Calcio
IL COMMENTO - Pedullà: "Napoli, partita assurda contro la Lazio, Conte deve dare spiegazioni"
19.04.2026 01:17 di Napoli Magazine
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Alfredo Pedullà, giornalista, commenta su Youtube la sconfitta del Napoli contro la Lazio: "È difficile, molto difficile spiegare una partita come quella che si è conclusa da poco. Quando guarderete questo video sarà il momento di Roma-Atalanta oppure lo guarderete il giorno dopo, però io credo che un video si imponga, perché una lezione così totale e completa come quella che ha dato Sarri a Conte, credo che a memoria si faccia fatica a ricordare qualcosa del genere. Una partita assurda, una partita che la Lazio ha dovuto affrontare tra tutte le difficoltà possibili e immaginabili. Una partita che, se vogliamo, ai fini della classifica conta soltanto per accumulare più punti, mi riferisco alla Lazio, per far finire velocemente questa stagione, ma è una partita enorme, una partita che deve per forza aprire l’anima, il pensiero, il cervello ad argomentazioni molto diverse, e da un 2-0 come quello della Lazio, che avrebbe potuto vincere 5-1. Dicendo 5-1 mi allargo anche. Sì, un gol il Napoli l’avrebbe potuto segnare in mischia, ma fondamentalmente non si è mai avvicinato. È stato uno strapotere enorme dall’inizio alla fine della partita, con il gol di Cancellieri, una trama bellissima, il rigore sbagliato da Zaccagni forse due volte, perché poi non ha colpito a porta vuota, magari ostacolando Cancellieri che poteva segnare. Almeno due o tre occasioni che la Lazio ha avuto nel primo tempo, due occasioni che ha avuto all’avvio del secondo tempo, il raddoppio di Basic dopo un’altra straordinaria interpretazione. Morale della favola: 500 milioni, 400 milioni, 1000 milioni contro zero. La conferma che i soldi non fanno il calcio se la tua idea di calcio è un’idea sbiadita. Il Napoli è stato sinceramente imbarazzante. Credo che Conte debba dare delle spiegazioni a chi lo paga, al suo datore di lavoro. Perché la premessa è che Conte ha vinto uno scudetto ed è stato straordinario al primo anno, ma dopo il primo anno vengono fuori tutti i limiti di questo allenatore, che non sa riconoscere una stagione negativa, che esce dalla Champions addirittura arrivando trentesimo e mettendo collezioni di alibi, come sta facendo. Forse per la prima volta, prima della partita, dice che il secondo è il primo dei perdenti, ma avrebbe dovuto probabilmente spiegare meglio prima che ogni cosa è colpa di un altro. Poi c’è il pensiero alla nazionale e poi c’è il campo. C’è il campo, e in campo si può perdere una partita, ma un naufragio del genere, senza mezza idea, con combinazioni e strafalcioni fatti così a caso per cercare di rimetterla in piedi… Probabilmente anche la formazione iniziale: c’è Anguissa che non è in condizione, non si regge in piedi. De Bruyne in questo momento non dà nulla al Napoli. Probabilmente io non capirò mai per quale motivo, in una partita in cui tu hai zero idee, non ti importa, avresti potuto segnare un gol soltanto per combinazione, sfruttando una mischia, non possa utilizzare dal primo minuto Alisson Santos. Ma è stata devastante la prova di forza: Sarri gli ha palleggiato in testa dall’inizio alla fine. Ed è clamoroso che un allenatore come Conte, 300-400 milioni prendimi questo, prendimi quell’altro, voglio Nusa, voglio Lucca e poi non mi servono più', tanto mica paga lui, non abbia avuto una soluzione alternativa per poter rimettere la partita su un binario di decenza. E questo per me è impressionante: la decenza di quando vai in campo. Adesso questa, tra l’altro, può essere una giornata di svolta anche per il Milan che, passando domenica a Verona, alla luce di tutto quello che è successo in settimana, ha la possibilità di agganciare al secondo posto nuovamente il Napoli, e soprattutto per l’Inter in proiezione primo posto, perché con una serie di combinazioni la festa scudetto può essere anticipata già di una settimana. Ma a me interessa limitarmi alla partita e alla panchina del Napoli, allo stratega, a chi sinceramente ha fatto scena muta, con il Maradona che fischiava