Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue dichiarazioni: "Il segretario Salvini ha sempre detto che lui, direttamente, non sta seguendo il dossier elettorale. Che per la Lega la legge elettorale non è mai stata, diciamo, una priorità, e questo è noto, perché sappiamo tutti che questa proposta di modifica nasce da Fratelli d'Italia, da Giorgia Meloni. E quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati a un testo di compromesso dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello coi collegi uninominali. E in nome della eventuale futura governabilità, che si pone come obiettivo questa legge, ci abbiamo rinunciato. Pensiamo che oggi andare a ricambiare il testo su un tema sensibile come quello delle preferenze sia molto complicato. Però, detto questo, come ha ribadito il segretario, stanno lavorando i nostri esperti, per noi c'è Roberto Calderoli, insomma, che siede al tavolo, e vedremo se si troverà una forma di mediazione. Però la vedo molto difficile". Ha aggiunto: "Incaponirsi sulle preferenze non ci sembra che abbia molto senso. Poi, ripeto, se troveranno una mediazione che vada bene a tutti... non è questione di vita o di morte, questo l'ha già detto anche Salvini. Insomma, noi le preferenze le abbiamo sempre prese tutti, quindi non è un tema di paura per le preferenze. È che le preferenze portano un modello diverso che, ricordiamo, sono stati gli italiani a non volere più coi referendum di Segni a inizio anni '90. Abbiamo poca memoria storica in questo Paese". Su Vannacci: "Io penso che Vannacci sia estremamente pompato a livello mediatico. Sia estremamente pompato il cosiddetto effetto novità. Ma io credo che più Vannacci parla e più, soprattutto, parlano i suoi esponenti, più l'effetto Vannacci si ridurrà, perché non ci sono idee, non c'è sostanza, c'è soltanto un parlare contro al centrodestra. Quindi io penso che, e la Lega in particolare, più passerà il tempo e più chi vuole un governo di centrodestra, capirà che votare Vannacci è esattamente come votare la Schlein, Conte o Bonelli". Sulle elezioni politiche: "Ma non per Vannacci, meglio votare a scadenza naturale perché abbiamo delle cose da fare, per noi in primis l'autonomia. E visto che è il pilastro principale dell'azione politica della Lega, abbiamo un governo di centrodestra, abbiamo le intese che ora arrivano in Aula alla Camera e al Senato, e poi ancora c'è tutto l'iter ancora che deve prevedere poi il voto a maggioranza assoluta, ecco completare questo iter richiede evidentemente di arrivare a fine legislatura. Quindi l'obiettivo politico per noi è quello. Per andare a votare prima – continua a Radio 24 - ci deve essere anche un motivo, nel senso che bisognerebbe capire quale è la crisi di maggioranza che porterebbe il Presidente della Repubblica a farci votare prima. Quindi non riesco neanche bene a capire come si potrebbe andare a votare prima, con una maggioranza larga come oggi. Però vedremo: se si andrà a votare prima non abbiamo paura di votare prima. Il nostro auspicio è arrivare alla fine". In merito alla stretta sulla cittadinanza: "Quella proposta di legge è una proposta di legge che buona parte degli attuali parlamentari di Vannacci - che, come sapete, fino a pochi mesi fa erano nella Lega, - avevano sottoscritto, no? Quindi mi fa ridere quando loro sostengono che noi l'abbiamo tenuta nel cassetto e non l'abbiamo portata avanti. Abbiamo chiesto l'urgenza per portare la discussione in Parlamento proprio perché vogliamo che ogni forza politica si assuma le sue responsabilità: chi è a favore voti a favore, chi è contro voti contro. Perché quando si fanno gli emendamenti sui provvedimenti del Governo, poi c'è sempre l'indicazione del Governo al ritiro... Passando per il Parlamento, ognuno si assume le sue responsabilità. E io mi immagino, quindi, che quelli di Vannacci voteranno, a questo punto, questa proposta di legge, visto che l'hanno firmata".
