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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, due punti sfumati in 33 secondi: un pari che non va giù!"
13.04.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Nessuno, nè mai il sottoscritto, si permette di sottovalutare lo straordinario impegno profuso dal Napoli finora, a fronte dei tantissimi (troppi) infortuni che - di fatto - hanno condizionato la stagione in corso. Certo è che, dopo l'importante vittoria contro il Milan, la quinta di fila, era lecito attendersi qualcosa in più a Parma. Ed invece, la solita storia quando si calca quel terreno di gioco. Avversario ostico, che si chiude in difesa, e lascia pochi varchi. Nonostante l'euforia di Cuesta per il pari conseguito, dopo un bunker ben allestito per i 96 minuti effettivi, va detto che si è giocato ben poco. Anzi, probabilmente, i nervi sono saltati un bel pò dopo l'approccio a dir poco morbido alla gara degli uomini di Conte. Non è possibile infatti concedere una ripartenza a Strefezza dopo appena 33 secondi di gioco, con Elphege bravo ad anticipare di testa l'intempestivo Buongiorno, e contestualmente Juan Jesus che sbaglia, con una movenza grossolana, a tentare il raddoppio di marcatura porgendo però il fianco scoperto all'autore del gol gialloblu, cecchino millimetrico nel dipingere la beffarda traiettoria (palo-gol) che ha colto di sorpresa finanche Milinkovic-Savic (rimasto di poco fuori dai pali, e forse per questo autore successivamente di un'uscita quasi a centrocampo un bel pò pericolosa). Nel primo tempo, il Napoli ci ha provato male a riequilibrare le sorti del match. Sarà perchè il Parma era fresco e pimpante, sarà perchè Anguissa, Lobotka, McTominay, Spinazzola, Politano e Hojlund sembravano inghiottiti dalle sabbie mobili emiliane, ma l'unico che ha provato a trovare il varco illuminante per abbattere la porta difesa da Suzuki è stato Kevin De Bruyne. All'intervallo mi sono chiesto se la presenza di Alisson Santos avrebbe potuto garantire qualcosa in più, e come sempre ho pensato di sì: l'etichetta di "spacca-partite" la trovo riduttiva per questo ragazzo che salta l'uomo e punta la porta come pochi in Serie A. Certamente opportuno l'inserimento di Beukema al posto del nervoso Juan Jesus, che nel post gara si è poi scusato con Strefezza per lo screzio avuto in campo, episodio tra l'altro ridimensionato in tempo reale da De Bruyne. Va detto comunque che se nel primo tempo Politano sembrava avvolto da una nebbia che gli impediva di controllare la palla sulla fascia di competenza, nei secondi quarantacinque minuti di gara qualcosa è cambiato. Meglio Matteo, con qualche cross in più. Leggermente meglio Lobotka, tant'è che proprio dai suoi piedi è partita l'azione, rifinita dalla sponda di Hojlund e conclusa in rete da Scott McTominay. A 30 minuti dal termine del match si doveva gettare il cuore oltre l'ostacolo. Ci hanno provato i subentrati Elmas, Gutierrez e lo stesso Alisson Santos (meno Giovane), ma non è bastato. Resta l'amaro in bocca per i due punti persi, perchè le occasione create dal macedone e dal brasiliano avrebbero potuto avere miglior sorte. Se non si aumentano i giri, però, nei momenti clou, puntando su un possesso palla infinito, lento e poco incisivo, i gol difficilmente arrivano. Per questo mi aspetto di più anche da Hojlund, non ancora al top dopo il forfait nel big match con il Milan, soprattutto nelle finalizzazioni, al di là dell'assist per la rete di McTominay. Conte intanto sprona tutti a dare il massimo. Corretto da parte sua l'incoraggiamento, anche se questo pari proprio non va giù, al netto del punto guadagnato su Milan e Como oltre il percorso che condurrà l'Inter al termine di questo campionato dopo l'importante vittoria contro i lariani. Restano sei gare da onorare, con guizzi del tutto diversi, dato che la qualificazione in Champions è sempre più vicina.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, due punti sfumati in 33 secondi: un pari che non va giù!"

