In occasione della Giornata del Mare, che si celebra il’11 aprile di ogni anno, la Stazione Zoologica Anton Dohrn annuncia la messa in opera e l’avvio dell’Osservatorio Profondo del Tirreno meridionale (SPO-GoN), una nuova infrastruttura scientifica permanente installata a 206 metri di profondità in un punto strategico del Golfo di Napoli.
L’osservatorio è candidato a divenire parte di EMSO ERIC, infrastruttura di ricerca europea dedicata all’osservazione continua e di lungo termine dei mari e degli oceani intorno al continente europeo attraverso osservatori marini profondi. SPO-GoN entrerà a far parte della EMSO Regional Facility del Mar Tirreno, insieme ad altri sistemi osservativi gestiti da INGV e dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Questa infrastruttura fornirà alla comunità scientifica dati inediti per comprendere i processi chimici, fisici ed ecologici, nonché gli effetti dell’impatto antropico nei sistemi marini profondi del Tirreno.
L’osservatorio opererà in modalità continua, consentendo l’acquisizione di dati fisici, chimici e biologici dell’ambiente marino profondo. Si tratta di una delle poche infrastrutture di questo tipo presenti nel Mediterraneo e della prima nel Tirreno meridionale, un’area di straordinario interesse scientifico per la presenza di sistemi vulcanici attivi e hotspot di biodiversità batiale, come dimostrato dalle recenti scoperte di estesi popolamenti di coralli profondi.
Grazie a una strumentazione multiparametrica avanzata, l’osservatorio misura parametri fondamentali quali temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pH e pCO2. L’infrastruttura consente inoltre l’osservazione diretta dell’ecosistema attraverso telecamere subacquee 4K, sistemi di imaging acustico e idrofoni, permettendo di studiare la comunità pelagica dai livelli trofici inferiori fino ai predatori apicali. L’area è infatti frequentata stabilmente da cetacei, tra cui i globicefali.
L’Osservatorio Profondo del Canyon Dohrn, insieme ad altre due mede oceanografiche dislocate nel Golfo di Napoli, è gestito dai tecnici e tecnologi del Dipartimento RIMAR della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ne curano il controllo e la manutenzione.
Una nuova architettura tecnologica per l’osservazione continua del mare profondo
«La vera novità di questo progetto – spiega Augusto Passarelli, responsabile delle infrastrutture a mare della Stazione Zoologica Anton Dohrn – è il collegamento diretto e permanente tra la boa in superficie e la piattaforma posizionata sul fondale. La boa non si limita a raccogliere dati, ma alimenta, interroga e dialoga costantemente con la sensoristica installata a 206 metri di profondità, ricevendo dati e immagini che vengono trasmessi quasi in tempo reale a terra».
Il collegamento tra superficie e fondale avviene tramite un cavo elettromeccanico, che svolge una duplice funzione:
meccanica, costituendo l’elemento strutturale di connessione tra la boa e la piattaforma di fondo, che funge anche da corpo morto;
elettrica ed elettronica, poiché al suo interno ospita conduttori che trasportano energia verso i sensori sul fondale e consentono la trasmissione di dati e immagini verso la superficie.
Sul fondale, la piattaforma ospita una junction box, cuore del sistema, alla quale è collegata tutta la sensoristica e la componente elettrica ed elettronica del cavo. Il collegamento tra l’elettronica della boa e il cavo verso il fondale è garantito da uno swivel elettromeccanico, un dispositivo che combina un sistema di rotazione meccanica – permettendo alla boa di muoversi liberamente con onde e correnti – con uno slip-ring, che assicura la continuità elettrica e la trasmissione dei segnali senza interruzioni.
Questa architettura consente un monitoraggio continuo, stabile e affidabile dell’ambiente marino profondo, rappresentando un significativo avanzamento tecnologico per l’osservazione oceanografica nel Mediterraneo. Il sistema è inoltre altamente versatile e modulare, progettato per essere facilmente aggiornabile nel tempo con sensori anche molto eterogenei, adattandosi a nuove esigenze scientifiche e a futuri sviluppi tecnologici.
I dati raccolti dall’Osservatorio Profondo del Canyon Dohrn sono condivisi con le principali reti scientifiche europee, tra cui SeaDataNet ed EMODnet, contribuendo allo sviluppo della scienza aperta e collaborativa. Le informazioni sono accessibili attraverso una piattaforma dedicata all’osservatorio (https://tyr-obs.szn.it), dalla quale è possibile visualizzare in tempo reale dati e immagini e scaricare le serie storiche.
