Calcio
IL COMMENTO - Eder: "Nazionale? Quei due anni e mezzo con Conte sono stati bellissimi, cura tanto i dettagli"
10.04.2026 20:47 di Napoli Magazine
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Ospite negli studi di Sky Calcio Unplugged, Eder Citadin Martins ha ripercorso a cuore aperto le tappe fondamentali della sua lunga e intensa carriera, svelando affascinanti retroscena legati al calciomercato e regalando un'analisi profonda sulle dinamiche vissute all'interno degli spogliatoi. L'ex attaccante italo-brasiliano ha dato assoluta priorità al suo indissolubile legame con l'Italia e, in particolar modo, con la maglia azzurra, soffermandosi sulla cruciale gestione tecnica di Antonio Conte.

Il capitolo più emozionante del racconto di Eder è dedicato alla sua esperienza in Nazionale, divisa idealmente in due fasi tra il 2014 e il 2018. I ricordi più dolci sono legati al biennio sotto la guida dell'attuale allenatore del Napoli: "Quei due anni e mezzo con Conte sono stati bellissimi", ha esordito l'ex attaccante, spiegando poi il segreto del mister salentino. "Conte, come sappiamo, è un allenatore che riesce a entrare dentro alla testa dei calciatori. È un allenatore che cura tanto i dettagli, che cura tanto la parte tattica", ha sottolineato Eder, evidenziando l'incredibile impatto psicologico e preparatorio dell'allenatore.

Un ruolo fondamentale nella costruzione di quel gruppo granitico lo giocò la solida base difensiva di stampo bianconero. "Avevamo una base molto forte in Nazionale con quei giocatori della Juve: Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci... riuscivano a trasmettere ai giovani, a quelli che arrivavano in Nazionale, una mentalità diversa", ha spiegato l'italo-brasiliano. A proposito di difensori, Eder ha svelato un particolare su Giorgio Chiellini: era lui il compagno che si trasformava agonisticamente in partita diventando "più cattivo" rispetto agli allenamenti, e per questo lo avrebbe voluto sempre nella sua squadra. Anche la mediana di quegli anni era stellare: l'ex attaccante ha ricordato: "Potevamo contare su campioni del calibro di Pirlo, Verratti e De Rossi. Con un centrocampo del genere, agli attaccanti bastava assecondare i movimenti tattici chiesti da Conte". 

Non è mancata, tuttavia, una nota di amarezza per i periodi più bui dell'Italia, a partire dalla gestione Ventura: "C'è stata la prima eliminazione dal mondiale che fu difficile. Poi, quando è successo di nuovo quest'anno è stata dura", ha commentato Eder.

Il legame di Eder con l'Italia va ben oltre il campo. Arrivato da ragazzino a soli 17 anni, ha vissuto in Italia per quasi tredici stagioni: "L'Italia, come dico a tutti qua in Brasile, è stato il mio paese di adozione", ha raccontato con affetto. Il suo cuore calcistico batte forte per i colori blucerchiati: "Alla Sampdoria per quasi quattro anni ho vissuto momenti bellissimi, sono arrivato in Nazionale con la Sampdoria e quindi lì ho veramente lasciato il cuore", ha aggiunto, svelando di ricevere ancora oggi tantissimi messaggi dai tifosi liguri.

Le prestazioni eccellenti a Genova, capaci di fargli sfiorare il titolo di capocannoniere al fianco di Higuain nella stagione 2015-2016, lo portarono al centro di un incredibile intreccio di mercato. L'attaccante ha infatti rivelato di essere stato a un passo dalla Premier League: "Potevo andare al Leicester con Mister Ranieri, era quasi tutto fatto... sono uscito da Genova per andare a Milano per quasi firmare col Leicester". Poi, l'improvviso colpo di scena a tinte nerazzurre: "Poi ho ricevuto la chiamata di Mister Mancini e anche di Ausilio per l'Inter. È stata una scelta anche per il discorso di andare all'Europeo con la Nazionale... avevo un po' di paura di andare in Inghilterra e non giocare". L'approdo a Milano si rivelò però complesso, con la squadra che perse il primato in classifica e l'attaccante che faticò ad ambientarsi subito nella nuova realtà. Nel passato di Eder c'è stato anche un forte abboccamento con il Napoli, risalente all'anno vissuto in Serie B con il Piacenza. "Mi sarebbe piaciuto sì, perché ovviamente per tutti i napoletani giocare a Napoli è un sogno", ha ammesso.

Oggi l'ex attaccante ha intrapreso una nuova avventura dirigenziale in Brasile, ricoprendo il ruolo di direttore sportivo nel Criciúma, club che ha recentemente aiutato a riportare nella massima serie. "Mi sta piacendo questo nuovo ruolo e sto anche studiando, facendo dei corsi", ha raccontato entusiasta. E proprio dal Brasile, Eder ha confermato l'enorme attesa per l'arrivo sulla panchina verdeoro di Carlo Ancelotti: "Qua in Brasile siamo tutti entusiasti di Carlo Ancelotti... Stiamo parlando di un allenatore con una storia assurda. Siamo convinti di fare un grande mondiale con Ancelotti", ha concluso.

