A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Riccardo Cucchi: "Il calcio nasce in Inghilterra, in Europa. Ma quando il calcio è approdato in Sudamerica ha acquistato umanità, poesia. Vedere Messi all'opera è stato bellissimo, proprio nel giorno dei 40 anni del gol del Secolo di Maradona. Penso che ci sia stata continuità. Cosa può portare Malagò? Non ho mai dubitato che potesse perdere il confronto con Abete. Vorrei che ci sia una profonda rivoluzione. Mi auguro che sia capace di rivoluzionare. Non è un problema di commissario tecnico, di Mancini o di Conte. Il vero problema è il bagaglio tecnico, che si è impoverito. E bisogna indagare. Per me entrambi sono indifferenti. Il problema non è il manico. Al nostro calcio manca il talento. Si perde lungo la strada. Abbiamo l'U17 che è campione d'Europa di categoria. Ma i giovani non riescono a trovare collocazione tecnica. Serve coraggio. Ci vuole anche la capacità di riorganizzare il sistema calcio. Vorrei un calcio dove la cosa più importante è la crescita. In Spagna si applaude anche chi gioca bene ma perde. Maldini, Del Piero, Baggio, c'è una domanda che mi pongo: la FIGC si è affidata all'esperienza di Malagò. Per quale ragione il nostro calcio non riesce a produrre un presidente ex calciatore? In Francia, Germania, Polonia è già successo. Vedrei con grande favore che al fianco di Malagò possano emergere dirigenti che sono stati ex calciatori. Mi è capitato tra le mani un manuale utilizzato nelle cantere spagnole. Una linea guida distribuita dalla federazione ai tecnici impegnati allo sviluppo del calcio giovanili. Metà manuale è dedicato al dribbling e all'uno contro uno. Non sono affatto convinto che non sono nati talenti dal 2006. La FIGC deve fare esattamente come ha fatto la federazione spagnola: dare indicazioni tecniche. La verità è che il nostro calcio ha delegato il talento ai privati. Oggi per far giocare un bambino a calcio deve pagare".
di Redazione
23/06/2026 - 17:51
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Riccardo Cucchi: "Il calcio nasce in Inghilterra, in Europa. Ma quando il calcio è approdato in Sudamerica ha acquistato umanità, poesia. Vedere Messi all'opera è stato bellissimo, proprio nel giorno dei 40 anni del gol del Secolo di Maradona. Penso che ci sia stata continuità. Cosa può portare Malagò? Non ho mai dubitato che potesse perdere il confronto con Abete. Vorrei che ci sia una profonda rivoluzione. Mi auguro che sia capace di rivoluzionare. Non è un problema di commissario tecnico, di Mancini o di Conte. Il vero problema è il bagaglio tecnico, che si è impoverito. E bisogna indagare. Per me entrambi sono indifferenti. Il problema non è il manico. Al nostro calcio manca il talento. Si perde lungo la strada. Abbiamo l'U17 che è campione d'Europa di categoria. Ma i giovani non riescono a trovare collocazione tecnica. Serve coraggio. Ci vuole anche la capacità di riorganizzare il sistema calcio. Vorrei un calcio dove la cosa più importante è la crescita. In Spagna si applaude anche chi gioca bene ma perde. Maldini, Del Piero, Baggio, c'è una domanda che mi pongo: la FIGC si è affidata all'esperienza di Malagò. Per quale ragione il nostro calcio non riesce a produrre un presidente ex calciatore? In Francia, Germania, Polonia è già successo. Vedrei con grande favore che al fianco di Malagò possano emergere dirigenti che sono stati ex calciatori. Mi è capitato tra le mani un manuale utilizzato nelle cantere spagnole. Una linea guida distribuita dalla federazione ai tecnici impegnati allo sviluppo del calcio giovanili. Metà manuale è dedicato al dribbling e all'uno contro uno. Non sono affatto convinto che non sono nati talenti dal 2006. La FIGC deve fare esattamente come ha fatto la federazione spagnola: dare indicazioni tecniche. La verità è che il nostro calcio ha delegato il talento ai privati. Oggi per far giocare un bambino a calcio deve pagare".