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Basket: Serie C, Pirossigeno Cosenza–Unio Basket Maddaloni 83-60
18.10.2026 22:34 di Napoli Magazine
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E sono due! La Pirossigeno vince la seconda partita consecutiva tra le mura amiche. Supera una bella Unio Basket Maddaloni per 83-60 e si porta a quota 4 in classifica. È stato un match dai due volti per la squadra di coach Sergio Carolillo, un primo tempo in affanno per la velocità dei ragazzi casertani, un secondo tempo condotto in scioltezza e in cui la maggiore esperienza e il tasso tecnico differente sono venuti prepotentemente fuori. Solo applausi per il quintetto di Maddaloni, una squadra infarcita di giovani che farà sicuramente bene in campionato. Nelle file rossoblù, solita prova generosa da parte di capitan Ginefra, bene anche Rubino, Guido e Shvets.

La cronaca della partita

Palla a due e Cosenza prova subito l’allungo, il parziale dice 8-2, ma l’Ubm è lì e al quarto minuto si riporta sotto per 8-7. Pochissima attenzione in difesa per i rossoblù che lasciano soluzioni facili agli avversari. A 4.47 dal termine del primo quarto, entra Festinese al posto di Shvets, dopo due turni di stop a causa di un infortunio muscolare. Squadra giovane e molto veloce, quella casertana, e i Lupi non riescono a imporre il proprio gioco. Imprendibile Mormile, che ha già messo in retina 7 punti. Break sul finire del tempo di Maddaloni che passa avanti e chiude la frazione 13-19. Secondo fallo in attacco del lungo Diminic che sta soffrendo oltremodo la marcatura stretta nel pitturato, ma Cosenza va e costringe al timeout coach Francesco Miraglia, al secondo minuto, sono solo due i punti che separano le due squadre (17-19). Reagisce con due penetrazioni, Maddaloni, Rubino tiene a galla una Pirossigeno molto arruffona. Ci pensa una tripla del capitano e un appoggio in acrobazia di Pietro Guido a portare di nuovo in vantaggio i Lupi, 26-25, a metà secondo quarto. E coach Miraglia chiama un altro timeout. Antisportivo di Madrigrano, in lunetta Mormile ne fa solo uno ed è ancora parità, 26-26. Gioca e segna, la Pirossigeno, fa più 5, chiude 37-32 il primo tempo, ma continua a giocare con troppa difficoltà. Break a inizio terza frazione e Maddaloni riagguanta Cosenza, 37 pari a 6.50. Ancora un lampo di bel gioco dei Lupi e la panchina avversaria chiama timeout sul 41-37. Insistono i rossoblù, jump shot di Vincenzo Festinese ed è più 10, 47-37, a 3.27 dalla terza sirena. Ha la partita in pugno, la squadra di casa, a 10 minuti dal termine, il tabellone dice 60-46. L’ultimo quarto è pura accademia, c’è tempo per un contropiede chiuso con una slam dunk di Pietro Guido.

Pirossigeno Cosenza: Carofiglio, Rubino 8, Cerchiaro, Ginefra (k) 12, Sirakov 10, Montemurro, Festinese 7, Diminic 13, Madrigrano 3, Guido 11, Meduri, Shvets 19.

Coach: Sergio Carolillo

Secondo allenatore: Manu Gallo

UBM Maddaloni: Salvia 7, Mormile 12, Arciero (k) 15, Capasso 7, Iodice 2, Puoti 1, Auricchio, Palmiero 6, Verde 10, Capasso.

Coach: Francesco Miraglia

Secondo allenatore: Antonio Farina

DICHIARAZIONI COACH SERGIO CAROLILLO E VANNI RUBINO

Carolillo: «Basta regalare interi quarti!»

Il coach rossoblù racconta la partenza a rilento contro il Maddaloni. E sottolinea la responsabilità di tutto il gruppo che dimentica il lavoro svolto in settimana

La palla a due scatta. I Lupi restano a guardare. Passano i minuti, il piano partita preparato in settimana resta chiuso nel cassetto. Sergio Carolillo ha visto tutto questo dalla panchina. L’analisi dell’allenatore parte proprio dall’atteggiamento. «Oggi abbiamo fatto fatica nell’approccio alla partita ed è un aspetto sul quale dobbiamo riflettere per capire le ragioni di queste partenze», spiega il tecnico. La questione riguarda l’intensità e la capacità di mettere in pratica le indicazioni della settimana. «In casa fatichiamo a partire forte, a trovare quella prontezza che domenica scorsa ad Agropoli abbiamo avuto fin dai primi possessi». Il tecnico chiede un cambio di passo immediato, fin dal primo possesso. «Dalla palla a due dobbiamo essere pronti ad aggredire gli avversari, mettere pressione e seguire il nostro piano partita. Aspettare dieci minuti per cominciare a giocare significa concedere un intero quarto e lasciare agli altri la possibilità di prendere fiducia. È un atteggiamento che dobbiamo correggere». La responsabilità è di tutto lo spogliatoio, dai veterani ai più giovani. «Nel nostro organico ci sono quattro giocatori di esperienza, altri di 23 e 24 anni e diversi ragazzi: ciascuno deve assumersi la responsabilità di entrare in partita con la concentrazione giusta. L’età e l’esperienza devono accompagnarsi alla disponibilità di tutti a fare subito le cose richieste». Poi i ragazzi si sono svegliati e la partita è cambiata. «Quando abbiamo cominciato a giocare insieme, a difendere e a mettere pressione, siamo stati bravi a chiudere la gara. Quella capacità di lavorare di squadra deve vedersi fin dal primo possesso, con continuità e attenzione».

