Giorgio Perinetti, dirigente sportivo, è intervenuto nel corso di “Radiogoal” in onda su Radio Kiss Kiss Napoli: “L’anno scorso Conte ha vinto quello scudetto contro l’Inter facendo un’impresa incredibile. Uno scudetto sofferto e strappato coi denti, se si vuole sottovalutare questo allora non posso dire nulla. Tra l’altro alla fine meritatissimo contro una squadra fortissima, non è stata una passeggiata. Conte ha dato mentalità fin da subito alla sua squadra, e non capisco perché ogni volta che si parla di lui bisogna dividersi o parlarne male. Ogni grande allenatore ha le sue caratteristiche ed il suo modo di comunicare, nessuno ha il metodo giusto e non bisogna criticare Antonio per come è fatto. Va elogiato per ciò che ha fatto fino a questo momento, per ciò che ha conquistato e dimostrato a Napoli come nel resto della sua carriera. La prima componente per giudicare un calciatore deve essere la sua tecnica. Poi è chiaro che un allenatore può lavorare tatticamente e mentalmente su di un ragazzo, per permettergli di affrontare stadi importanti come il Maradona o i palcoscenici internazionali. Quando lanci un giovane è sempre difficilissimo, con Vergara si sono create delle condizioni particolari ma lui era stato già preparato nella maniera migliore per affrontare le sfide che gli si presenteranno”.
di Redazione
04/02/2026 - 14:05
Giorgio Perinetti, dirigente sportivo, è intervenuto nel corso di “Radiogoal” in onda su Radio Kiss Kiss Napoli: “L’anno scorso Conte ha vinto quello scudetto contro l’Inter facendo un’impresa incredibile. Uno scudetto sofferto e strappato coi denti, se si vuole sottovalutare questo allora non posso dire nulla. Tra l’altro alla fine meritatissimo contro una squadra fortissima, non è stata una passeggiata. Conte ha dato mentalità fin da subito alla sua squadra, e non capisco perché ogni volta che si parla di lui bisogna dividersi o parlarne male. Ogni grande allenatore ha le sue caratteristiche ed il suo modo di comunicare, nessuno ha il metodo giusto e non bisogna criticare Antonio per come è fatto. Va elogiato per ciò che ha fatto fino a questo momento, per ciò che ha conquistato e dimostrato a Napoli come nel resto della sua carriera. La prima componente per giudicare un calciatore deve essere la sua tecnica. Poi è chiaro che un allenatore può lavorare tatticamente e mentalmente su di un ragazzo, per permettergli di affrontare stadi importanti come il Maradona o i palcoscenici internazionali. Quando lanci un giovane è sempre difficilissimo, con Vergara si sono create delle condizioni particolari ma lui era stato già preparato nella maniera migliore per affrontare le sfide che gli si presenteranno”.