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CALCIO FEMMINILE - Il Ministro Abodi: "Riconoscere l'1% dei diritti audiovisivi è un atto forte, andava fatto prima"
23.06.2026 13:41 di Napoli Magazine
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Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, a margine dell'evento "Bando Oratori 2026 - Investire nei giovani, costruire comunità. Dalle idee ai progetti" in Senato, si è espresso sulla decisione di destinare l'1% delle risorse derivanti dai diritti audiovisivi sportivi assegnate alla Figc al soggetto che organizza il campionato professionistico di Serie A femminile: "Non metto mai in concorrenza le priorità. Io penso che sia un atto politico forte quello di riconoscere al calcio femminile l'1%, quello che poi nelle dichiarazioni spesso si dice ma nei fatti non si fa. Credo che questo passo fatto andasse fatto già quando venne riconosciuto il professionismo, perché senza le risorse a supporto il professionismo è solo demagogia. E io invece credo che alla concretezza. Non è più il tempo delle parole. Cercherò di informare meglio tutti sui provvedimenti del Governo, in diverse circostanze ho notato una limitata conoscenza dei fatti; a me interessa costruire, creare valore e risolvere problemi, perché lo dobbiamo al calcio in generale e agli appassionati. Ho avuto la sensazione di una autoreferenzialità da parte del calcio che va superata", conclude.

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CALCIO FEMMINILE - Il Ministro Abodi: "Riconoscere l'1% dei diritti audiovisivi è un atto forte, andava fatto prima"

di Redazione

23/06/2026 - 13:41

Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, a margine dell'evento "Bando Oratori 2026 - Investire nei giovani, costruire comunità. Dalle idee ai progetti" in Senato, si è espresso sulla decisione di destinare l'1% delle risorse derivanti dai diritti audiovisivi sportivi assegnate alla Figc al soggetto che organizza il campionato professionistico di Serie A femminile: "Non metto mai in concorrenza le priorità. Io penso che sia un atto politico forte quello di riconoscere al calcio femminile l'1%, quello che poi nelle dichiarazioni spesso si dice ma nei fatti non si fa. Credo che questo passo fatto andasse fatto già quando venne riconosciuto il professionismo, perché senza le risorse a supporto il professionismo è solo demagogia. E io invece credo che alla concretezza. Non è più il tempo delle parole. Cercherò di informare meglio tutti sui provvedimenti del Governo, in diverse circostanze ho notato una limitata conoscenza dei fatti; a me interessa costruire, creare valore e risolvere problemi, perché lo dobbiamo al calcio in generale e agli appassionati. Ho avuto la sensazione di una autoreferenzialità da parte del calcio che va superata", conclude.