alla fine del primo tempo, perché immaginava: adesso, di stinco, di coscia, due mischie, una botta di fortuna, riesce a portare a casa la partita in qualche modo. Invece il cliché del secondo tempo è stato un cliché assurdo, che ha portato il Napoli all’etichetta di una squadra come se fosse in vacanza. Cosa bisogna dire degli allenatori? Che dovrebbero pensare a parlare di meno e a far parlare di più il campo, come ha fatto Conte il primo anno, quando nessuno gli chiedeva niente. Siccome non gli chiedevano niente, lui ha fatto un grande lavoro, come spesso fa il primo anno. Dal secondo anno in poi si abbassa tutto, aumentano le richieste, e adesso sono molto curioso di capire cosa accadrà quando si confronterà con De Laurentiis. Possono andare avanti anche per un altro anno, visto che c’è il contratto, ma è una situazione che già sta prendendo una piega clamorosamente brutta dal mio punto di vista, perché sembra quasi: 'Se mi chiama un altro vado via, se non mi chiama un altro resto perché ho un anno di contratto'. Bisogna migliorare, bisogna giocare. E devo dire che la stagione che ha attraversato Maurizio Sarri è qualcosa di inenarrabile, non capita soltanto da quei 10-15 santoni mediatici che hanno rovinato la Lazio nel corso degli anni, che non fanno mai una critica, che vanno a sparare sull’allenatore. Magari qualcuno adesso gli dirà: 'Vedi, con quella squadra, vista la prestazione di Napoli, potevi giocare una stagione diversa, magari per la Champions League'. Invece io credo che Sarri abbia evitato ulteriori danni nella prima parte della stagione, tirando fuori la Lazio da una situazione molto complicata, che avrebbe potuto prendere una piega diversa. Ma se avesse una squadra con dei concetti e non smontata, probabilmente potrebbe anche rispondere a quelli che nel 2018, nel 2020 dicevano: 'Eh, ma hai visto? Sono finite le sue idee'. Le sue idee sono sempre idee, dal mio punto di vista, clamorose: di palleggio, di linea difensiva straordinaria. Deve avere gli interpreti. Se gli faranno fare un mercato con 150 milioni e non con 300-400, come è successo nel corso delle ultime due stagioni, delle ultime quattro sessioni di mercato, perché il Napoli ha speso a gennaio, secondo me lui potrebbe essere nelle condizioni di togliersi qualche soddisfazione nella fase finale della sua carriera. Adesso i soliti noti, quelli che “'tengono famiglia', quelli che fanno casino a prescindere, quelli che sono telecomandati diranno:'Eh, ma adesso deve passare mercoledì contro l’Atalanta, probabilmente vincerà anche la Coppa Italia'. Questo è il clima, non sapendo che tra i due organici, Atalanta e Lazio, c’è una differenza enorme che puoi colmare soltanto con il lavoro oppure indovinando una partita, come ha indovinato stasera, come ha indovinato a Bologna, contro la Juventus, contro il Milan. Ma le difficoltà e le problematiche nella sua stagione più complicata da quando allena sono state tutte storie che hanno inciso parecchio. Un’ultima cosa: le lezioni devono essere assorbite. Bisogna ammettere, riconoscere e soprattutto restituire qualcosa al buon senso. Perché il buon senso non è sempre 'colpa di un altro'. Perché se fosse sempre colpa di un altro, io credo che la stagione di Sarri avrebbe avuto alibi fin dal primo minuto. Però ragioniamo su questo tipo di situazione: certe volte basta davvero spendere 200-300 milioni? Io credo di no. E per fortuna, ironizzo, il mercato è chiuso, perché altrimenti Conte farebbe altre richieste per aumentare e migliorare. Bisogna elencare gli infortuni per spiegare un trentesimo posto in Champions e non il minimo sindacale costituito dai play-off? Io credo che questa lezione totale debba imporre riflessioni che vadano a prescindere dal nome, con la gratitudine e il riconoscimento per quello che hai fatto nel primo anno. Ma se tu mi dissangui facendomi spendere una tombola e arrivi alla fine della stagione con prestazioni sconcertanti, perché il Napoli sembrava una squadra senza un perché dal primo all’ultimo secondo, io credo che Conte debba dare delle spiegazioni prima a se stesso, adesso, e poi al club che lo paga profumatamente".

