Julián Alvarez è vicino allo strappo definitivo con l'Atletico Madrid. L'argentino ha comunicato per l'ennesima volta la volontà di voler andare via, e tornato al centro sportivo di Majadahonda per la ripresa degli allenamenti si aspettava di trovare Diego Simeone per parlarne e trovare una soluzione attraverso il dialogo. Simeone, però, non si è presentato: ha preso un volo per Ibiza, lasciando l'attaccante furioso e sempre più frustrato. Frustrato perché anche l'altra persona che può risolvere la questione, Miguel Angel Gil Marín cioè l'ad dei Colchoneros, fa finta di niente ignorando le sue richieste e le offerte che giungono. La rabbia del giocatore per la situazione è tale che sembra essere arrivato al punto da comunicare ai madrileni di "non contare su di lui" in vista della stagione. A sperare nello strappo è ovviamente il Barcellona, che è la destinazione preferita dell'argentino. A riportare la notizia sono tutti i maggiori media sportivi spagnoli, tra cui Marca, As ed El Mundo.
Il confronto finale tra il centravanti e il tecnico è previsto per mercoledì 12 agosto: quel giorno Simeone tornerà a Madrid per riprendere la direzione degli allenamenti e sarà inevitabile che i due si incontrino. Il desiderio della Araña è quello di trasferirsi al Barcellona: i blaugrana tentano da mesi, in maniera vana, di aprire uno spiraglio con i Colchoneros per trattare. Le offerte, per ora, non sono state solo respinte: sono state del tutto ignorate, senza alcuna intenzione di cambiare idea. Gil Marín ha ribadito solo poche settimane fa che nessuna offerta, di qualunque entità essa sia, basterà per acquistare Alvarez. Non 100, non 150, non 200 milioni.
Oltre alla legittima volontà del club di non cedere la propria stella a una rivale, per Alvarez il vero insormontabile ostacolo è la durata rimanente del contratto con l'Atletico: 30 giugno 2030. Tra quattro anni, quindi. Il coltello dalla parte del manico è del club: una eventuale scadenza prossima avrebbe aiutato il giocatore a trasferirsi, dietro la velata possibilità di andare via a zero e di un mancato guadagno per le casse societarie, ma un legame così lungo mette tutto nelle mani degli spagnoli. Risulta complicato dire ora se l'Atletico Madrid potrebbe ammorbidire improvvisamente la propria posizione, ma la cronaca degli ultimi mesi parla chiaro in tal senso: i Colchoneros hanno messo in fuga, deridendoli, i cugini del Real Madrid che avevano recapitato una mail con dentro una offerta da 150 milioni di euro per il giocatore, poi sono passati a difendersi dall'assalto di Laporta e del Barcellona ribadendo che l'attaccante andrà via solo pagando la clausola: 500 milioni di euro. Per la Araña, il Ragno, soprannome di Alvarez, la tela tessuta dall'Atletico sembra davvero una trappola perfetta.
di Redazione
11/08/2026 - 11:57
Julián Alvarez è vicino allo strappo definitivo con l'Atletico Madrid. L'argentino ha comunicato per l'ennesima volta la volontà di voler andare via, e tornato al centro sportivo di Majadahonda per la ripresa degli allenamenti si aspettava di trovare Diego Simeone per parlarne e trovare una soluzione attraverso il dialogo. Simeone, però, non si è presentato: ha preso un volo per Ibiza, lasciando l'attaccante furioso e sempre più frustrato. Frustrato perché anche l'altra persona che può risolvere la questione, Miguel Angel Gil Marín cioè l'ad dei Colchoneros, fa finta di niente ignorando le sue richieste e le offerte che giungono. La rabbia del giocatore per la situazione è tale che sembra essere arrivato al punto da comunicare ai madrileni di "non contare su di lui" in vista della stagione. A sperare nello strappo è ovviamente il Barcellona, che è la destinazione preferita dell'argentino. A riportare la notizia sono tutti i maggiori media sportivi spagnoli, tra cui Marca, As ed El Mundo.
Il confronto finale tra il centravanti e il tecnico è previsto per mercoledì 12 agosto: quel giorno Simeone tornerà a Madrid per riprendere la direzione degli allenamenti e sarà inevitabile che i due si incontrino. Il desiderio della Araña è quello di trasferirsi al Barcellona: i blaugrana tentano da mesi, in maniera vana, di aprire uno spiraglio con i Colchoneros per trattare. Le offerte, per ora, non sono state solo respinte: sono state del tutto ignorate, senza alcuna intenzione di cambiare idea. Gil Marín ha ribadito solo poche settimane fa che nessuna offerta, di qualunque entità essa sia, basterà per acquistare Alvarez. Non 100, non 150, non 200 milioni.
Oltre alla legittima volontà del club di non cedere la propria stella a una rivale, per Alvarez il vero insormontabile ostacolo è la durata rimanente del contratto con l'Atletico: 30 giugno 2030. Tra quattro anni, quindi. Il coltello dalla parte del manico è del club: una eventuale scadenza prossima avrebbe aiutato il giocatore a trasferirsi, dietro la velata possibilità di andare via a zero e di un mancato guadagno per le casse societarie, ma un legame così lungo mette tutto nelle mani degli spagnoli. Risulta complicato dire ora se l'Atletico Madrid potrebbe ammorbidire improvvisamente la propria posizione, ma la cronaca degli ultimi mesi parla chiaro in tal senso: i Colchoneros hanno messo in fuga, deridendoli, i cugini del Real Madrid che avevano recapitato una mail con dentro una offerta da 150 milioni di euro per il giocatore, poi sono passati a difendersi dall'assalto di Laporta e del Barcellona ribadendo che l'attaccante andrà via solo pagando la clausola: 500 milioni di euro. Per la Araña, il Ragno, soprannome di Alvarez, la tela tessuta dall'Atletico sembra davvero una trappola perfetta.