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L’APPROFONDIMENTO - Aiello a “NM”: "MLS: pregi e difetti del modello americano, dove il business spesso azzera la meritocrazia sportiva"
10.07.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "La MLS è un campionato che di anno in anno sta vedendo aumentare il suo appeal, impreziosito da big europei, che assecondano il loro desiderio di calcio americano, e da giovani talenti a stelle e strisce, che sognano il percorso inverso.

La Major League Soccer (MLS) ha una struttura ibrida che mescola lo sport professionistico americano con il calcio tradizionale. Il suo format unisce le regole tradizionali del calcio a un sistema in stile americano (i club vengono definiti franchigie, niente retrocessioni).

La storia del calcio professionistico americano si sviluppa sul finire degli anni Sessanta attraverso la NASL, la North American Soccer League. L’esperimento durò appena 16 anni, riscuotendo risultati di audience altalenanti nonostante vi militarono grandi giocatori sul finire della loro carriera. Pelé ai New York Cosmos fu uno dei volti scelti per promuovere il movimento calcistico americano, tra gli altri si possono ricordare Cruyff, Best e Beckenbauer, tutti attratti anche dai ricchi contratti. Un’epoca d’oro durata poco, con l’ultima stagione disputata nel 1984 quando chiuse i battenti per fallimento. Nel periodo transitorio il soccer trovò casa nell’APSL, l’American Professional Soccer League.

In occasione dei Mondiali del 1994 ci fu la volontà di rilanciare questo sport che non era ancora riuscito a fare breccia nel cuore degli americani. Nel 1996 dieci club disputarono la prima stagione di MLS, la nuova prima divisione.

Rispetto ai campionati europei, la Major League Soccer è una lega chiusa, senza retrocessione né promozioni, sulla falsariga della NBA. Sono 29 le squadre partecipanti, divise in due gruppi: nella Eastern Conference trovano spazio 15 compagini, una in meno nella Western Conference. Nella regular season, ogni squadra gioca 34 gare, 17 tra le mura amiche e altrettante in trasferta.

La presenza di una squadra nel campionato è legata ad una sorta di iscrizione che si paga al momento dell’ingresso nel torneo. Una tassa d’iscrizione che, con il passare degli anni e con la crescita di questo campionato, ha un costo sempre più alto. Se nel ‘98 ai Chicago Fire bastava pagare 5 milioni di dollari di tassa per entrare nella MLS, nel 2015 gli Orlando City e i New York City hanno dovuto pagare ben 100 milioni di dollari, nel 2023 la St. Louis ha pagato circa 200 milioni di dollari.

Anche in chiave calciomercato le regole appaiono decisamente diverse da quelle dei campionati europei. L’elemento che salta all’occhio è prettamente temporale: dal momento che il campionato si gioca lungo tutto l’anno solare, il mercato di gennaio è quello più importante, mentre in estate c’è solo una finestra di due settimane. L’altro elemento distintivo è rappresentato dal Super-draft: come in NBA, ogni anno, prima dell'inizio della regular season, le squadre della MLS possono selezionare calciatori appena diplomati nei college statunitensi. L'ordine di scelta è stabilito in base alla classifica dell'anno precedente: si va, però, dal basso verso l'alto, partendo dunque dall'ultima in graduatoria. Al termine di questa fase c'è il cosiddetto Re-Entry Draft, rivolto invece ai giocatori svincolati che hanno partecipato all'ultima Major League Soccer.

Per quanto riguarda il calciomercato vero e proprio, le squadre americane e canadesi che partecipano alla MLS devono rientrare in un budget totale stabilito dalla Federazione (il cosiddetto Salary Cap). Da segnalare, però, l'esistenza della regola Beckham, che consente alle franchigie (Club) di offrire un ingaggio superiore al limite imposto per tre giocatori, ovvero ogni club ha la possibilità di ingaggiare al massimo tre calciatori con contratti a cifre superiori ai limiti imposti, ma solamente per il calcolo del salary cap verranno inseriti nella rosa con l'ingaggio di 612mila dollari a stagione.

Le squadre di MLS mettono sotto contratto ogni anno 30 giocatori, questi vengono suddivisi in tre fasce a seconda del loro ruolo all'interno della rosa e a seconda del loro ruolo, varia anche l'ingaggio minimo percepito.

I primi 20 calciatori fanno parte del Roster Senior e il loro stipendio deve rispettare i limiti del Salary Cap. Gli altri 10 calciatori si dividono equamente tra Supplemental Roster e Reserve Roster che garantiscono, rispettivamente, un ingaggio minimo rispettivamente di 81mila dollari e 63mila dollari annui. Il guadagno massimo di un calciatore del Roster Senior è invece di 612mila dollari annui, circa. Il salary cap nelle ultime stagioni è stato fissato a 5,2 milioni di dollari (saliranno di anno in anno fino ai 7 milioni di dollari previsti nel 2027).

