Il giornalista Paolo De Paola è intervenuto sulle frequenze di TMW Radio con il suo Editoriale, parlando dei temi principali della Serie A.
Partiamo da un ricordo di Rino Marchesi, grande figura del nostro calcio venuta a mancare nelle scorse ore.
"Il timbro di Rino Marchesi era indubbiamente l'eleganza e la gentilezza. Non l'ho mai sentito andare sopra le righe. È stato un ottimo allenatore del nostro calcio, che ha caratterizzato un'epoca. In carriera non ha raccolto tantissimo a livello di di trofei, ma la sua eleganza oggi ci manca. Ha comunque allenato sia il Napoli di Maradona che l'ultima Juventus di Platini".
Tornando al campionato, che Juventus hai visto contro la Roma?
"La Juventus ieri ha giocato bene. È stata presente nella meta campo di una Roma e, nonostante sia stata messa sotto in alcuni momenti, ha sempre replicato. Ultimamente avevamo parlato di carattere Juventus in maniera un po' fortuita, mentre stavolta se l'è andata a cercare. Poi rimangono alcuni problemi, come quello in porta. Di Gregorio ha dimostrato i propri limiti caratteriali, mentre Perin ieri ha reso spettacolare il primo gol, su cui invece si poteva fare di più. Caratterialmente vorrei sempre uno come lui, ma tra i pali serve altro. Detto ciò, perdere sarebbe stato disastroso, perché avrebbe rappresentato l'ennesima delusione dell'ultimo periodo".
Anche quello dell'attaccante continua a rimanere un grosso problema?
"Purtoppo bisogna dire basta con David. È troppo leggero e non ha le qualità necessarie. Non ci si può accontentare di massimo dieci minuti fatti discretamente a partita. Il problema è che in avanti non si sente; gli mancano i gol e la rapidità, la scocca insomma".
Cosa manca alla Roma per diventare veramente grande?
"Alla Roma manca poco. Sui calci piazzati spesso arriva qualche gol subito di troppo, ma Gasperini è risucito a dare tante soluzioni in fase di possesso. La Roma sa giocare molto palla a terra, ma sa anche esplorare il lancio in profondità. In un 3-3 ci sono chiaramente degli errori, ma ieri ognuno ha cercato di far leva suii punti deboli dell'avversario facendo valere le proprie qualità",
Se non fosse arrivata la vittoria a Cremona il Milan avrebbe dovuto guardarsi dietro?
"Sì, alla fine è stato il solito Milan e il solito Allegri. La svolta è avvenuta quando ha messo la difesa a quattro e ha schierato tre attaccanti. Questo Milan in realtà è stato costruito per giocare con la difesa a quattro e quest'anno poteva già combattere per lo scudetto con qualcosa in più. Non concediamogli troppi alibi, perché ha i giocatori giusti e un allenatore che può mostrare qualche cosa di interessante dopo anni non positivi".
di Redazione
02/03/2026 - 22:10
Il giornalista Paolo De Paola è intervenuto sulle frequenze di TMW Radio con il suo Editoriale, parlando dei temi principali della Serie A.
Partiamo da un ricordo di Rino Marchesi, grande figura del nostro calcio venuta a mancare nelle scorse ore.
"Il timbro di Rino Marchesi era indubbiamente l'eleganza e la gentilezza. Non l'ho mai sentito andare sopra le righe. È stato un ottimo allenatore del nostro calcio, che ha caratterizzato un'epoca. In carriera non ha raccolto tantissimo a livello di di trofei, ma la sua eleganza oggi ci manca. Ha comunque allenato sia il Napoli di Maradona che l'ultima Juventus di Platini".
Tornando al campionato, che Juventus hai visto contro la Roma?
"La Juventus ieri ha giocato bene. È stata presente nella meta campo di una Roma e, nonostante sia stata messa sotto in alcuni momenti, ha sempre replicato. Ultimamente avevamo parlato di carattere Juventus in maniera un po' fortuita, mentre stavolta se l'è andata a cercare. Poi rimangono alcuni problemi, come quello in porta. Di Gregorio ha dimostrato i propri limiti caratteriali, mentre Perin ieri ha reso spettacolare il primo gol, su cui invece si poteva fare di più. Caratterialmente vorrei sempre uno come lui, ma tra i pali serve altro. Detto ciò, perdere sarebbe stato disastroso, perché avrebbe rappresentato l'ennesima delusione dell'ultimo periodo".
Anche quello dell'attaccante continua a rimanere un grosso problema?
"Purtoppo bisogna dire basta con David. È troppo leggero e non ha le qualità necessarie. Non ci si può accontentare di massimo dieci minuti fatti discretamente a partita. Il problema è che in avanti non si sente; gli mancano i gol e la rapidità, la scocca insomma".
Cosa manca alla Roma per diventare veramente grande?
"Alla Roma manca poco. Sui calci piazzati spesso arriva qualche gol subito di troppo, ma Gasperini è risucito a dare tante soluzioni in fase di possesso. La Roma sa giocare molto palla a terra, ma sa anche esplorare il lancio in profondità. In un 3-3 ci sono chiaramente degli errori, ma ieri ognuno ha cercato di far leva suii punti deboli dell'avversario facendo valere le proprie qualità",
Se non fosse arrivata la vittoria a Cremona il Milan avrebbe dovuto guardarsi dietro?
"Sì, alla fine è stato il solito Milan e il solito Allegri. La svolta è avvenuta quando ha messo la difesa a quattro e ha schierato tre attaccanti. Questo Milan in realtà è stato costruito per giocare con la difesa a quattro e quest'anno poteva già combattere per lo scudetto con qualcosa in più. Non concediamogli troppi alibi, perché ha i giocatori giusti e un allenatore che può mostrare qualche cosa di interessante dopo anni non positivi".