Vanni Rubino: «Difendere forte ci ha cambiato il ritmo»

Il giovane rossoblù parla della crescita del gruppo. Individua la chiave di volta del match: l'intensità in difesa. E definisce l’obiettivo: una migliore gestione della palla in post

L'intensità difensiva. Vanni Rubino non ha dubbi sul punto di svolta della partita. «All'inizio dovevamo alzare l'intensità difensiva, essere più pronti a rientrare e sistemarci meglio in transizione», spiega la guardia rossoblù. Nei primi due quarti i Lupi hanno faticato a trovare le giuste distanze. «Abbiamo avuto qualche difficoltà su questi aspetti. Quando abbiamo cominciato a difendere con maggiore intensità, siamo entrati in ritmo e la nostra partita è cresciuta». Il cambio di passo ha permesso alla squadra di correggere il tiro in corsa. «Siamo riusciti a correggere rapidamente le cose che non funzionavano e a trovare maggiore continuità». La crescita non è solo fisica, riguarda l'alchimia del gruppo. «Anche l'intesa di gruppo sta migliorando: ci conosciamo sempre di più e riusciamo a giocare meglio insieme. È il risultato del lavoro che facciamo durante la settimana. La qualità degli allenamenti sta crescendo e si vede anche in gara: il modo in cui ci alleniamo determina quello che riusciamo a esprimere sul parquet». Il percorso di maturazione della squadra richiede ancora pazienza e attenzione ai dettagli. «Tra gli aspetti da migliorare c'è sicuramente la gestione della palla in post. Dobbiamo sfruttare meglio quelle situazioni, leggere il gioco e rendere più efficace la nostra manovra offensiva. Sono dettagli sui quali continuare a lavorare per crescere come squadra».

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Basket: Serie C, Pirossigeno Cosenza–Unio Basket Maddaloni 83-60

di Redazione

18/10/2026 - 22:34

E sono due! La Pirossigeno vince la seconda partita consecutiva tra le mura amiche. Supera una bella Unio Basket Maddaloni per 83-60 e si porta a quota 4 in classifica. È stato un match dai due volti per la squadra di coach Sergio Carolillo, un primo tempo in affanno per la velocità dei ragazzi casertani, un secondo tempo condotto in scioltezza e in cui la maggiore esperienza e il tasso tecnico differente sono venuti prepotentemente fuori. Solo applausi per il quintetto di Maddaloni, una squadra infarcita di giovani che farà sicuramente bene in campionato. Nelle file rossoblù, solita prova generosa da parte di capitan Ginefra, bene anche Rubino, Guido e Shvets.

La cronaca della partita

Palla a due e Cosenza prova subito l’allungo, il parziale dice 8-2, ma l’Ubm è lì e al quarto minuto si riporta sotto per 8-7. Pochissima attenzione in difesa per i rossoblù che lasciano soluzioni facili agli avversari. A 4.47 dal termine del primo quarto, entra Festinese al posto di Shvets, dopo due turni di stop a causa di un infortunio muscolare. Squadra giovane e molto veloce, quella casertana, e i Lupi non riescono a imporre il proprio gioco. Imprendibile Mormile, che ha già messo in retina 7 punti. Break sul finire del tempo di Maddaloni che passa avanti e chiude la frazione 13-19. Secondo fallo in attacco del lungo Diminic che sta soffrendo oltremodo la marcatura stretta nel pitturato, ma Cosenza va e costringe al timeout coach Francesco Miraglia, al secondo minuto, sono solo due i punti che separano le due squadre (17-19). Reagisce con due penetrazioni, Maddaloni, Rubino tiene a galla una Pirossigeno molto arruffona. Ci pensa una tripla del capitano e un appoggio in acrobazia di Pietro Guido a portare di nuovo in vantaggio i Lupi, 26-25, a metà secondo quarto. E coach Miraglia chiama un altro timeout. Antisportivo di Madrigrano, in lunetta Mormile ne fa solo uno ed è ancora parità, 26-26. Gioca e segna, la Pirossigeno, fa più 5, chiude 37-32 il primo tempo, ma continua a giocare con troppa difficoltà. Break a inizio terza frazione e Maddaloni riagguanta Cosenza, 37 pari a 6.50. Ancora un lampo di bel gioco dei Lupi e la panchina avversaria chiama timeout sul 41-37. Insistono i rossoblù, jump shot di Vincenzo Festinese ed è più 10, 47-37, a 3.27 dalla terza sirena. Ha la partita in pugno, la squadra di casa, a 10 minuti dal termine, il tabellone dice 60-46. L’ultimo quarto è pura accademia, c’è tempo per un contropiede chiuso con una slam dunk di Pietro Guido.

