Il caso legato alla possibile incompatibilità di Diana Bianchedi come capodelegazione della nazionale continua a far rumore. Stavolta gli strascichi arrivano dalla Lega Serie A che, come spiega l'edizione odierna del Corriere della Sera, sono sicuramente infastiditi dall'operato del presidente Figc Giovanni Malagò.
I club della massima serie, componente decisiva per l'elezione in Federcalcio dell'ex numero uno del Coni, non hanno apprezzato le scelte di Roberto Mancini come ct (avrebbero preferito Antonio Conte) e dell'ex schermitrice nel ruolo di rappresentanza legato alla maglia azzurra, considerato che Bianchedi non ha alcuna esperienza legata al mondo del calcio ed è considerata inadatta al ruolo che fu di Riva, Vialli e Buffon.
Prima ancora, l'accusa a Malagò è quella di non essersi confrontato con la Lega Serie A, in barba alla "condivisione" che doveva essere totale, sbandierata da fine giugno e poi ancora di fronte a Maldini e Leonardo nella loro breve parentesi in dirigenza.
Nessuna crisi di rapporti, ma dopo le vacanze sono previsti alcuni incontri chiarificatori tra le parti per provare a rimettere la barra dritta. Sono giorni di tensione a distanza e anche per questo sarà fondamentale ritrovare l'unità di intenti ipotizzata al momento di illustrare i programmi e poi mancata nell'ultimo periodo.
Intanto, la situazione legata a Bianchedi è in stand-by. "Questione aperta, sospesa", spiega il Corriere della Sera, "la decisione non arriverà in tempi brevi. Buonfiglio non ci sta, gli uffici giuridici di Palazzo H stanno lavorando e aleggia lo spettro del conflitto di interesse".
di Redazione
11/08/2026 - 09:50
Il caso legato alla possibile incompatibilità di Diana Bianchedi come capodelegazione della nazionale continua a far rumore. Stavolta gli strascichi arrivano dalla Lega Serie A che, come spiega l'edizione odierna del Corriere della Sera, sono sicuramente infastiditi dall'operato del presidente Figc Giovanni Malagò.
I club della massima serie, componente decisiva per l'elezione in Federcalcio dell'ex numero uno del Coni, non hanno apprezzato le scelte di Roberto Mancini come ct (avrebbero preferito Antonio Conte) e dell'ex schermitrice nel ruolo di rappresentanza legato alla maglia azzurra, considerato che Bianchedi non ha alcuna esperienza legata al mondo del calcio ed è considerata inadatta al ruolo che fu di Riva, Vialli e Buffon.
Prima ancora, l'accusa a Malagò è quella di non essersi confrontato con la Lega Serie A, in barba alla "condivisione" che doveva essere totale, sbandierata da fine giugno e poi ancora di fronte a Maldini e Leonardo nella loro breve parentesi in dirigenza.
Nessuna crisi di rapporti, ma dopo le vacanze sono previsti alcuni incontri chiarificatori tra le parti per provare a rimettere la barra dritta. Sono giorni di tensione a distanza e anche per questo sarà fondamentale ritrovare l'unità di intenti ipotizzata al momento di illustrare i programmi e poi mancata nell'ultimo periodo.
Intanto, la situazione legata a Bianchedi è in stand-by. "Questione aperta, sospesa", spiega il Corriere della Sera, "la decisione non arriverà in tempi brevi. Buonfiglio non ci sta, gli uffici giuridici di Palazzo H stanno lavorando e aleggia lo spettro del conflitto di interesse".