Marten De Roon, capitano e centrocampista dell'Atalanta, ha rilasciato un'intervista a Prime Video prima della sfida di Champions contro il Bayer Monaco: "Non avevo parole dopo la sconfitta dell'andata contro il Bayern Monaco perché era anche un momento difficile per me stesso. I tifosi ci hanno emozionato. Bergamo ha calore e affetto. I bergamaschi hanno dimostrato che loro ci sono sempre. Le mie tre figlie sono bergamasche, parlano italiano ma non dialetto. Bergamo è casa loro. Faccio fatica a immaginarle in un altro posto. Non si sa mai nel calcio, ce lo siamo detto, ma bisogna stare qua. Sapevo poco prima di venire qui. Il mio procuratore mi chiamò e mi disse: "conosci Bergamo?", gli risposi: "Non so neanche dove sia". 405 partite sono tante, mi rende orgoglioso. E' un onore aver indossato questa maglia tante volte. Gianpaolo Bellini, che onore superarlo. Middlesbrough? Era un sogno giocare in Premier. Poi ho capito che la passione e l'affetto c'erano meno. Ringrazio tutta la famiglia Percassi, Tifosi? Mi piace parlare con la gente di Bergamo, secondo me c'è questa distanza tra giocatore e tifoso. Invece siamo tutti uguali, loro hanno altri talenti e mi piace sentire i loro pensieri anhe dopo le sconfitte e discuterne. Alla fine lo fai per lasciare qualcosa alla gente. Essere la loro bandiera, sudare sempre la maglia... voglio trasmettere questo. Qua c'è qualcosa di speciale".
di Redazione
18/03/2026 - 21:34
Marten De Roon, capitano e centrocampista dell'Atalanta, ha rilasciato un'intervista a Prime Video prima della sfida di Champions contro il Bayer Monaco: "Non avevo parole dopo la sconfitta dell'andata contro il Bayern Monaco perché era anche un momento difficile per me stesso. I tifosi ci hanno emozionato. Bergamo ha calore e affetto. I bergamaschi hanno dimostrato che loro ci sono sempre. Le mie tre figlie sono bergamasche, parlano italiano ma non dialetto. Bergamo è casa loro. Faccio fatica a immaginarle in un altro posto. Non si sa mai nel calcio, ce lo siamo detto, ma bisogna stare qua. Sapevo poco prima di venire qui. Il mio procuratore mi chiamò e mi disse: "conosci Bergamo?", gli risposi: "Non so neanche dove sia". 405 partite sono tante, mi rende orgoglioso. E' un onore aver indossato questa maglia tante volte. Gianpaolo Bellini, che onore superarlo. Middlesbrough? Era un sogno giocare in Premier. Poi ho capito che la passione e l'affetto c'erano meno. Ringrazio tutta la famiglia Percassi, Tifosi? Mi piace parlare con la gente di Bergamo, secondo me c'è questa distanza tra giocatore e tifoso. Invece siamo tutti uguali, loro hanno altri talenti e mi piace sentire i loro pensieri anhe dopo le sconfitte e discuterne. Alla fine lo fai per lasciare qualcosa alla gente. Essere la loro bandiera, sudare sempre la maglia... voglio trasmettere questo. Qua c'è qualcosa di speciale".