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IL COMMENTO - Pedullà: "Napoli, partita assurda contro la Lazio, Conte deve dare spiegazioni"

di Redazione

19/04/2026 - 01:17

Alfredo Pedullà, giornalista, commenta su Youtube la sconfitta del Napoli contro la Lazio: "È difficile, molto difficile spiegare una partita come quella che si è conclusa da poco. Quando guarderete questo video sarà il momento di Roma-Atalanta oppure lo guarderete il giorno dopo, però io credo che un video si imponga, perché una lezione così totale e completa come quella che ha dato Sarri a Conte, credo che a memoria si faccia fatica a ricordare qualcosa del genere. Una partita assurda, una partita che la Lazio ha dovuto affrontare tra tutte le difficoltà possibili e immaginabili. Una partita che, se vogliamo, ai fini della classifica conta soltanto per accumulare più punti, mi riferisco alla Lazio, per far finire velocemente questa stagione, ma è una partita enorme, una partita che deve per forza aprire l’anima, il pensiero, il cervello ad argomentazioni molto diverse, e da un 2-0 come quello della Lazio, che avrebbe potuto vincere 5-1. Dicendo 5-1 mi allargo anche. Sì, un gol il Napoli l’avrebbe potuto segnare in mischia, ma fondamentalmente non si è mai avvicinato. È stato uno strapotere enorme dall’inizio alla fine della partita, con il gol di Cancellieri, una trama bellissima, il rigore sbagliato da Zaccagni forse due volte, perché poi non ha colpito a porta vuota, magari ostacolando Cancellieri che poteva segnare. Almeno due o tre occasioni che la Lazio ha avuto nel primo tempo, due occasioni che ha avuto all’avvio del secondo tempo, il raddoppio di Basic dopo un’altra straordinaria interpretazione. Morale della favola: 500 milioni, 400 milioni, 1000 milioni contro zero. La conferma che i soldi non fanno il calcio se la tua idea di calcio è un’idea sbiadita. Il Napoli è stato sinceramente imbarazzante. Credo che Conte debba dare delle spiegazioni a chi lo paga, al suo datore di lavoro. Perché la premessa è che Conte ha vinto uno scudetto ed è stato straordinario al primo anno, ma dopo il primo anno vengono fuori tutti i limiti di questo allenatore, che non sa riconoscere una stagione negativa, che esce dalla Champions addirittura arrivando trentesimo e mettendo collezioni di alibi, come sta facendo. Forse per la prima volta, prima della partita, dice che il secondo è il primo dei perdenti, ma avrebbe dovuto probabilmente spiegare meglio prima che ogni cosa è colpa di un altro. Poi c’è il pensiero alla nazionale e poi c’è il campo. C’è il campo, e in campo si può perdere una partita, ma un naufragio del genere, senza mezza idea, con combinazioni e strafalcioni fatti così a caso per cercare di rimetterla in piedi… Probabilmente anche la formazione iniziale: c’è Anguissa che non è in condizione, non si regge in piedi. De Bruyne in questo momento non dà nulla al Napoli. Probabilmente io non capirò mai per quale motivo, in una partita in cui tu hai zero idee, non ti importa, avresti potuto segnare un gol soltanto per combinazione, sfruttando una mischia, non possa utilizzare dal primo minuto Alisson Santos. Ma è stata devastante la prova di forza: Sarri gli ha palleggiato in testa dall’inizio alla fine. Ed è clamoroso che un allenatore come Conte, 300-400 milioni prendimi questo, prendimi quell’altro, voglio Nusa, voglio Lucca e poi non mi servono più', tanto mica paga lui, non abbia avuto una soluzione alternativa per poter rimettere la partita su un binario di decenza. E questo per me è impressionante: la decenza di quando vai in campo. Adesso questa, tra l’altro, può essere una giornata di svolta anche per il Milan che, passando domenica a Verona, alla luce di tutto quello che è successo in settimana, ha la possibilità di agganciare al secondo posto nuovamente il Napoli, e soprattutto per l’Inter in proiezione primo posto, perché con una serie di combinazioni la festa scudetto può essere anticipata già di una settimana. Ma a me interessa limitarmi alla partita e alla panchina del Napoli, allo stratega, a chi sinceramente ha fatto scena muta, con il Maradona che fischiava