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EUROPA LEAGUE - Bologna, Bernardeschi: “Vogliamo andare in fondo, la Roma mi cercò quando ero alla Juve”
10.03.2026 14:52 di Napoli Magazine
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Federico Bernardeschi riparte dal suo numero, quel dieci che lo accompagna fin dagli inizi e che oggi veste con il Bologna nella fase più matura della carriera. Cresciuto con il mito dei grandi fantasisti, ha legato ogni tappa del suo percorso a quella maglia speciale, fino al ritorno in Italia dopo l’esperienza a Toronto. Ora sogna di trascinare i rossoblù anche in Europa League, in una sfida dal sapore speciale.

Il rientro in Serie A, dopo tre anni e mezzo in Canada, gli ha mostrato un campionato cambiato, come racconta a La Gazzetta dello Sport: “Ho ritrovato un torneo molto più equilibrato. Anche le squadre meno blasonate sono organizzate e preparate, non esistono più partite semplici e ogni gara è una battaglia”.

Il Bologna viaggia tra alti e bassi in campionato ma resta in corsa in Europa. Bernardeschi legge così il momento: “Dopo stagioni importanti era normale rallentare un po’. Dovevamo avere qualche punto in più, però l’Europa League può darci slancio. Raggiunti gli ottavi, ora vogliamo arrivare fino in fondo”.

Sul derby europeo con la Roma ammette: “Mi sarebbe piaciuto sfidare Dybala, mi dispiace non ci sia. Forse meglio un’avversaria straniera, ma ritrovare tanti italiani sarà bello. Gasperini? È vero, mi chiamò prima che andassi a Toronto, fui tentato. Mi sarebbe piaciuto però lavorare con loro. La Roma mi cercò quando ero alla Juve, ma dissi di no”.

Il dualismo con Orsolini non lo turba: “La vivo serenamente. La concorrenza fa crescere, sapevo che qui avrei dovuto meritarmi tutto ogni giorno”.

Alle critiche seguite al ritorno dalla MLS risponde con convinzione: “Non ho mai dubitato di me. In Canada non sono andato in vacanza: mi sono allenato sempre al massimo. Ho imparato tanto da Cristiano Ronaldo sulla professionalità. L’infortunio mi ha rallentato, ma sapevo di poter essere competitivo”.

Infine l’impatto con la nuova città: “Mi sono sentito subito a casa. Bologna vive per la squadra e lo spogliatoio è fantastico. Italiano è esigente, proprio come piace a me. I tifosi mi fermano per strada e mi trasmettono entusiasmo: è un’energia che dà tanto”. 

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EUROPA LEAGUE - Bologna, Bernardeschi: “Vogliamo andare in fondo, la Roma mi cercò quando ero alla Juve”

di Redazione

10/03/2026 - 14:52

Federico Bernardeschi riparte dal suo numero, quel dieci che lo accompagna fin dagli inizi e che oggi veste con il Bologna nella fase più matura della carriera. Cresciuto con il mito dei grandi fantasisti, ha legato ogni tappa del suo percorso a quella maglia speciale, fino al ritorno in Italia dopo l’esperienza a Toronto. Ora sogna di trascinare i rossoblù anche in Europa League, in una sfida dal sapore speciale.

Il rientro in Serie A, dopo tre anni e mezzo in Canada, gli ha mostrato un campionato cambiato, come racconta a La Gazzetta dello Sport: “Ho ritrovato un torneo molto più equilibrato. Anche le squadre meno blasonate sono organizzate e preparate, non esistono più partite semplici e ogni gara è una battaglia”.

Il Bologna viaggia tra alti e bassi in campionato ma resta in corsa in Europa. Bernardeschi legge così il momento: “Dopo stagioni importanti era normale rallentare un po’. Dovevamo avere qualche punto in più, però l’Europa League può darci slancio. Raggiunti gli ottavi, ora vogliamo arrivare fino in fondo”.

Sul derby europeo con la Roma ammette: “Mi sarebbe piaciuto sfidare Dybala, mi dispiace non ci sia. Forse meglio un’avversaria straniera, ma ritrovare tanti italiani sarà bello. Gasperini? È vero, mi chiamò prima che andassi a Toronto, fui tentato. Mi sarebbe piaciuto però lavorare con loro. La Roma mi cercò quando ero alla Juve, ma dissi di no”.

Il dualismo con Orsolini non lo turba: “La vivo serenamente. La concorrenza fa crescere, sapevo che qui avrei dovuto meritarmi tutto ogni giorno”.

Alle critiche seguite al ritorno dalla MLS risponde con convinzione: “Non ho mai dubitato di me. In Canada non sono andato in vacanza: mi sono allenato sempre al massimo. Ho imparato tanto da Cristiano Ronaldo sulla professionalità. L’infortunio mi ha rallentato, ma sapevo di poter essere competitivo”.

Infine l’impatto con la nuova città: “Mi sono sentito subito a casa. Bologna vive per la squadra e lo spogliatoio è fantastico. Italiano è esigente, proprio come piace a me. I tifosi mi fermano per strada e mi trasmettono entusiasmo: è un’energia che dà tanto”.