Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto Alessandro Giudice: "Il teorema dei criceti in gabbia è l'immagine più efficace che fa da filo conduttore alla spiegazione su come funziona questo sistema perverso di come vengono distribuiti gli incentivi all’interno del calcio. Le risorse vengono spartite tra le squadre che riescono a qualificarsi, ad andare avanti in Champions e capitalizzare i propri introiti. Questo modo di ridistribuire le risorse genera una tipo di distribuzione di risorse e di concorrenza che premia chi merita, ma che spinge le squadre a spendere più del necessario per attrezzarsi e andare avanti. Nessuno che è razionale può opporsi al merito, ma questo modo di distribuire le risorse genera un’eccessiva competizione fra le varie squadre che puntano ad arrivare in Champions e devono attrezzarsi a questo modo. Se alcune squadre iniziano la stagione con l’obiettivo di arrivare in Champions e di qualificarsi tra i primi quattro posti, matematicamente uno o due squadre restano fuori. Da quel momento si parla di stagione fallimentare e di soldi spesi male. Questo meccanismo diabolico, quindi, spinge le squadre a spendere più del necessario e non distribuisce le risorse equamente tra le varie squadre. Negli Stati Uniti c’è un sistema diverso poiché si applica il cosiddetto “Salary gap”. Una specie di “comunismo” dove le risorse vengono distribuite equamente tra tutte le squadre della Major League in modo che tutti partono dalla stessa base. In Europa questo sistema non si può applicare, perché le quote dei ricavi devono garantire la visibilità dello spettacolo. Quindi, bisogna eliminare quei meccanismi collusivi che danneggiano lo spettacolo e fanno perdere credibilità al gioco. Bisogna fare in modo che le squadre non debbano correre e svenarsi per costruire una squadra forte, comprare giocatori forti e ritrovarsi in situazioni economiche difficili. Infatti, credo che uno tra Milan, Juventus e Roma quest’anno rimarrà fuori dalle prime quattro. Non credo ci siano rischi sull’ipotesi di ridimensionamento del Napoli. La squadra partenopea è seconda in classifica e ha buone probabilità di qualificarsi in Champions. Uno dei problemi del Napoli è rappresentato dalla quota degli ingressi dello stadio che con uno stadio di proprietà potrebbe aumentare i ricavi del club. La Juventus ha triplicate le sue entrate con lo stadio. L’Inter ha costruito la sua rosa negli anni con una dirigenza molto capace che è stata la forza trainante del club e ha costruito una base solida e forte su cui partire. I nerazzurri non sono un esempio virtuoso di gestione economica, Zhang si è trovato in difficoltà negli anni passati. L’Inter ha vinto lo scudetto perché ha la squadra più forte di tutti e non perché ha fatto una grande campagna acquisti".
di Redazione
08/05/2026 - 15:33
Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto Alessandro Giudice: "Il teorema dei criceti in gabbia è l'immagine più efficace che fa da filo conduttore alla spiegazione su come funziona questo sistema perverso di come vengono distribuiti gli incentivi all’interno del calcio. Le risorse vengono spartite tra le squadre che riescono a qualificarsi, ad andare avanti in Champions e capitalizzare i propri introiti. Questo modo di ridistribuire le risorse genera una tipo di distribuzione di risorse e di concorrenza che premia chi merita, ma che spinge le squadre a spendere più del necessario per attrezzarsi e andare avanti. Nessuno che è razionale può opporsi al merito, ma questo modo di distribuire le risorse genera un’eccessiva competizione fra le varie squadre che puntano ad arrivare in Champions e devono attrezzarsi a questo modo. Se alcune squadre iniziano la stagione con l’obiettivo di arrivare in Champions e di qualificarsi tra i primi quattro posti, matematicamente uno o due squadre restano fuori. Da quel momento si parla di stagione fallimentare e di soldi spesi male. Questo meccanismo diabolico, quindi, spinge le squadre a spendere più del necessario e non distribuisce le risorse equamente tra le varie squadre. Negli Stati Uniti c’è un sistema diverso poiché si applica il cosiddetto “Salary gap”. Una specie di “comunismo” dove le risorse vengono distribuite equamente tra tutte le squadre della Major League in modo che tutti partono dalla stessa base. In Europa questo sistema non si può applicare, perché le quote dei ricavi devono garantire la visibilità dello spettacolo. Quindi, bisogna eliminare quei meccanismi collusivi che danneggiano lo spettacolo e fanno perdere credibilità al gioco. Bisogna fare in modo che le squadre non debbano correre e svenarsi per costruire una squadra forte, comprare giocatori forti e ritrovarsi in situazioni economiche difficili. Infatti, credo che uno tra Milan, Juventus e Roma quest’anno rimarrà fuori dalle prime quattro. Non credo ci siano rischi sull’ipotesi di ridimensionamento del Napoli. La squadra partenopea è seconda in classifica e ha buone probabilità di qualificarsi in Champions. Uno dei problemi del Napoli è rappresentato dalla quota degli ingressi dello stadio che con uno stadio di proprietà potrebbe aumentare i ricavi del club. La Juventus ha triplicate le sue entrate con lo stadio. L’Inter ha costruito la sua rosa negli anni con una dirigenza molto capace che è stata la forza trainante del club e ha costruito una base solida e forte su cui partire. I nerazzurri non sono un esempio virtuoso di gestione economica, Zhang si è trovato in difficoltà negli anni passati. L’Inter ha vinto lo scudetto perché ha la squadra più forte di tutti e non perché ha fatto una grande campagna acquisti".