alla fine del primo tempo, perché immaginava: adesso, di stinco, di coscia, due mischie, una botta di fortuna, riesce a portare a casa la partita in qualche modo. Invece il cliché del secondo tempo è stato un cliché assurdo, che ha portato il Napoli all’etichetta di una squadra come se fosse in vacanza. Cosa bisogna dire degli allenatori? Che dovrebbero pensare a parlare di meno e a far parlare di più il campo, come ha fatto Conte il primo anno, quando nessuno gli chiedeva niente. Siccome non gli chiedevano niente, lui ha fatto un grande lavoro, come spesso fa il primo anno. Dal secondo anno in poi si abbassa tutto, aumentano le richieste, e adesso sono molto curioso di capire cosa accadrà quando si confronterà con De Laurentiis. Possono andare avanti anche per un altro anno, visto che c’è il contratto, ma è una situazione che già sta prendendo una piega clamorosamente brutta dal mio punto di vista, perché sembra quasi: 'Se mi chiama un altro vado via, se non mi chiama un altro resto perché ho un anno di contratto'. Bisogna migliorare, bisogna giocare. E devo dire che la stagione che ha attraversato Maurizio Sarri è qualcosa di inenarrabile, non capita soltanto da quei 10-15 santoni mediatici che hanno rovinato la Lazio nel corso degli anni, che non fanno mai una critica, che vanno a sparare sull’allenatore. Magari qualcuno adesso gli dirà: 'Vedi, con quella squadra, vista la prestazione di Napoli, potevi giocare una stagione diversa, magari per la Champions League'. Invece io credo che Sarri abbia evitato ulteriori danni nella prima parte della stagione, tirando fuori la Lazio da una situazione molto complicata, che avrebbe potuto prendere una piega diversa. Ma se avesse una squadra con dei concetti e non smontata, probabilmente potrebbe anche rispondere a quelli che nel 2018, nel 2020 dicevano: 'Eh, ma hai visto? Sono finite le sue idee'. Le sue idee sono sempre idee, dal mio punto di vista, clamorose: di palleggio, di linea difensiva straordinaria. Deve avere gli interpreti. Se gli faranno fare un mercato con 150 milioni e non con 300-400, come è successo nel corso delle ultime due stagioni, delle ultime quattro sessioni di mercato, perché il Napoli ha speso a gennaio, secondo me lui potrebbe essere nelle condizioni di togliersi qualche soddisfazione nella fase finale della sua carriera. Adesso i soliti noti, quelli che “'tengono famiglia', quelli che fanno casino a prescindere, quelli che sono telecomandati diranno:'Eh, ma adesso deve passare mercoledì contro l’Atalanta, probabilmente vincerà anche la Coppa Italia'. Questo è il clima, non sapendo che tra i due organici, Atalanta e Lazio, c’è una differenza enorme che puoi colmare soltanto con il lavoro oppure indovinando una partita, come ha indovinato stasera, come ha indovinato a Bologna, contro la Juventus, contro il Milan. Ma le difficoltà e le problematiche nella sua stagione più complicata da quando allena sono state tutte storie che hanno inciso parecchio. Un’ultima cosa: le lezioni devono essere assorbite. Bisogna ammettere, riconoscere e soprattutto restituire qualcosa al buon senso. Perché il buon senso non è sempre 'colpa di un altro'. Perché se fosse sempre colpa di un altro, io credo che la stagione di Sarri avrebbe avuto alibi fin dal primo minuto. Però ragioniamo su questo tipo di situazione: certe volte basta davvero spendere 200-300 milioni? Io credo di no. E per fortuna, ironizzo, il mercato è chiuso, perché altrimenti Conte farebbe altre richieste per aumentare e migliorare. Bisogna elencare gli infortuni per spiegare un trentesimo posto in Champions e non il minimo sindacale costituito dai play-off? Io credo che questa lezione totale debba imporre riflessioni che vadano a prescindere dal nome, con la gratitudine e il riconoscimento per quello che hai fatto nel primo anno. Ma se tu mi dissangui facendomi spendere una tombola e arrivi alla fine della stagione con prestazioni sconcertanti, perché il Napoli sembrava una squadra senza un perché dal primo all’ultimo secondo, io credo che Conte debba dare delle spiegazioni prima a se stesso, adesso, e poi al club che lo paga profumatamente".