Pregi (Vantaggi)

Competitività ed Equilibrio: Grazie al rigido Salary Cap (tetto salariale) e al sistema dei draft, il campionato è molto livellato. Anche i mercati minori possono vincere, a differenza di molti tornei europei dominati da poche superpotenze.

Stabilità Finanziaria: Le franchigie godono di un'ottima salute economica. I proprietari investono pesantemente su stadi di proprietà, centri di allenamento e marketing.

Infrastrutture e Crescita dei Giovani: Molti club hanno fondato ottime Academy interne. I talenti locali possono mettersi in mostra prima di trasferirsi in Europa.

Espansione Continua: Il mercato è in forte espansione e attira costantemente sponsor di livello mondiale e campioni internazionali. Ad oggi i due principali sponsor sono ADIDAS, che veste tutte le squadre, ed Apple, che trasmette tutte le partite.

Limiti (Svantaggi)

Sistema Chiuso: Essendo una lega chiusa (stile NBA o NFL), non esistono promozioni o retrocessioni. Questo può togliere pathos sportivo alle squadre di fondo classifica.

Regolamento Complesso: Il sistema di roster è intricato. Tra Designated Player (regola Beckham), Targeted Allocation Money (TAM) e restrizioni sugli slot per stranieri, il mercato è spesso difficile da comprendere per i tifosi europei.

Livello Tecnico: Nonostante il grande sviluppo, il livello medio del gioco e l'intensità tattica rimangono generalmente inferiori ai top 5 campionati europei.

Calendario e Logistica: Le enormi distanze negli Stati Uniti e in Canada, unite a un calendario fitto su fusi orari diversi, comportano lunghi viaggi che influiscono sulla freschezza atletica.

Il campionato di calcio statunitense segue il modello delle altre leghe del paese: nessun merito sportivo sul campo, viene decisa a tavolino la composizione. Una lega chiusa, in cui sono i capi della competizione a decidere i partecipanti. L'ammissione al torneo non deriva dal merito sportivo, ma da una tassa iniziale recante otto zeri da pagare.

Per poter partecipare alla MLS, infatti, è necessario provenire da una grande area metropolitana. In questo modo l'eventuale scarso interesse non sarà una possibilità: con una base di tifosi, la richiesta sarà sempre alta. Nella speranza, tramutata in verità, che la domanda superi sempre l'offerta.

Se l'appartenere ad una grande area metropolitana è il primo punto relativo alla provenienza, il secondo è quello dell'analisi della stessa. Una città da milioni di persone non è automaticamente in cima alle preferenze della MLS, ma deve poter, eventualmente, anche poter garantire la partecipazione esclusiva, o quasi, allo sport del calcio.

Il campionato, infatti, valuta maggiormente possibilità cittadine in cui la MLB, la NHL, la NFL e la NBA non ha un nome così pressante da schiacciare ogni altra realtà. Non si tratta di un no a prescindere, considerando l'ovvietà della possibilità di passioni diverse da parte di persone diverse in metropoli e grandi capitali.

Per qualsiasi tifoso del pianeta, pensare ad un campionato che non permette a piccole squadre di avere la propria chance di lottare e di sognare al massimo livello è qualcosa di inconcepibile.

Ma negli Stati Uniti funziona così. Si preferisce la stabilità economica della lega, ma soprattutto il suo appeal. Massimizzazione dei profitti e valore futuro.

Nel resto del mondo, ed in particolare in Europa, la meritocrazia nelle competizioni calcistiche si fonda sul principio che i risultati agonistici debbano essere determinati esclusivamente dal talento, dall'impegno tattico e dalle prestazioni sul campo. Questo sistema garantisce pari opportunità di partenza eque per tutti i club, assicurando che promozioni, retrocessioni e qualificazioni si basino sul merito sportivo.

I pilastri fondamentali di questo principio includono l’Accesso Aperto (inteso anche come Ascensore Sociale). Le competizioni devono essere accessibili attraverso i campionati nazionali, permettendo anche a squadre con minori risorse economiche di raggiungere i massimi livelli europei o mondiali. Il valore di un club viene sancito dal punteggio finale e dalle statistiche, non dallo storico commerciale, dalla fama o dal potere politico della società.

Uno degli elementi caratterizzanti il merito sportivo è il pathos, l'intensità emotiva, la passione travolgente e la tensione drammatica che una competizione riesce a trasmettere per una promozione oppure per una retrocessione. Il pathos rappresenta quel coinvolgimento viscerale che unisce atleti e tifosi, trasformando una semplice gara in un'esperienza ricca di suspence, gioia o sofferenza, al quale non si dovrebbe rinunciare mai".

