Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi Sinistra, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue parole: "Caso Salis? Se la questura, come ci ha detto il questore sabato, ha dovuto per dovere d'ufficio eseguire questo controllo, anche se evidentemente qualche cortocircuito c'è stato lo stesso evidentemente, gli agenti che sono intervenuti non hanno capito che quel nome era noto in Italia per ragioni legate al dibattito e alla visibilità di Ilaria Salis: era un po' difficile immaginarlo. Non voglio fare il complottista e credo alla versione data dal questore di Roma. Non ho nessuna voglia di scaricare la colpa sui due agenti che facevano il loro lavoro, attribuendo loro una responsabilità che probabilmente non hanno. Probabilmente qualcosa non ha funzionato nel sistema informativo, ma questo è secondario, perché riguarda solo l'episodio in sé. Il punto vero è che questa vicenda colpisce ancora una volta Ilaria Salis e ha a che fare con un terzo paese, in questo caso la Germania, come è stato accertato, e io credo che le nostre autorità politiche dovrebbero porsi il problema e porlo con forza. Voto anticipato? Me lo auguro, ma non dipende da me, non è qualcosa che sta nelle mani dell'opposizione. Sì, me le auguro perché significherebbe che questo Governo lascia e che si apre lo spazio di un'alternativa. Prima se ne vanno meglio è perché il nostro giudizio sul lavoro di questo Governo è negativo e quindi penso che sia urgente dare un'alternativa al Paese. Se il Governo deciderà per le elezioni anticipate siamo pronti, se invece si va al 2027 ci prepareremo per quell'appuntamento. Primarie? L'ho detto fin dal primo minuto, quello che va evitato è fare una discussione ombelicale. Il risultato del referendum è stato straordinario per dimensione ma anche per composizione di quel voto, tutti hanno riconosciuto il ruolo straordinario di una generazione, quella più giovane, che ha cambiato l'ordine del discorso e ha cambiato anche il risultato. Io penso che la risposta a quella domanda politica che è emersa non sia quella di una discussione su noi stessi, ma quella di una discussione sulle condizioni, sulla vita di quella generazione, sui loro bisogni e le loro speranze. Per questo penso che ora si debba fare un'altra cosa, cioè, rapidamente mettere giù non un programma inteso come un accordo tutto interno alla dialettica tra i partiti ma un programma come una proposta politica che vive anche e soprattutto nel Paese che risponde ai bisogni della maggioranza del Paese. Io questo farei, per questo non mi appassiona questa discussione. Armi a Kyiv? Gli aiuti umanitari li abbiamo sempre sostenuti come abbiamo sempre sostenuto le sanzioni alla Russia, abbiamo senza alcun dubbio individuato quali fossero le responsabilità della guerra, dell’invasione criminale di Putin, non c’è mai stato alcun dubbio, ma investire solo sull’escalation militare nel vuoto di un’iniziativa diplomatica, in particolare europea, non avvicinava ma allontanava la pace e la fine di un vero e proprio macello dove sta scomparendo un’intera generazione, quella dei giovani ucraini che scompare sotto le bombe. Io penso che il cuore della questione non sia tanto interrompere o continuare, è chiedersi qual è il salto di qualità nell’iniziativa diplomatica che l’Italia e l’Europa mettono in campo”.
di Redazione
30/03/2026 - 15:17
Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi Sinistra, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue parole: "Caso Salis? Se la questura, come ci ha detto il questore sabato, ha dovuto per dovere d'ufficio eseguire questo controllo, anche se evidentemente qualche cortocircuito c'è stato lo stesso evidentemente, gli agenti che sono intervenuti non hanno capito che quel nome era noto in Italia per ragioni legate al dibattito e alla visibilità di Ilaria Salis: era un po' difficile immaginarlo. Non voglio fare il complottista e credo alla versione data dal questore di Roma. Non ho nessuna voglia di scaricare la colpa sui due agenti che facevano il loro lavoro, attribuendo loro una responsabilità che probabilmente non hanno. Probabilmente qualcosa non ha funzionato nel sistema informativo, ma questo è secondario, perché riguarda solo l'episodio in sé. Il punto vero è che questa vicenda colpisce ancora una volta Ilaria Salis e ha a che fare con un terzo paese, in questo caso la Germania, come è stato accertato, e io credo che le nostre autorità politiche dovrebbero porsi il problema e porlo con forza. Voto anticipato? Me lo auguro, ma non dipende da me, non è qualcosa che sta nelle mani dell'opposizione. Sì, me le auguro perché significherebbe che questo Governo lascia e che si apre lo spazio di un'alternativa. Prima se ne vanno meglio è perché il nostro giudizio sul lavoro di questo Governo è negativo e quindi penso che sia urgente dare un'alternativa al Paese. Se il Governo deciderà per le elezioni anticipate siamo pronti, se invece si va al 2027 ci prepareremo per quell'appuntamento. Primarie? L'ho detto fin dal primo minuto, quello che va evitato è fare una discussione ombelicale. Il risultato del referendum è stato straordinario per dimensione ma anche per composizione di quel voto, tutti hanno riconosciuto il ruolo straordinario di una generazione, quella più giovane, che ha cambiato l'ordine del discorso e ha cambiato anche il risultato. Io penso che la risposta a quella domanda politica che è emersa non sia quella di una discussione su noi stessi, ma quella di una discussione sulle condizioni, sulla vita di quella generazione, sui loro bisogni e le loro speranze. Per questo penso che ora si debba fare un'altra cosa, cioè, rapidamente mettere giù non un programma inteso come un accordo tutto interno alla dialettica tra i partiti ma un programma come una proposta politica che vive anche e soprattutto nel Paese che risponde ai bisogni della maggioranza del Paese. Io questo farei, per questo non mi appassiona questa discussione. Armi a Kyiv? Gli aiuti umanitari li abbiamo sempre sostenuti come abbiamo sempre sostenuto le sanzioni alla Russia, abbiamo senza alcun dubbio individuato quali fossero le responsabilità della guerra, dell’invasione criminale di Putin, non c’è mai stato alcun dubbio, ma investire solo sull’escalation militare nel vuoto di un’iniziativa diplomatica, in particolare europea, non avvicinava ma allontanava la pace e la fine di un vero e proprio macello dove sta scomparendo un’intera generazione, quella dei giovani ucraini che scompare sotto le bombe. Io penso che il cuore della questione non sia tanto interrompere o continuare, è chiedersi qual è il salto di qualità nell’iniziativa diplomatica che l’Italia e l’Europa mettono in campo”.