Calcio
IL COMMENTO - Piccari: "Napoli, per me Conte resta, quale squadra in Italia potrebbe offrirgli una base tecnica così solida?"
11.03.2026 12:22 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
È il fallimento dell'Atalanta o del movimento calcistico italiano?
 
"Penso più la seconda. Quest'anno la Champions League è stata un fallimento per il calcio italiano. L'Atalanta aveva di fronte un avversario molto complicato da affrontare come il Bayern Monaco e bisogna considerare anche una minore esperienza in questo tipo di partite. Inoltre l'Atalanta sta vivendo una stagione di cambiamento, c'è stato il passaggio da Gian Piero Gasperini a Raffaele Palladino e quando cambi guida tecnica è normale attraversare una fase di ricostruzione. Non mi aspettavo una sconfitta così pesante, ma la sconfitta in sé era prevedibile perché in questo momento il Bayern è una squadra molto difficile da affrontare per le italiane. Detto questo, per me resta soprattutto un fallimento del calcio italiano in Champions. Se mi chiede quale delle squadre italiane ha fatto peggio, faccio una graduatoria: metto l'Inter al primo posto come delusione, poi subito dietro il Napoli, e poi Juventus e Atalanta. L'Atalanta non me la sento di definirla un fallimento totale perché è stata l'unica ad arrivare agli ottavi. L'Inter invece, che è la squadra più forte del nostro campionato e che ha fatto due finali di Champions negli ultimi anni, è uscita contro il Bodø/Glimt. Con tutto il rispetto per loro, che stanno crescendo e stanno facendo bene, resta comunque una grande delusione. Anche il Napoli ha deluso perché non puoi arrivare trentesimo nella prima fase della Champions League. Queste, secondo me, sono le grandi delusioni del calcio italiano in questa competizione".
 
In questo momento il nostro calcio non sembra all'altezza delle avversarie in Champions League. Dobbiamo aspettarci qualcosa di positivo invece tra Europa League e Conference League?
 
"Forse sono competizioni un po' più alla nostra portata in questo momento. C'è questo confronto tra Bologna e Roma che può dire molto. La Roma mi sembra una squadra più pronta in questo momento, anche se vive una fase delicata della stagione. Saranno due settimane cruciali perché ci sono partite importanti tra campionato ed Europa League. Il Bologna invece ha avuto una stagione con più bassi che alti e adesso deve dimostrare qualcosa proprio in Europa. L'Europa League può essere più abbordabile per noi, così come la Conference League, dove la Fiorentina è sempre stata protagonista negli ultimi anni. Non dimentichiamo che la Fiorentina ha fatto più finali in questa competizione, anche se non è riuscita a vincerla. Però va anche ricordato che negli ultimi anni l'Inter ha fatto due finali di Champions e che l'Atalanta ha vinto l'Europa League. Quindi nel quadro generale non è tutto da buttare. Ci sono stagioni in cui il calcio italiano è più competitivo e altre, come questa, che risultano più negative".
 
La sconfitta dell'Inter nel derby contro il Milan riapre la corsa scudetto secondo lei?
 
"No, per me no. Le rispondo in maniera molto netta, per me non si riapre. Rende sicuramente più interessante la parte finale del campionato, ma non cambia il discorso scudetto. Se guardiamo il percorso dell'Inter fino a oggi vediamo una squadra che ha avuto un cammino molto regolare. È vero che ha perso due derby contro il Milan, che è la squadra che le ha creato più difficoltà, però subito dopo ha sempre reagito con una serie di risultati positivi. Io credo che l'Inter possa riprendere quel tipo di percorso già dalle prossime partite. È vero che ha un calendario impegnativo con Atalanta, Fiorentina, Roma e Como, ma sono anche squadre che nel girone d'andata ha già battuto. Non sono convinto invece che il Milan possa mantenere un ritmo perfetto da qui alla fine e le dico anche un'altra cosa: penso che il Napoli, recuperando diversi giocatori, possa fare una striscia importante di risultati".
 
Torniamo proprio al Napoli. Un Napoli che, nella migliore delle ipotesi, può arrivare terzo oppure secondo lei può ancora competere per il secondo posto?
 