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L’APPROFONDIMENTO - Aiello a “NM”: "MLS: pregi e difetti del modello americano, dove il business spesso azzera la meritocrazia sportiva"

di Redazione

10/07/2026 - 09:00

NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "La MLS è un campionato che di anno in anno sta vedendo aumentare il suo appeal, impreziosito da big europei, che assecondano il loro desiderio di calcio americano, e da giovani talenti a stelle e strisce, che sognano il percorso inverso.

La Major League Soccer (MLS) ha una struttura ibrida che mescola lo sport professionistico americano con il calcio tradizionale. Il suo format unisce le regole tradizionali del calcio a un sistema in stile americano (i club vengono definiti franchigie, niente retrocessioni).

La storia del calcio professionistico americano si sviluppa sul finire degli anni Sessanta attraverso la NASL, la North American Soccer League. L’esperimento durò appena 16 anni, riscuotendo risultati di audience altalenanti nonostante vi militarono grandi giocatori sul finire della loro carriera. Pelé ai New York Cosmos fu uno dei volti scelti per promuovere il movimento calcistico americano, tra gli altri si possono ricordare Cruyff, Best e Beckenbauer, tutti attratti anche dai ricchi contratti. Un’epoca d’oro durata poco, con l’ultima stagione disputata nel 1984 quando chiuse i battenti per fallimento. Nel periodo transitorio il soccer trovò casa nell’APSL, l’American Professional Soccer League.

In occasione dei Mondiali del 1994 ci fu la volontà di rilanciare questo sport che non era ancora riuscito a fare breccia nel cuore degli americani. Nel 1996 dieci club disputarono la prima stagione di MLS, la nuova prima divisione.

Rispetto ai campionati europei, la Major League Soccer è una lega chiusa, senza retrocessione né promozioni, sulla falsariga della NBA. Sono 29 le squadre partecipanti, divise in due gruppi: nella Eastern Conference trovano spazio 15 compagini, una in meno nella Western Conference. Nella regular season, ogni squadra gioca 34 gare, 17 tra le mura amiche e altrettante in trasferta.

La presenza di una squadra nel campionato è legata ad una sorta di iscrizione che si paga al momento dell’ingresso nel torneo. Una tassa d’iscrizione che, con il passare degli anni e con la crescita di questo campionato, ha un costo sempre più alto. Se nel ‘98 ai Chicago Fire bastava pagare 5 milioni di dollari di tassa per entrare nella MLS, nel 2015 gli Orlando City e i New York City hanno dovuto pagare ben 100 milioni di dollari, nel 2023 la St. Louis ha pagato circa 200 milioni di dollari.

Anche in chiave calciomercato le regole appaiono decisamente diverse da quelle dei campionati europei. L’elemento che salta all’occhio è prettamente temporale: dal momento che il campionato si gioca lungo tutto l’anno solare, il mercato di gennaio è quello più importante, mentre in estate c’è solo una finestra di due settimane. L’altro elemento distintivo è rappresentato dal Super-draft: come in NBA, ogni anno, prima dell'inizio della regular season, le squadre della MLS possono selezionare calciatori appena diplomati nei college statunitensi. L'ordine di scelta è stabilito in base alla classifica dell'anno precedente: si va, però, dal basso verso l'alto, partendo dunque dall'ultima in graduatoria. Al termine di questa fase c'è il cosiddetto Re-Entry Draft, rivolto invece ai giocatori svincolati che hanno partecipato all'ultima Major League Soccer.

Per quanto riguarda il calciomercato vero e proprio, le squadre americane e canadesi che partecipano alla MLS devono rientrare in un budget totale stabilito dalla Federazione (il cosiddetto Salary Cap). Da segnalare, però, l'esistenza della regola Beckham, che consente alle franchigie (Club) di offrire un ingaggio superiore al limite imposto per tre giocatori, ovvero ogni club ha la possibilità di ingaggiare al massimo tre calciatori con contratti a cifre superiori ai limiti imposti, ma solamente per il calcolo del salary cap verranno inseriti nella rosa con l'ingaggio di 612mila dollari a stagione.

Le squadre di MLS mettono sotto contratto ogni anno 30 giocatori, questi vengono suddivisi in tre fasce a seconda del loro ruolo all'interno della rosa e a seconda del loro ruolo, varia anche l'ingaggio minimo percepito.

I primi 20 calciatori fanno parte del Roster Senior e il loro stipendio deve rispettare i limiti del Salary Cap. Gli altri 10 calciatori si dividono equamente tra Supplemental Roster e Reserve Roster che garantiscono, rispettivamente, un ingaggio minimo rispettivamente di 81mila dollari e 63mila dollari annui. Il guadagno massimo di un calciatore del Roster Senior è invece di 612mila dollari annui, circa. Il salary cap nelle ultime stagioni è stato fissato a 5,2 milioni di dollari (saliranno di anno in anno fino ai 7 milioni di dollari previsti nel 2027).

