Calcio
IL MESSAGGIO - Immobile lascia il calcio: "Ho vissuto un meraviglioso sogno, fino all’ultimo giorno"
15.08.2026 11:14 di Napoli Magazine
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Nella giornata di giovedì 14 agosto, Ciro Immobile ha annunciato il ritiro dal calcio giocato all’età di 36 anni. A ufficializzare la decisione è stato il Paris FC, ultimo club della sua carriera. Prima ancora del comunicato, però, l’ex Lazio aveva parlato con il cuore in mano ai compagni, raccontando la propria scelta dopo gli ultimi sei mesi trascorsi a Parigi, dove era arrivato a gennaio dal Bologna.

Ciro Immobile ha poi voluto lasciare un messaggio su Instagram a tutti i tifosi che lo hanno amato e sostenuto durante la sua carriera, ripercorrendo il proprio viaggio e ringraziando i club dei quali ha indossato la maglia: "E adesso, permettetemi di chiudere gli occhi un istante. Non voglio rimanere solo, ho semplicemente bisogno di mettere insieme i pensieri, e poi di trattenerli, proprio ora che diventano ricordi. Il momento è arrivato, il pallone si ferma qui. Appendere le scarpe al chiodo è un modo di dire che non mi piace, sembra triste e crudele."

L'attaccante ha voluto ripercorrere tutte le tappe della sua lunga carriera, oltre a ringraziare i club che hanno fatto parte di quest'ultima: "Io, i miei scarpini, li voglio appoggiare con delicatezza, su un cuscino molto morbido. Mi hanno accompagnato esattamente dove sognavo di arrivare. Torre Annunziata-Parigi è stato il mio viaggio perfetto, partendo da un pianeta e atterrando su un altro. Dai campetti sgarrupati sotto casa alla Tour Eiffel. In mezzo, una galassia speciale. Ho iniziato a giocare a 4 anni nel Torre Annunziata ’88, con la maglia numero 20, perché la 9 l’avevano rubata. Crescendo, ho sognato di diventare Del Piero, il mio idolo: alla Juventus ho esordito al suo posto, sia in serie A che in Champions League. Segnali, battiti, destino. La prima partita da professionista l’ho giocata con il Sorrento, nella Coppa Italia di C, il resto è una carrellata di brividi ed emozioni: Siena, Pescara, Grosseto, Genoa, Torino due volte, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC. Nuove esperienze, vecchie passioni, tante prime volte".

Immobile ha quindi ricordato gli allenatori incontrati nel corso della sua carriera e spiegato le ragioni che lo hanno portato a fermarsi: "E poi geografia, cuore. Soprattutto cuore. Con allenatori che mi hanno fatto un regalo eterno, un piccolo pezzettino di ciascuno di loro: Cioffi, Conte, Serena, Zeman, De Canio, Ventura, Klopp, Emery, Inzaghi, Sarri, van Bronckhorst, Italiano. Con Mancini sono diventato Campione d’Europa. Ho deciso di smettere perché lo dovevo a me stesso e ai miei tifosi. Non riesco più ad essere il Ciro di una volta, il 4 volte capocannoniere della serie A, il vincitore della Scarpa d’Oro: il fisico ha presentato il conto, quindi meglio fermarsi. Con il sorriso".

Nella parte conclusiva, il pensiero dell’attaccante è andato alla famiglia e alle persone che gli sono sempre rimaste accanto: "Accompagnato verso l’uscita dalle mie persone speciali. Da mia moglie Jessica. Dai miei figli Michela, Giorgia, Mattia, Andrea. Da papà Antonio e mamma Michela. Da mio fratello Luigi. Dai miei agenti Alessandro Moggi e Marco Sommella. Grazie a tutti. Nessuno sia triste per me, perché io sono molto felice. Ho vissuto un meraviglioso sogno, fino all’ultimo giorno".

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IL MESSAGGIO - Immobile lascia il calcio: "Ho vissuto un meraviglioso sogno, fino all’ultimo giorno"

di Redazione

15/08/2026 - 11:14

Nella giornata di giovedì 14 agosto, Ciro Immobile ha annunciato il ritiro dal calcio giocato all’età di 36 anni. A ufficializzare la decisione è stato il Paris FC, ultimo club della sua carriera. Prima ancora del comunicato, però, l’ex Lazio aveva parlato con il cuore in mano ai compagni, raccontando la propria scelta dopo gli ultimi sei mesi trascorsi a Parigi, dove era arrivato a gennaio dal Bologna.

Ciro Immobile ha poi voluto lasciare un messaggio su Instagram a tutti i tifosi che lo hanno amato e sostenuto durante la sua carriera, ripercorrendo il proprio viaggio e ringraziando i club dei quali ha indossato la maglia: "E adesso, permettetemi di chiudere gli occhi un istante. Non voglio rimanere solo, ho semplicemente bisogno di mettere insieme i pensieri, e poi di trattenerli, proprio ora che diventano ricordi. Il momento è arrivato, il pallone si ferma qui. Appendere le scarpe al chiodo è un modo di dire che non mi piace, sembra triste e crudele."

L'attaccante ha voluto ripercorrere tutte le tappe della sua lunga carriera, oltre a ringraziare i club che hanno fatto parte di quest'ultima: "Io, i miei scarpini, li voglio appoggiare con delicatezza, su un cuscino molto morbido. Mi hanno accompagnato esattamente dove sognavo di arrivare. Torre Annunziata-Parigi è stato il mio viaggio perfetto, partendo da un pianeta e atterrando su un altro. Dai campetti sgarrupati sotto casa alla Tour Eiffel. In mezzo, una galassia speciale. Ho iniziato a giocare a 4 anni nel Torre Annunziata ’88, con la maglia numero 20, perché la 9 l’avevano rubata. Crescendo, ho sognato di diventare Del Piero, il mio idolo: alla Juventus ho esordito al suo posto, sia in serie A che in Champions League. Segnali, battiti, destino. La prima partita da professionista l’ho giocata con il Sorrento, nella Coppa Italia di C, il resto è una carrellata di brividi ed emozioni: Siena, Pescara, Grosseto, Genoa, Torino due volte, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC. Nuove esperienze, vecchie passioni, tante prime volte".

Immobile ha quindi ricordato gli allenatori incontrati nel corso della sua carriera e spiegato le ragioni che lo hanno portato a fermarsi: "E poi geografia, cuore. Soprattutto cuore. Con allenatori che mi hanno fatto un regalo eterno, un piccolo pezzettino di ciascuno di loro: Cioffi, Conte, Serena, Zeman, De Canio, Ventura, Klopp, Emery, Inzaghi, Sarri, van Bronckhorst, Italiano. Con Mancini sono diventato Campione d’Europa. Ho deciso di smettere perché lo dovevo a me stesso e ai miei tifosi. Non riesco più ad essere il Ciro di una volta, il 4 volte capocannoniere della serie A, il vincitore della Scarpa d’Oro: il fisico ha presentato il conto, quindi meglio fermarsi. Con il sorriso".

Nella parte conclusiva, il pensiero dell’attaccante è andato alla famiglia e alle persone che gli sono sempre rimaste accanto: "Accompagnato verso l’uscita dalle mie persone speciali. Da mia moglie Jessica. Dai miei figli Michela, Giorgia, Mattia, Andrea. Da papà Antonio e mamma Michela. Da mio fratello Luigi. Dai miei agenti Alessandro Moggi e Marco Sommella. Grazie a tutti. Nessuno sia triste per me, perché io sono molto felice. Ho vissuto un meraviglioso sogno, fino all’ultimo giorno".