"Il mio Mazzola è stato quello che a 16 anni, quando giocavo nella Primavera ad Appiano ha spinto per farmi giocare in prima squadra. Bersellini non era convinto, Mazzola era il dirigente dell'Inter e vedeva qualcosa in me e il mio esordio lo ha spinto lui": è il ricordo di Beppe Bergomi a Radio Deejay nel giorno della scomparsa di Sandro Mazzola. Bergomi racconta l'influenza che ha avuto Mazzola nella storia dell'Inter ma anche nella storia del calcio italiano. Bandiere e leggende che ricevono stima e rispetto trasversalmente. "Sandro ha quindi segnato un'epoca un po' come tutta quella Grande Inter. C'è una foto in rete in bianco e nero ed è bellissima di Sandro e Facchetti con Alberto Sordi, l'ha pubblicata Gianfelice Facchetti, una foto bellissima. Era una squadra di grandi campioni - racconta - che hanno segnato un'epoca non solo per l'Inter: Mazzola era conosciuto in tutto il mondo, ma anche per le altre tifoserie. È stato un personaggio unico. Faceva il centravanti, poi è arretrato un pochino. Diceva che non aveva mai usato le scarpette con i tacchetti a sei perché aveva il passo corto e scivolava molto. Era un attaccante veloce, rapido e col tempo ha arretrato la posizione, ha fatto 162 gol con la maglia nerazzurra, era unico per suo modo di essere. La rivalità con Rivera ha segnato un'epoca".
di Redazione
19/09/2026 - 16:29
"Il mio Mazzola è stato quello che a 16 anni, quando giocavo nella Primavera ad Appiano ha spinto per farmi giocare in prima squadra. Bersellini non era convinto, Mazzola era il dirigente dell'Inter e vedeva qualcosa in me e il mio esordio lo ha spinto lui": è il ricordo di Beppe Bergomi a Radio Deejay nel giorno della scomparsa di Sandro Mazzola. Bergomi racconta l'influenza che ha avuto Mazzola nella storia dell'Inter ma anche nella storia del calcio italiano. Bandiere e leggende che ricevono stima e rispetto trasversalmente. "Sandro ha quindi segnato un'epoca un po' come tutta quella Grande Inter. C'è una foto in rete in bianco e nero ed è bellissima di Sandro e Facchetti con Alberto Sordi, l'ha pubblicata Gianfelice Facchetti, una foto bellissima. Era una squadra di grandi campioni - racconta - che hanno segnato un'epoca non solo per l'Inter: Mazzola era conosciuto in tutto il mondo, ma anche per le altre tifoserie. È stato un personaggio unico. Faceva il centravanti, poi è arretrato un pochino. Diceva che non aveva mai usato le scarpette con i tacchetti a sei perché aveva il passo corto e scivolava molto. Era un attaccante veloce, rapido e col tempo ha arretrato la posizione, ha fatto 162 gol con la maglia nerazzurra, era unico per suo modo di essere. La rivalità con Rivera ha segnato un'epoca".