Pregi (Vantaggi)

Competitività ed Equilibrio: Grazie al rigido Salary Cap (tetto salariale) e al sistema dei draft, il campionato è molto livellato. Anche i mercati minori possono vincere, a differenza di molti tornei europei dominati da poche superpotenze.

Stabilità Finanziaria: Le franchigie godono di un'ottima salute economica. I proprietari investono pesantemente su stadi di proprietà, centri di allenamento e marketing.

Infrastrutture e Crescita dei Giovani: Molti club hanno fondato ottime Academy interne. I talenti locali possono mettersi in mostra prima di trasferirsi in Europa.

Espansione Continua: Il mercato è in forte espansione e attira costantemente sponsor di livello mondiale e campioni internazionali. Ad oggi i due principali sponsor sono ADIDAS, che veste tutte le squadre, ed Apple, che trasmette tutte le partite.

Limiti (Svantaggi)

Sistema Chiuso: Essendo una lega chiusa (stile NBA o NFL), non esistono promozioni o retrocessioni. Questo può togliere pathos sportivo alle squadre di fondo classifica.

Regolamento Complesso: Il sistema di roster è intricato. Tra Designated Player (regola Beckham), Targeted Allocation Money (TAM) e restrizioni sugli slot per stranieri, il mercato è spesso difficile da comprendere per i tifosi europei.

Livello Tecnico: Nonostante il grande sviluppo, il livello medio del gioco e l'intensità tattica rimangono generalmente inferiori ai top 5 campionati europei.

Calendario e Logistica: Le enormi distanze negli Stati Uniti e in Canada, unite a un calendario fitto su fusi orari diversi, comportano lunghi viaggi che influiscono sulla freschezza atletica.

Il campionato di calcio statunitense segue il modello delle altre leghe del paese: nessun merito sportivo sul campo, viene decisa a tavolino la composizione. Una lega chiusa, in cui sono i capi della competizione a decidere i partecipanti. L'ammissione al torneo non deriva dal merito sportivo, ma da una tassa iniziale recante otto zeri da pagare.

Per poter partecipare alla MLS, infatti, è necessario provenire da una grande area metropolitana. In questo modo l'eventuale scarso interesse non sarà una possibilità: con una base di tifosi, la richiesta sarà sempre alta. Nella speranza, tramutata in verità, che la domanda superi sempre l'offerta.

Se l'appartenere ad una grande area metropolitana è il primo punto relativo alla provenienza, il secondo è quello dell'analisi della stessa. Una città da milioni di persone non è automaticamente in cima alle preferenze della MLS, ma deve poter, eventualmente, anche poter garantire la partecipazione esclusiva, o quasi, allo sport del calcio.

Il campionato, infatti, valuta maggiormente possibilità cittadine in cui la MLB, la NHL, la NFL e la NBA non ha un nome così pressante da schiacciare ogni altra realtà. Non si tratta di un no a prescindere, considerando l'ovvietà della possibilità di passioni diverse da parte di persone diverse in metropoli e grandi capitali.

Per qualsiasi tifoso del pianeta, pensare ad un campionato che non permette a piccole squadre di avere la propria chance di lottare e di sognare al massimo livello è qualcosa di inconcepibile.

Ma negli Stati Uniti funziona così. Si preferisce la stabilità economica della lega, ma soprattutto il suo appeal. Massimizzazione dei profitti e valore futuro.

Nel resto del mondo, ed in particolare in Europa, la meritocrazia nelle competizioni calcistiche si fonda sul principio che i risultati agonistici debbano essere determinati esclusivamente dal talento, dall'impegno tattico e dalle prestazioni sul campo. Questo sistema garantisce pari opportunità di partenza eque per tutti i club, assicurando che promozioni, retrocessioni e qualificazioni si basino sul merito sportivo.

I pilastri fondamentali di questo principio includono l’Accesso Aperto (inteso anche come Ascensore Sociale). Le competizioni devono essere accessibili attraverso i campionati nazionali, permettendo anche a squadre con minori risorse economiche di raggiungere i massimi livelli europei o mondiali. Il valore di un club viene sancito dal punteggio finale e dalle statistiche, non dallo storico commerciale, dalla fama o dal potere politico della società.

Uno degli elementi caratterizzanti il merito sportivo è il pathos, l'intensità emotiva, la passione travolgente e la tensione drammatica che una competizione riesce a trasmettere per una promozione oppure per una retrocessione. Il pathos rappresenta quel coinvolgimento viscerale che unisce atleti e tifosi, trasformando una semplice gara in un'esperienza ricca di suspence, gioia o sofferenza, al quale non si dovrebbe rinunciare mai".