di Redazione
10/07/2026 - 15:09
Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, è intervenuto a 24 Mattino su Radio 24. Ecco le sue dichiarazioni: "Il segretario Salvini ha sempre detto che lui, direttamente, non sta seguendo il dossier elettorale. Che per la Lega la legge elettorale non è mai stata, diciamo, una priorità, e questo è noto, perché sappiamo tutti che questa proposta di modifica nasce da Fratelli d'Italia, da Giorgia Meloni. E quello che noi abbiamo sempre detto è che si è arrivati a un testo di compromesso dove la Lega ha già fatto delle rinunce, perché per noi il sistema migliore era quello coi collegi uninominali. E in nome della eventuale futura governabilità, che si pone come obiettivo questa legge, ci abbiamo rinunciato. Pensiamo che oggi andare a ricambiare il testo su un tema sensibile come quello delle preferenze sia molto complicato. Però, detto questo, come ha ribadito il segretario, stanno lavorando i nostri esperti, per noi c'è Roberto Calderoli, insomma, che siede al tavolo, e vedremo se si troverà una forma di mediazione. Però la vedo molto difficile". Ha aggiunto: "Incaponirsi sulle preferenze non ci sembra che abbia molto senso. Poi, ripeto, se troveranno una mediazione che vada bene a tutti... non è questione di vita o di morte, questo l'ha già detto anche Salvini. Insomma, noi le preferenze le abbiamo sempre prese tutti, quindi non è un tema di paura per le preferenze. È che le preferenze portano un modello diverso che, ricordiamo, sono stati gli italiani a non volere più coi referendum di Segni a inizio anni '90. Abbiamo poca memoria storica in questo Paese". Su Vannacci: "Io penso che Vannacci sia estremamente pompato a livello mediatico. Sia estremamente pompato il cosiddetto effetto novità. Ma io credo che più Vannacci parla e più, soprattutto, parlano i suoi esponenti, più l'effetto Vannacci si ridurrà, perché non ci sono idee, non c'è sostanza, c'è soltanto un parlare contro al centrodestra. Quindi io penso che, e la Lega in particolare, più passerà il tempo e più chi vuole un governo di centrodestra, capirà che votare Vannacci è esattamente come votare la Schlein, Conte o Bonelli". Sulle elezioni politiche: "Ma non per Vannacci, meglio votare a scadenza naturale perché abbiamo delle cose da fare, per noi in primis l'autonomia. E visto che è il pilastro principale dell'azione politica della Lega, abbiamo un governo di centrodestra, abbiamo le intese che ora arrivano in Aula alla Camera e al Senato, e poi ancora c'è tutto l'iter ancora che deve prevedere poi il voto a maggioranza assoluta, ecco completare questo iter richiede evidentemente di arrivare a fine legislatura. Quindi l'obiettivo politico per noi è quello. Per andare a votare prima – continua a Radio 24 - ci deve essere anche un motivo, nel senso che bisognerebbe capire quale è la crisi di maggioranza che porterebbe il Presidente della Repubblica a farci votare prima. Quindi non riesco neanche bene a capire come si potrebbe andare a votare prima, con una maggioranza larga come oggi. Però vedremo: se si andrà a votare prima non abbiamo paura di votare prima. Il nostro auspicio è arrivare alla fine". In merito alla stretta sulla cittadinanza: "Quella proposta di legge è una proposta di legge che buona parte degli attuali parlamentari di Vannacci - che, come sapete, fino a pochi mesi fa erano nella Lega, - avevano sottoscritto, no? Quindi mi fa ridere quando loro sostengono che noi l'abbiamo tenuta nel cassetto e non l'abbiamo portata avanti. Abbiamo chiesto l'urgenza per portare la discussione in Parlamento proprio perché vogliamo che ogni forza politica si assuma le sue responsabilità: chi è a favore voti a favore, chi è contro voti contro. Perché quando si fanno gli emendamenti sui provvedimenti del Governo, poi c'è sempre l'indicazione del Governo al ritiro... Passando per il Parlamento, ognuno si assume le sue responsabilità. E io mi immagino, quindi, che quelli di Vannacci voteranno, a questo punto, questa proposta di legge, visto che l'hanno firmata".