"Per me può competere per il secondo posto. Non sono sicuro che ci riuscirà, ma penso che abbia più possibilità di fare una serie di vittorie rispetto al Milan di mantenere un rendimento così alto fino alla fine. È una mia convinzione. Il Napoli sta recuperando diversi giocatori e nelle ultime partite si è visto di nuovo il valore di alcuni dei suoi uomini più importanti. Questa squadra può fare molto bene nel finale di stagione. Onestamente sarebbe quasi un'anomalia se arrivasse terza, perché è stata falcidiata dagli infortuni per gran parte dell'anno. Senza tutti quei problemi fisici sarebbe stata molto più vicina all'Inter e il campionato sarebbe stato ancora più aperto. Detto questo, gli infortuni non devono essere un alibi. Io continuo a chiedermi cosa sia successo davvero a Napoli in questa stagione da quel punto di vista".
 
A questo punto le faccio un'ultima domanda che riguarda chi dovrebbe dare alcune risposte, cioè Antonio Conte. Lo definisco manager più che allenatore, perché ha un peso molto importante nel club. Secondo lei Conte resterà al Napoli anche nella prossima stagione?
 
"Per me sì. Questo è il mio pensiero. Il Napoli è una squadra forte, con una struttura importante. Non serve rivoluzionare tutto, basta puntellare la rosa in alcuni ruoli. E poi le faccio una domanda: se Conte dovesse lasciare Napoli, dove andrebbe? Quale squadra in Italia potrebbe offrirgli una base tecnica così solida? Allo stesso tempo mi chiedo anche il contrario: se il Napoli dovesse perdere Conte, da dove ripartirebbe? Dovrebbe ricominciare tutto da capo con un nuovo progetto tecnico. Io penso che la soluzione migliore sia continuare insieme, perché conviene a tutti. Naturalmente alcune problematiche devono essere affrontate e risolte, soprattutto quella legata agli infortuni. Qualcuno all'interno del club deve spiegare cosa è successo davvero in questa stagione, perché non può essere soltanto sfortuna o una stagione maledetta. Su questo il Napoli dovrà trovare delle risposte".
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IL COMMENTO - Piccari: "Napoli, per me Conte resta, quale squadra in Italia potrebbe offrirgli una base tecnica così solida?"

di Redazione

11/03/2026 - 12:22

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
È il fallimento dell'Atalanta o del movimento calcistico italiano?
 
"Penso più la seconda. Quest'anno la Champions League è stata un fallimento per il calcio italiano. L'Atalanta aveva di fronte un avversario molto complicato da affrontare come il Bayern Monaco e bisogna considerare anche una minore esperienza in questo tipo di partite. Inoltre l'Atalanta sta vivendo una stagione di cambiamento, c'è stato il passaggio da Gian Piero Gasperini a Raffaele Palladino e quando cambi guida tecnica è normale attraversare una fase di ricostruzione. Non mi aspettavo una sconfitta così pesante, ma la sconfitta in sé era prevedibile perché in questo momento il Bayern è una squadra molto difficile da affrontare per le italiane. Detto questo, per me resta soprattutto un fallimento del calcio italiano in Champions. Se mi chiede quale delle squadre italiane ha fatto peggio, faccio una graduatoria: metto l'Inter al primo posto come delusione, poi subito dietro il Napoli, e poi Juventus e Atalanta. L'Atalanta non me la sento di definirla un fallimento totale perché è stata l'unica ad arrivare agli ottavi. L'Inter invece, che è la squadra più forte del nostro campionato e che ha fatto due finali di Champions negli ultimi anni, è uscita contro il Bodø/Glimt. Con tutto il rispetto per loro, che stanno crescendo e stanno facendo bene, resta comunque una grande delusione. Anche il Napoli ha deluso perché non puoi arrivare trentesimo nella prima fase della Champions League. Queste, secondo me, sono le grandi delusioni del calcio italiano in questa competizione".
 
In questo momento il nostro calcio non sembra all'altezza delle avversarie in Champions League. Dobbiamo aspettarci qualcosa di positivo invece tra Europa League e Conference League?
 
