NAPOLI - Allegri e il Napoli, un'unione che personalmente ho trovato convincente. Nel solco della continuità, dopo i risultati conseguiti nel biennio Conte, ritengo che la scelta di puntare su Allegri rappresenti una garanzia per il Napoli, e di conseguenza per i tifosi, di continuare a vedere una squadra competitiva e compatta su tutti i fronti. C'è chi si interroga sul "bel gioco", temendo un nuovo "corto muso" all'ombra del Vesuvio, dimenticando probabilmente che ogni squadra ha una storia diversa da scrivere e raccontare. Per questo motivo ho stilato i 5 motivi per cui, a mio avviso, bisogna essere ottimisti.
1) Allegri non è uno sprovveduto, in carriera ha vinto 6 Scudetti, 5 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane, raggiungendo due finali di Champions League nel 2015 e nel 2017.
2) La storia del "corto muso" spesso viene sbandierata ai 4 venti, dimenticando le 315 vittorie ottenute in Serie A.
3) Al di là del modulo scelto, dal 4-3-3 al 4-2-3-1 fino eventualmente all'utilizzo della difesa a 3, è un allenatore duttile, capace di trovare soluzioni a gara in corso.
4) Sa tenere unito il gruppo, infatti al di là di quello che può sembrare all'esterno, nel mio personalissimo sondaggio effettuato tra i suoi ex compagni di squadra e tra i suoi ex calciatori tutti ne elogiano le qualità umane e organizzative.
5) Allegri predilige attaccanti fisici e intelligenti, in grado di arretrare sulla trequarti per fraseggiare ed attaccare la profondità solo al momento opportuno (es. Mario Mandžukic e Cristiano Ronaldo). Sotto la sua gestione, i bomber hanno raggiunto record importanti (Paulo Dybala ha raggiunto 78 gol, Gonzalo Higuaín a quota 55).
I principali pregi di Allegri, dunque, includono il suo estremo pragmatismo, la grande capacità di gestione dello spogliatoio e una spiccata abilità nel leggere e correggere le partite in corso. E' vero anche che mette al primo posto il raggiungimento del risultato rispetto all'estetica del gioco, adattandosi continuamente agli uomini a disposizione. Eccelle nella gestione psicologica di giocatori di alto livello, riducendo le pressioni nei momenti cruciali della stagione. E' celebre inoltre per l'abilità nel modificare l'assetto tattico della squadra durante la partita attraverso sostituzioni decisive. Storicamente capace di infondere alle proprie squadre una forte cultura del lavoro e resilienza nei momenti di difficoltà, sa cosa significa "vincere". Per questo, a mio avviso, c'è da essere ottimisti.

di Redazione
29/06/2026 - 09:00
NAPOLI - Allegri e il Napoli, un'unione che personalmente ho trovato convincente. Nel solco della continuità, dopo i risultati conseguiti nel biennio Conte, ritengo che la scelta di puntare su Allegri rappresenti una garanzia per il Napoli, e di conseguenza per i tifosi, di continuare a vedere una squadra competitiva e compatta su tutti i fronti. C'è chi si interroga sul "bel gioco", temendo un nuovo "corto muso" all'ombra del Vesuvio, dimenticando probabilmente che ogni squadra ha una storia diversa da scrivere e raccontare. Per questo motivo ho stilato i 5 motivi per cui, a mio avviso, bisogna essere ottimisti.
1) Allegri non è uno sprovveduto, in carriera ha vinto 6 Scudetti, 5 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane, raggiungendo due finali di Champions League nel 2015 e nel 2017.
2) La storia del "corto muso" spesso viene sbandierata ai 4 venti, dimenticando le 315 vittorie ottenute in Serie A.
3) Al di là del modulo scelto, dal 4-3-3 al 4-2-3-1 fino eventualmente all'utilizzo della difesa a 3, è un allenatore duttile, capace di trovare soluzioni a gara in corso.
4) Sa tenere unito il gruppo, infatti al di là di quello che può sembrare all'esterno, nel mio personalissimo sondaggio effettuato tra i suoi ex compagni di squadra e tra i suoi ex calciatori tutti ne elogiano le qualità umane e organizzative.
5) Allegri predilige attaccanti fisici e intelligenti, in grado di arretrare sulla trequarti per fraseggiare ed attaccare la profondità solo al momento opportuno (es. Mario Mandžukic e Cristiano Ronaldo). Sotto la sua gestione, i bomber hanno raggiunto record importanti (Paulo Dybala ha raggiunto 78 gol, Gonzalo Higuaín a quota 55).
I principali pregi di Allegri, dunque, includono il suo estremo pragmatismo, la grande capacità di gestione dello spogliatoio e una spiccata abilità nel leggere e correggere le partite in corso. E' vero anche che mette al primo posto il raggiungimento del risultato rispetto all'estetica del gioco, adattandosi continuamente agli uomini a disposizione. Eccelle nella gestione psicologica di giocatori di alto livello, riducendo le pressioni nei momenti cruciali della stagione. E' celebre inoltre per l'abilità nel modificare l'assetto tattico della squadra durante la partita attraverso sostituzioni decisive. Storicamente capace di infondere alle proprie squadre una forte cultura del lavoro e resilienza nei momenti di difficoltà, sa cosa significa "vincere". Per questo, a mio avviso, c'è da essere ottimisti.