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IL COMMENTO - Eder: "Nazionale? Quei due anni e mezzo con Conte sono stati bellissimi, cura tanto i dettagli"

di Redazione

10/04/2026 - 20:47

Ospite negli studi di Sky Calcio Unplugged, Eder Citadin Martins ha ripercorso a cuore aperto le tappe fondamentali della sua lunga e intensa carriera, svelando affascinanti retroscena legati al calciomercato e regalando un'analisi profonda sulle dinamiche vissute all'interno degli spogliatoi. L'ex attaccante italo-brasiliano ha dato assoluta priorità al suo indissolubile legame con l'Italia e, in particolar modo, con la maglia azzurra, soffermandosi sulla cruciale gestione tecnica di Antonio Conte.

Il capitolo più emozionante del racconto di Eder è dedicato alla sua esperienza in Nazionale, divisa idealmente in due fasi tra il 2014 e il 2018. I ricordi più dolci sono legati al biennio sotto la guida dell'attuale allenatore del Napoli: "Quei due anni e mezzo con Conte sono stati bellissimi", ha esordito l'ex attaccante, spiegando poi il segreto del mister salentino. "Conte, come sappiamo, è un allenatore che riesce a entrare dentro alla testa dei calciatori. È un allenatore che cura tanto i dettagli, che cura tanto la parte tattica", ha sottolineato Eder, evidenziando l'incredibile impatto psicologico e preparatorio dell'allenatore.

Un ruolo fondamentale nella costruzione di quel gruppo granitico lo giocò la solida base difensiva di stampo bianconero. "Avevamo una base molto forte in Nazionale con quei giocatori della Juve: Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci... riuscivano a trasmettere ai giovani, a quelli che arrivavano in Nazionale, una mentalità diversa", ha spiegato l'italo-brasiliano. A proposito di difensori, Eder ha svelato un particolare su Giorgio Chiellini: era lui il compagno che si trasformava agonisticamente in partita diventando "più cattivo" rispetto agli allenamenti, e per questo lo avrebbe voluto sempre nella sua squadra. Anche la mediana di quegli anni era stellare: l'ex attaccante ha ricordato: "Potevamo contare su campioni del calibro di Pirlo, Verratti e De Rossi. Con un centrocampo del genere, agli attaccanti bastava assecondare i movimenti tattici chiesti da Conte". 

Non è mancata, tuttavia, una nota di amarezza per i periodi più bui dell'Italia, a partire dalla gestione Ventura: "C'è stata la prima eliminazione dal mondiale che fu difficile. Poi, quando è successo di nuovo quest'anno è stata dura", ha commentato Eder.

Il legame di Eder con l'Italia va ben oltre il campo. Arrivato da ragazzino a soli 17 anni, ha vissuto in Italia per quasi tredici stagioni: "L'Italia, come dico a tutti qua in Brasile, è stato il mio paese di adozione", ha raccontato con affetto. Il suo cuore calcistico batte forte per i colori blucerchiati: "Alla Sampdoria per quasi quattro anni ho vissuto momenti bellissimi, sono arrivato in Nazionale con la Sampdoria e quindi lì ho veramente lasciato il cuore", ha aggiunto, svelando di ricevere ancora oggi tantissimi messaggi dai tifosi liguri.

Le prestazioni eccellenti a Genova, capaci di fargli sfiorare il titolo di capocannoniere al fianco di Higuain nella stagione 2015-2016, lo portarono al centro di un incredibile intreccio di mercato. L'attaccante ha infatti rivelato di essere stato a un passo dalla Premier League: "Potevo andare al Leicester con Mister Ranieri, era quasi tutto fatto... sono uscito da Genova per andare a Milano per quasi firmare col Leicester". Poi, l'improvviso colpo di scena a tinte nerazzurre: "Poi ho ricevuto la chiamata di Mister Mancini e anche di Ausilio per l'Inter. È stata una scelta anche per il discorso di andare all'Europeo con la Nazionale... avevo un po' di paura di andare in Inghilterra e non giocare". L'approdo a Milano si rivelò però complesso, con la squadra che perse il primato in classifica e l'attaccante che faticò ad ambientarsi subito nella nuova realtà. Nel passato di Eder c'è stato anche un forte abboccamento con il Napoli, risalente all'anno vissuto in Serie B con il Piacenza. "Mi sarebbe piaciuto sì, perché ovviamente per tutti i napoletani giocare a Napoli è un sogno", ha ammesso.

Oggi l'ex attaccante ha intrapreso una nuova avventura dirigenziale in Brasile, ricoprendo il ruolo di direttore sportivo nel Criciúma, club che ha recentemente aiutato a riportare nella massima serie. "Mi sta piacendo questo nuovo ruolo e sto anche studiando, facendo dei corsi", ha raccontato entusiasta. E proprio dal Brasile, Eder ha confermato l'enorme attesa per l'arrivo sulla panchina verdeoro di Carlo Ancelotti: "Qua in Brasile siamo tutti entusiasti di Carlo Ancelotti... Stiamo parlando di un allenatore con una storia assurda. Siamo convinti di fare un grande mondiale con Ancelotti", ha concluso.