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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Alisson Santos, la scintilla brasiliana: i numeri dell’ultima stagione e la chiave tattica nel Napoli di Allegri"
04.07.2026 10:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Napoli ama i talenti che arrivano in punta di piedi e poi cambiano il rumore delle partite. Alisson Santos, classe 2002, è uno di quei profili che non fanno rumore nei titoli, ma lo generano sul campo. Un esterno offensivo moderno, elastico, ancora in costruzione, ma già capace di lasciare impronte concrete tra Serie A e coppe.

I numeri della sua ultima stagione raccontano un giocatore che sta entrando nella sua fase di consolidamento: 14 presenze in Serie A, 4 gol e 1 assist, con circa 836 minuti giocati, e un impatto offensivo che cresce soprattutto nella gestione degli spazi stretti e nelle transizioni rapide. 

Nel computo complessivo stagionale, tra tutte le competizioni, il brasiliano ha raggiunto circa 46 partite, 7 gol e 3 assist, segno di una presenza costante nel sistema squadra e di una progressiva fiducia tecnica acquisita nel corso dell’annata. 

In campo europeo, il dato più interessante arriva dalla Champions League: 8 presenze e 3 gol, numeri che certificano una personalità non banale nei contesti più esigenti, dove la pressione non perdona e la giocata deve essere immediata, quasi istintiva. 

Non è ancora un finalizzatore puro, né un assist-man strutturato: è piuttosto un ibrido offensivo, un’ala che tende a stringere dentro il campo, a cercare la conduzione e il tiro più che la giocata rifinita. E proprio qui si apre lo scenario tattico più interessante.

Con Massimiliano Allegri, ci sarà più controllo emotivo della gara, più verticalità nei momenti chiave. Un sistema in cui gli esterni non sono semplici rifinitori, ma acceleratori di transizione.

In questo contesto, Alisson Santos può diventare un profilo estremamente funzionale:

- può giocare largo a sinistra ma anche dentro il campo

- attacca bene la profondità negli spazi aperti

- ha buona progressione palla al piede

- accetta l’uno contro uno come soluzione primaria

- lavora meglio quando la partita si spezza

Non è un caso che il suo rendimento migliori quando il ritmo si alza e le difese si allungano: è un giocatore più da “spazio” che da “blocco basso”, più da transizione che da possesso prolungato.

Il vero valore del brasiliano non è ancora nella continuità, ma nella variabilità del suo impatto. Può accendersi improvvisamente, può spaccare una gara in pochi minuti, può trasformare una partita piatta in una sequenza di accelerazioni.

E in un Napoli allegriano, dove spesso le partite si decidono su episodi e letture più che su dominio, questo tipo di profilo diventa strategico.

Non il titolare fisso “da sistema”, ma il giocatore che cambia il sistema dall’interno.

Alisson Santos non è ancora un punto d’arrivo. È un passaggio. Ma il calcio moderno, soprattutto quello dei club che vogliono restare competitivi senza perdere equilibrio economico e tecnico, vive proprio di questi passaggi.

Napoli lo sa bene: i talenti non vanno solo scoperti, vanno collocati.

E nel Napoli di Allegri, fatto di ordine e improvvise accelerazioni, il brasiliano potrebbe diventare una di quelle pedine capaci di rompere la simmetria delle partite.

Un’idea di calcio che prende forma quando il pallone diventa spazio.

E nello spazio, Alisson Santos sa già come muoversi.

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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Alisson Santos, la scintilla brasiliana: i numeri dell’ultima stagione e la chiave tattica nel Napoli di Allegri"

di Redazione

04/07/2026 - 10:00

NAPOLI - Napoli ama i talenti che arrivano in punta di piedi e poi cambiano il rumore delle partite. Alisson Santos, classe 2002, è uno di quei profili che non fanno rumore nei titoli, ma lo generano sul campo. Un esterno offensivo moderno, elastico, ancora in costruzione, ma già capace di lasciare impronte concrete tra Serie A e coppe.

I numeri della sua ultima stagione raccontano un giocatore che sta entrando nella sua fase di consolidamento: 14 presenze in Serie A, 4 gol e 1 assist, con circa 836 minuti giocati, e un impatto offensivo che cresce soprattutto nella gestione degli spazi stretti e nelle transizioni rapide. 

Nel computo complessivo stagionale, tra tutte le competizioni, il brasiliano ha raggiunto circa 46 partite, 7 gol e 3 assist, segno di una presenza costante nel sistema squadra e di una progressiva fiducia tecnica acquisita nel corso dell’annata. 

In campo europeo, il dato più interessante arriva dalla Champions League: 8 presenze e 3 gol, numeri che certificano una personalità non banale nei contesti più esigenti, dove la pressione non perdona e la giocata deve essere immediata, quasi istintiva. 

Non è ancora un finalizzatore puro, né un assist-man strutturato: è piuttosto un ibrido offensivo, un’ala che tende a stringere dentro il campo, a cercare la conduzione e il tiro più che la giocata rifinita. E proprio qui si apre lo scenario tattico più interessante.

Con Massimiliano Allegri, ci sarà più controllo emotivo della gara, più verticalità nei momenti chiave. Un sistema in cui gli esterni non sono semplici rifinitori, ma acceleratori di transizione.

In questo contesto, Alisson Santos può diventare un profilo estremamente funzionale:

- può giocare largo a sinistra ma anche dentro il campo

- attacca bene la profondità negli spazi aperti

- ha buona progressione palla al piede

- accetta l’uno contro uno come soluzione primaria

- lavora meglio quando la partita si spezza

Non è un caso che il suo rendimento migliori quando il ritmo si alza e le difese si allungano: è un giocatore più da “spazio” che da “blocco basso”, più da transizione che da possesso prolungato.

Il vero valore del brasiliano non è ancora nella continuità, ma nella variabilità del suo impatto. Può accendersi improvvisamente, può spaccare una gara in pochi minuti, può trasformare una partita piatta in una sequenza di accelerazioni.

E in un Napoli allegriano, dove spesso le partite si decidono su episodi e letture più che su dominio, questo tipo di profilo diventa strategico.

Non il titolare fisso “da sistema”, ma il giocatore che cambia il sistema dall’interno.

Alisson Santos non è ancora un punto d’arrivo. È un passaggio. Ma il calcio moderno, soprattutto quello dei club che vogliono restare competitivi senza perdere equilibrio economico e tecnico, vive proprio di questi passaggi.

Napoli lo sa bene: i talenti non vanno solo scoperti, vanno collocati.

E nel Napoli di Allegri, fatto di ordine e improvvise accelerazioni, il brasiliano potrebbe diventare una di quelle pedine capaci di rompere la simmetria delle partite.

Un’idea di calcio che prende forma quando il pallone diventa spazio.

E nello spazio, Alisson Santos sa già come muoversi.