Pirossigeno Cosenza: Carofiglio, Rubino 8, Cerchiaro, Ginefra (k) 12, Sirakov 10, Montemurro, Festinese 7, Diminic 13, Madrigrano 3, Guido 11, Meduri, Shvets 19.

Coach: Sergio Carolillo

Secondo allenatore: Manu Gallo

UBM Maddaloni: Salvia 7, Mormile 12, Arciero (k) 15, Capasso 7, Iodice 2, Puoti 1, Auricchio, Palmiero 6, Verde 10, Capasso.

Coach: Francesco Miraglia

Secondo allenatore: Antonio Farina

DICHIARAZIONI COACH SERGIO CAROLILLO E VANNI RUBINO

Carolillo: «Basta regalare interi quarti!»

Il coach rossoblù racconta la partenza a rilento contro il Maddaloni. E sottolinea la responsabilità di tutto il gruppo che dimentica il lavoro svolto in settimana

La palla a due scatta. I Lupi restano a guardare. Passano i minuti, il piano partita preparato in settimana resta chiuso nel cassetto. Sergio Carolillo ha visto tutto questo dalla panchina. L’analisi dell’allenatore parte proprio dall’atteggiamento. «Oggi abbiamo fatto fatica nell’approccio alla partita ed è un aspetto sul quale dobbiamo riflettere per capire le ragioni di queste partenze», spiega il tecnico. La questione riguarda l’intensità e la capacità di mettere in pratica le indicazioni della settimana. «In casa fatichiamo a partire forte, a trovare quella prontezza che domenica scorsa ad Agropoli abbiamo avuto fin dai primi possessi». Il tecnico chiede un cambio di passo immediato, fin dal primo possesso. «Dalla palla a due dobbiamo essere pronti ad aggredire gli avversari, mettere pressione e seguire il nostro piano partita. Aspettare dieci minuti per cominciare a giocare significa concedere un intero quarto e lasciare agli altri la possibilità di prendere fiducia. È un atteggiamento che dobbiamo correggere». La responsabilità è di tutto lo spogliatoio, dai veterani ai più giovani. «Nel nostro organico ci sono quattro giocatori di esperienza, altri di 23 e 24 anni e diversi ragazzi: ciascuno deve assumersi la responsabilità di entrare in partita con la concentrazione giusta. L’età e l’esperienza devono accompagnarsi alla disponibilità di tutti a fare subito le cose richieste». Poi i ragazzi si sono svegliati e la partita è cambiata. «Quando abbiamo cominciato a giocare insieme, a difendere e a mettere pressione, siamo stati bravi a chiudere la gara. Quella capacità di lavorare di squadra deve vedersi fin dal primo possesso, con continuità e attenzione».

Vanni Rubino: «Difendere forte ci ha cambiato il ritmo»

Il giovane rossoblù parla della crescita del gruppo. Individua la chiave di volta del match: l'intensità in difesa. E definisce l’obiettivo: una migliore gestione della palla in post

L'intensità difensiva. Vanni Rubino non ha dubbi sul punto di svolta della partita. «All'inizio dovevamo alzare l'intensità difensiva, essere più pronti a rientrare e sistemarci meglio in transizione», spiega la guardia rossoblù. Nei primi due quarti i Lupi hanno faticato a trovare le giuste distanze. «Abbiamo avuto qualche difficoltà su questi aspetti. Quando abbiamo cominciato a difendere con maggiore intensità, siamo entrati in ritmo e la nostra partita è cresciuta». Il cambio di passo ha permesso alla squadra di correggere il tiro in corsa. «Siamo riusciti a correggere rapidamente le cose che non funzionavano e a trovare maggiore continuità». La crescita non è solo fisica, riguarda l'alchimia del gruppo. «Anche l'intesa di gruppo sta migliorando: ci conosciamo sempre di più e riusciamo a giocare meglio insieme. È il risultato del lavoro che facciamo durante la settimana. La qualità degli allenamenti sta crescendo e si vede anche in gara: il modo in cui ci alleniamo determina quello che riusciamo a esprimere sul parquet». Il percorso di maturazione della squadra richiede ancora pazienza e attenzione ai dettagli. «Tra gli aspetti da migliorare c'è sicuramente la gestione della palla in post. Dobbiamo sfruttare meglio quelle situazioni, leggere il gioco e rendere più efficace la nostra manovra offensiva. Sono dettagli sui quali continuare a lavorare per crescere come squadra».