di Redazione

13/04/2026 - 09:00

NAPOLI - Nessuno, nè mai il sottoscritto, si permette di sottovalutare lo straordinario impegno profuso dal Napoli finora, a fronte dei tantissimi (troppi) infortuni che - di fatto - hanno condizionato la stagione in corso. Certo è che, dopo l'importante vittoria contro il Milan, la quinta di fila, era lecito attendersi qualcosa in più a Parma. Ed invece, la solita storia quando si calca quel terreno di gioco. Avversario ostico, che si chiude in difesa, e lascia pochi varchi. Nonostante l'euforia di Cuesta per il pari conseguito, dopo un bunker ben allestito per i 96 minuti effettivi, va detto che si è giocato ben poco. Anzi, probabilmente, i nervi sono saltati un bel pò dopo l'approccio a dir poco morbido alla gara degli uomini di Conte. Non è possibile infatti concedere una ripartenza a Strefezza dopo appena 33 secondi di gioco, con Elphege bravo ad anticipare di testa l'intempestivo Buongiorno, e contestualmente Juan Jesus che sbaglia, con una movenza grossolana, a tentare il raddoppio di marcatura porgendo però il fianco scoperto all'autore del gol gialloblu, cecchino millimetrico nel dipingere la beffarda traiettoria (palo-gol) che ha colto di sorpresa finanche Milinkovic-Savic (rimasto di poco fuori dai pali, e forse per questo autore successivamente di un'uscita quasi a centrocampo un bel pò pericolosa). Nel primo tempo, il Napoli ci ha provato male a riequilibrare le sorti del match. Sarà perchè il Parma era fresco e pimpante, sarà perchè Anguissa, Lobotka, McTominay, Spinazzola, Politano e Hojlund sembravano inghiottiti dalle sabbie mobili emiliane, ma l'unico che ha provato a trovare il varco illuminante per abbattere la porta difesa da Suzuki è stato Kevin De Bruyne. All'intervallo mi sono chiesto se la presenza di Alisson Santos avrebbe potuto garantire qualcosa in più, e come sempre ho pensato di sì: l'etichetta di "spacca-partite" la trovo riduttiva per questo ragazzo che salta l'uomo e punta la porta come pochi in Serie A. Certamente opportuno l'inserimento di Beukema al posto del nervoso Juan Jesus, che nel post gara si è poi scusato con Strefezza per lo screzio avuto in campo, episodio tra l'altro ridimensionato in tempo reale da De Bruyne. Va detto comunque che se nel primo tempo Politano sembrava avvolto da una nebbia che gli impediva di controllare la palla sulla fascia di competenza, nei secondi quarantacinque minuti di gara qualcosa è cambiato. Meglio Matteo, con qualche cross in più. Leggermente meglio Lobotka, tant'è che proprio dai suoi piedi è partita l'azione, rifinita dalla sponda di Hojlund e conclusa in rete da Scott McTominay. A 30 minuti dal termine del match si doveva gettare il cuore oltre l'ostacolo. Ci hanno provato i subentrati Elmas, Gutierrez e lo stesso Alisson Santos (meno Giovane), ma non è bastato. Resta l'amaro in bocca per i due punti persi, perchè le occasione create dal macedone e dal brasiliano avrebbero potuto avere miglior sorte. Se non si aumentano i giri, però, nei momenti clou, puntando su un possesso palla infinito, lento e poco incisivo, i gol difficilmente arrivano. Per questo mi aspetto di più anche da Hojlund, non ancora al top dopo il forfait nel big match con il Milan, soprattutto nelle finalizzazioni, al di là dell'assist per la rete di McTominay. Conte intanto sprona tutti a dare il massimo. Corretto da parte sua l'incoraggiamento, anche se questo pari proprio non va giù, al netto del punto guadagnato su Milan e Como oltre il percorso che condurrà l'Inter al termine di questo campionato dopo l'importante vittoria contro i lariani. Restano sei gare da onorare, con guizzi del tutto diversi, dato che la qualificazione in Champions è sempre più vicina.

Antonio Petrazzuolo
 
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