"Forse sono competizioni un po' più alla nostra portata in questo momento. C'è questo confronto tra Bologna e Roma che può dire molto. La Roma mi sembra una squadra più pronta in questo momento, anche se vive una fase delicata della stagione. Saranno due settimane cruciali perché ci sono partite importanti tra campionato ed Europa League. Il Bologna invece ha avuto una stagione con più bassi che alti e adesso deve dimostrare qualcosa proprio in Europa. L'Europa League può essere più abbordabile per noi, così come la Conference League, dove la Fiorentina è sempre stata protagonista negli ultimi anni. Non dimentichiamo che la Fiorentina ha fatto più finali in questa competizione, anche se non è riuscita a vincerla. Però va anche ricordato che negli ultimi anni l'Inter ha fatto due finali di Champions e che l'Atalanta ha vinto l'Europa League. Quindi nel quadro generale non è tutto da buttare. Ci sono stagioni in cui il calcio italiano è più competitivo e altre, come questa, che risultano più negative".
 
La sconfitta dell'Inter nel derby contro il Milan riapre la corsa scudetto secondo lei?
 
"No, per me no. Le rispondo in maniera molto netta, per me non si riapre. Rende sicuramente più interessante la parte finale del campionato, ma non cambia il discorso scudetto. Se guardiamo il percorso dell'Inter fino a oggi vediamo una squadra che ha avuto un cammino molto regolare. È vero che ha perso due derby contro il Milan, che è la squadra che le ha creato più difficoltà, però subito dopo ha sempre reagito con una serie di risultati positivi. Io credo che l'Inter possa riprendere quel tipo di percorso già dalle prossime partite. È vero che ha un calendario impegnativo con Atalanta, Fiorentina, Roma e Como, ma sono anche squadre che nel girone d'andata ha già battuto. Non sono convinto invece che il Milan possa mantenere un ritmo perfetto da qui alla fine e le dico anche un'altra cosa: penso che il Napoli, recuperando diversi giocatori, possa fare una striscia importante di risultati".
 
Torniamo proprio al Napoli. Un Napoli che, nella migliore delle ipotesi, può arrivare terzo oppure secondo lei può ancora competere per il secondo posto?
 
"Per me può competere per il secondo posto. Non sono sicuro che ci riuscirà, ma penso che abbia più possibilità di fare una serie di vittorie rispetto al Milan di mantenere un rendimento così alto fino alla fine. È una mia convinzione. Il Napoli sta recuperando diversi giocatori e nelle ultime partite si è visto di nuovo il valore di alcuni dei suoi uomini più importanti. Questa squadra può fare molto bene nel finale di stagione. Onestamente sarebbe quasi un'anomalia se arrivasse terza, perché è stata falcidiata dagli infortuni per gran parte dell'anno. Senza tutti quei problemi fisici sarebbe stata molto più vicina all'Inter e il campionato sarebbe stato ancora più aperto. Detto questo, gli infortuni non devono essere un alibi. Io continuo a chiedermi cosa sia successo davvero a Napoli in questa stagione da quel punto di vista".
 
A questo punto le faccio un'ultima domanda che riguarda chi dovrebbe dare alcune risposte, cioè Antonio Conte. Lo definisco manager più che allenatore, perché ha un peso molto importante nel club. Secondo lei Conte resterà al Napoli anche nella prossima stagione?
 
"Per me sì. Questo è il mio pensiero. Il Napoli è una squadra forte, con una struttura importante. Non serve rivoluzionare tutto, basta puntellare la rosa in alcuni ruoli. E poi le faccio una domanda: se Conte dovesse lasciare Napoli, dove andrebbe? Quale squadra in Italia potrebbe offrirgli una base tecnica così solida? Allo stesso tempo mi chiedo anche il contrario: se il Napoli dovesse perdere Conte, da dove ripartirebbe? Dovrebbe ricominciare tutto da capo con un nuovo progetto tecnico. Io penso che la soluzione migliore sia continuare insieme, perché conviene a tutti. Naturalmente alcune problematiche devono essere affrontate e risolte, soprattutto quella legata agli infortuni. Qualcuno all'interno del club deve spiegare cosa è successo davvero in questa stagione, perché non può essere soltanto sfortuna o una stagione maledetta. Su questo il Napoli dovrà trovare delle risposte".