Le infrastrutture fisse della Stazione Zoologica Anton Dohrn, sostenute da progetti nazionali ed europei, rappresentano un punto di riferimento unico per lo studio, la tutela e la gestione sostenibile dell’ambiente marino, mettendo la ricerca scientifica al servizio della società.
di Redazione
08/04/2026 - 12:03
In occasione della Giornata del Mare, che si celebra il’11 aprile di ogni anno, la Stazione Zoologica Anton Dohrn annuncia la messa in opera e l’avvio dell’Osservatorio Profondo del Tirreno meridionale (SPO-GoN), una nuova infrastruttura scientifica permanente installata a 206 metri di profondità in un punto strategico del Golfo di Napoli.
L’osservatorio è candidato a divenire parte di EMSO ERIC, infrastruttura di ricerca europea dedicata all’osservazione continua e di lungo termine dei mari e degli oceani intorno al continente europeo attraverso osservatori marini profondi. SPO-GoN entrerà a far parte della EMSO Regional Facility del Mar Tirreno, insieme ad altri sistemi osservativi gestiti da INGV e dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Questa infrastruttura fornirà alla comunità scientifica dati inediti per comprendere i processi chimici, fisici ed ecologici, nonché gli effetti dell’impatto antropico nei sistemi marini profondi del Tirreno.
L’osservatorio opererà in modalità continua, consentendo l’acquisizione di dati fisici, chimici e biologici dell’ambiente marino profondo. Si tratta di una delle poche infrastrutture di questo tipo presenti nel Mediterraneo e della prima nel Tirreno meridionale, un’area di straordinario interesse scientifico per la presenza di sistemi vulcanici attivi e hotspot di biodiversità batiale, come dimostrato dalle recenti scoperte di estesi popolamenti di coralli profondi.
Grazie a una strumentazione multiparametrica avanzata, l’osservatorio misura parametri fondamentali quali temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pH e pCO2. L’infrastruttura consente inoltre l’osservazione diretta dell’ecosistema attraverso telecamere subacquee 4K, sistemi di imaging acustico e idrofoni, permettendo di studiare la comunità pelagica dai livelli trofici inferiori fino ai predatori apicali. L’area è infatti frequentata stabilmente da cetacei, tra cui i globicefali.
L’Osservatorio Profondo del Canyon Dohrn, insieme ad altre due mede oceanografiche dislocate nel Golfo di Napoli, è gestito dai tecnici e tecnologi del Dipartimento RIMAR della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ne curano il controllo e la manutenzione.
Una nuova architettura tecnologica per l’osservazione continua del mare profondo
«La vera novità di questo progetto – spiega Augusto Passarelli, responsabile delle infrastrutture a mare della Stazione Zoologica Anton Dohrn – è il collegamento diretto e permanente tra la boa in superficie e la piattaforma posizionata sul fondale. La boa non si limita a raccogliere dati, ma alimenta, interroga e dialoga costantemente con la sensoristica installata a 206 metri di profondità, ricevendo dati e immagini che vengono trasmessi quasi in tempo reale a terra».
Il collegamento tra superficie e fondale avviene tramite un cavo elettromeccanico, che svolge una duplice funzione:
meccanica, costituendo l’elemento strutturale di connessione tra la boa e la piattaforma di fondo, che funge anche da corpo morto;
elettrica ed elettronica, poiché al suo interno ospita conduttori che trasportano energia verso i sensori sul fondale e consentono la trasmissione di dati e immagini verso la superficie.
Sul fondale, la piattaforma ospita una junction box, cuore del sistema, alla quale è collegata tutta la sensoristica e la componente elettrica ed elettronica del cavo. Il collegamento tra l’elettronica della boa e il cavo verso il fondale è garantito da uno swivel elettromeccanico, un dispositivo che combina un sistema di rotazione meccanica – permettendo alla boa di muoversi liberamente con onde e correnti – con uno slip-ring, che assicura la continuità elettrica e la trasmissione dei segnali senza interruzioni.
Questa architettura consente un monitoraggio continuo, stabile e affidabile dell’ambiente marino profondo, rappresentando un significativo avanzamento tecnologico per l’osservazione oceanografica nel Mediterraneo. Il sistema è inoltre altamente versatile e modulare, progettato per essere facilmente aggiornabile nel tempo con sensori anche molto eterogenei, adattandosi a nuove esigenze scientifiche e a futuri sviluppi tecnologici.
I dati raccolti dall’Osservatorio Profondo del Canyon Dohrn sono condivisi con le principali reti scientifiche europee, tra cui SeaDataNet ed EMODnet, contribuendo allo sviluppo della scienza aperta e collaborativa. Le informazioni sono accessibili attraverso una piattaforma dedicata all’osservatorio (https://tyr-obs.szn.it), dalla quale è possibile visualizzare in tempo reale dati e immagini e scaricare le serie storiche.
Le infrastrutture fisse della Stazione Zoologica Anton Dohrn, sostenute da progetti nazionali ed europei, rappresentano un punto di riferimento unico per lo studio, la tutela e la gestione sostenibile dell’ambiente marino, mettendo la ricerca scientifica al servizio della società.