Calcio
FIGC - Malagò: "Pene collettive per i tifosi della Juventus? Va individuato in modo chirurgico chi si è girato, la società è vittima"
21.09.2026 15:02 di Napoli Magazine
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Giovanni Malagò, presidente della FIGC, è intervenuto durante il podcast Numer1 condotto da Giuseppe Cruciani, Sandro Sabatini e Ivan Zazzaroni, nella puntata di lunedì 21 settembre, disponibile su tutte le piattaforme streaming e su Youtube, a partire dalle ore 17.00.

Sui fatti di Torino, dove alcuni tifosi della Juventus si sono girati durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola, Malagò ha dichiarato: "Pene collettive? No, vanno individuate in modo chirurgico e scientifico tutte quelle persone che hanno fatto vergognare il 99% di tutti gli altri. È qualcosa che mi dispiace, non c'è rispetto neanche per la morte di un grande giocatore, una persona che ha servito il Paese come atleta, poi c'è anche il percorso nella città di Torino della sua famiglia. Il percorso netto, quello che dovrebbe essere sempre, è quello che abbiamo vissuto nel minuto di silenzio per Franco Baresi. È una storia che ci ha rattristato e amareggiato".

Malagò ha poi aggiunto: "Da Presidente, da appassionato e tifoso mi auguro che verranno colpiti i singoli soggetti perché la Juventus è assolutamente vittima".

Il destino da presidente è legato a Roberto Mancini e ai risultati delle prossime partite? Malagò ha risposto: "Il presidente della Federcalcio, anche per la storia non certo positiva delle ultime qualificazioni mondiali, è de facto legato al commissario tecnico. Se va male, c'è una legge non scritta di cui bisogna prendere atto se si è fatto un cattivo risultato. Con franchezza diciamo che questo discorso adesso viene anticipato, accelerato, per quella che può essere una reazione emotiva psicologica dell'opinione pubblica".

E sulla polemica tra lui e il Presidente del Coni Bonfiglio riguardante i tesseramenti: "Non vi sarà sfuggito, c'è un discorso che riguarda la politica che ha sempre di più interesse, voglia, desiderio e bramosia di intervenire nel mondo dello sport e del calcio. E' un meccanismo che si è messo in moto dopo la sconfitta contro la Bosnia, con vari tentativi, non è però una cosa che riguarda tutti i politici.  C'è una contraddizione, un ossimoro nello statuto. Da una parte dice che devi avere tesseramento, dall'altra che non puoi avere rapporto con nessuna società. Se ti presenti come dirigente di una qualsiasi società sei in conflitto d'interesse e devi decadere. Il tema non lo capisco e non può esistere. Non sono sanzionabile, non ho avuto un primo, un secondo o terzo grado. Sarebbe la prima volta che si deve sanzionare qualcuno senza passare da una dinamica processuale".

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FIGC - Malagò: "Pene collettive per i tifosi della Juventus? Va individuato in modo chirurgico chi si è girato, la società è vittima"

di Redazione

21/09/2026 - 15:02

Giovanni Malagò, presidente della FIGC, è intervenuto durante il podcast Numer1 condotto da Giuseppe Cruciani, Sandro Sabatini e Ivan Zazzaroni, nella puntata di lunedì 21 settembre, disponibile su tutte le piattaforme streaming e su Youtube, a partire dalle ore 17.00.

Sui fatti di Torino, dove alcuni tifosi della Juventus si sono girati durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola, Malagò ha dichiarato: "Pene collettive? No, vanno individuate in modo chirurgico e scientifico tutte quelle persone che hanno fatto vergognare il 99% di tutti gli altri. È qualcosa che mi dispiace, non c'è rispetto neanche per la morte di un grande giocatore, una persona che ha servito il Paese come atleta, poi c'è anche il percorso nella città di Torino della sua famiglia. Il percorso netto, quello che dovrebbe essere sempre, è quello che abbiamo vissuto nel minuto di silenzio per Franco Baresi. È una storia che ci ha rattristato e amareggiato".

Malagò ha poi aggiunto: "Da Presidente, da appassionato e tifoso mi auguro che verranno colpiti i singoli soggetti perché la Juventus è assolutamente vittima".

Il destino da presidente è legato a Roberto Mancini e ai risultati delle prossime partite? Malagò ha risposto: "Il presidente della Federcalcio, anche per la storia non certo positiva delle ultime qualificazioni mondiali, è de facto legato al commissario tecnico. Se va male, c'è una legge non scritta di cui bisogna prendere atto se si è fatto un cattivo risultato. Con franchezza diciamo che questo discorso adesso viene anticipato, accelerato, per quella che può essere una reazione emotiva psicologica dell'opinione pubblica".

E sulla polemica tra lui e il Presidente del Coni Bonfiglio riguardante i tesseramenti: "Non vi sarà sfuggito, c'è un discorso che riguarda la politica che ha sempre di più interesse, voglia, desiderio e bramosia di intervenire nel mondo dello sport e del calcio. E' un meccanismo che si è messo in moto dopo la sconfitta contro la Bosnia, con vari tentativi, non è però una cosa che riguarda tutti i politici.  C'è una contraddizione, un ossimoro nello statuto. Da una parte dice che devi avere tesseramento, dall'altra che non puoi avere rapporto con nessuna società. Se ti presenti come dirigente di una qualsiasi società sei in conflitto d'interesse e devi decadere. Il tema non lo capisco e non può esistere. Non sono sanzionabile, non ho avuto un primo, un secondo o terzo grado. Sarebbe la prima volta che si deve sanzionare qualcuno senza passare da una dinamica processuale".