Intervistato da La Gazzetta dello Sport, De Gea ha parlato del momento vissuto dalla Fiorentina: “Non c’è una spiegazione – ammette -. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. E’ stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I giovani hanno patito di più, in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro. Eravamo morti, con Vanoli siamo tornati in vita”.
di Redazione
27/03/2026 - 12:02
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, De Gea ha parlato del momento vissuto dalla Fiorentina: “Non c’è una spiegazione – ammette -. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. E’ stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I giovani hanno patito di più, in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro. Eravamo morti, con Vanoli siamo tornati in vita”.