storia, simboli e identità collettiva. Qui il mare diventa racconto quotidiano di partenze e ritorni, di speranze: porta di accesso alla città e luogo di straordinaria visibilità, ideale per accogliere un progetto che intende parlare a un pubblico ampio. Scegliere il Porto di Napoli significa portare la sensibilizzazione fuori dagli spazi chiusi trasformando la mostra in un’esperienza condivisa e immediatamente accessibile. L’ingresso gratuito, la forza delle storie reali e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale. L’evento si inserisce pienamente nel percorso di crescita culturale, sociale e turistica della città, contribuendo a costruire un’immagine di Napoli moderna, sensibile e attenta ai diritti e alla salute delle persone.
L’iniziativa, patrocinata da Senato della Repubblica, Comune di Napoli, Consiglio Regionale della Campania, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Ordine dei Giornalisti della Campania, Casartigiani, e Fondazione Italia Giappone, e la media partnership di Rai e Askanews nazionale, è stata realizzata con il sostegno di Nexotel, Banca Generali, charity partner Soroptimist Napoli Vesuvius, MSC, Ugo Autuori Strategic Solution, e la Food partnership di Caseificio dei Borboni, Brigada Culinarie Napoli e Vini De Stefano, Un progetto itinerante, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 13 al 28 aprile dalle 9.00 alle 18.00.