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Basket, Nba, Clippers, il comunicato sul caso Leonard
03.09.2026 16:45 di Napoli Magazine
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A pochi minuti di distanza dalla ufficializzazione delle pesanti misure punitive previste dalla NBA nei confronti dei Clippers per il caso Kawhi Leonard, è arrivata la reazione da parte della franchigia, che pare promettere battaglia. Prima di tutto i Clippers hanno emesso uno stringato comunicato ufficiale in cui respingono con fermezza i risultati dell’indagine svolta dalla lega, sottolineando di aver collaborato fin dall’inizio alle indagini e di avere l’intenzione di contestare le sanzioni comminate dalla NBA. Un annuncio che pare aprire la strada verso una possibile battaglia legale dal percorso e dagli esiti incerti, perché l’impianto di legge degli Stati Uniti rende assai difficile rimettere in discussione decisioni prese da un’associazione privata come la NBA, in cui i soci partecipanti, ovvero le franchigie, accettano in premessa di assoggettarsi all’associazione stessa. A rincarare ulteriormente la dose è arrivata poi una lettera firmata da David Kelley, avvocato dei Clippers e del loro proprietario Steve Ballmer, fin dall’inizio coinvolto in prima persona dalle indagini, e indirizzata direttamente al commissioner Adam Silver. Nella lettera Kelley, oltre a sottolineare come Ballmer abbia contribuito con 50 milioni di dollari alla copertura delle spese relative alle indagini, ha ribadito come la franchigia non ritenga che il metro di giudizio adottato nei suoi confronti nel caso Leonard sia stato equo. I toni della lettera si inaspriscono ulteriormente nella sua seconda parte, in cui Kelley definisce quella nei confronti dei Clippers come una caccia alle streghe e, senza nemmeno usare troppi giri di parole, lascia intendere che se ognuna delle altre 29 franchigie fosse sottoposta a indagini così meticolose si scoprirebbe che il comportamento tenuto dai dirigenti dei Clippers nell’orchestrare il rapporto tra gli sponsor e Leonard è di fatto prassi assodata. I Clippers, insomma, sembrano essere sul piede di guerra, anche se, come detto, i presupposti legali concreti per mettere in discussione la stangata di cui sono stati oggetto appaiono alquanto fragili.

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Basket, Nba, Clippers, il comunicato sul caso Leonard

di Redazione

03/09/2026 - 16:45

A pochi minuti di distanza dalla ufficializzazione delle pesanti misure punitive previste dalla NBA nei confronti dei Clippers per il caso Kawhi Leonard, è arrivata la reazione da parte della franchigia, che pare promettere battaglia. Prima di tutto i Clippers hanno emesso uno stringato comunicato ufficiale in cui respingono con fermezza i risultati dell’indagine svolta dalla lega, sottolineando di aver collaborato fin dall’inizio alle indagini e di avere l’intenzione di contestare le sanzioni comminate dalla NBA. Un annuncio che pare aprire la strada verso una possibile battaglia legale dal percorso e dagli esiti incerti, perché l’impianto di legge degli Stati Uniti rende assai difficile rimettere in discussione decisioni prese da un’associazione privata come la NBA, in cui i soci partecipanti, ovvero le franchigie, accettano in premessa di assoggettarsi all’associazione stessa. A rincarare ulteriormente la dose è arrivata poi una lettera firmata da David Kelley, avvocato dei Clippers e del loro proprietario Steve Ballmer, fin dall’inizio coinvolto in prima persona dalle indagini, e indirizzata direttamente al commissioner Adam Silver. Nella lettera Kelley, oltre a sottolineare come Ballmer abbia contribuito con 50 milioni di dollari alla copertura delle spese relative alle indagini, ha ribadito come la franchigia non ritenga che il metro di giudizio adottato nei suoi confronti nel caso Leonard sia stato equo. I toni della lettera si inaspriscono ulteriormente nella sua seconda parte, in cui Kelley definisce quella nei confronti dei Clippers come una caccia alle streghe e, senza nemmeno usare troppi giri di parole, lascia intendere che se ognuna delle altre 29 franchigie fosse sottoposta a indagini così meticolose si scoprirebbe che il comportamento tenuto dai dirigenti dei Clippers nell’orchestrare il rapporto tra gli sponsor e Leonard è di fatto prassi assodata. I Clippers, insomma, sembrano essere sul piede di guerra, anche se, come detto, i presupposti legali concreti per mettere in discussione la stangata di cui sono stati oggetto appaiono alquanto fragili.