Ariedo Braida, dirigente sportivo, ha rilasciato un'intervista a Il Messaggero Veneto: "I Pozzo hanno creato una magia chiamata Udinese, sono un esempio per tutto il calcio italiano chiamato a uscire dalla crisi. Milan? "La squadra deve essere modificata tatticamente, è evidente. Bisogna correre ai ripari adesso, in vista della prossima stagione, se il Milan vorrà tornare competitivo in Italia e in Europa. Se pensiamo che considerano Lewandowski, capiamo bene la situazione. Il Milan è un punto d'arrivo per pochi, non per tutti. Se non dimostri di essere all'altezza, riparti presto verso altri lidi. Davis? Potenza notevole, trovare oggi punte di questo spessore è difficile, credetemi: devi girare per pescare qualcuno così. Zaniolo? Lo conosco molto bene, sono stato a un passo a portarlo al Barcellona: è passato del tempo, ma desidero dirgli di non sprecare più il suo talento. Gianpaolo Pozzo sa cosa penso della loro gestione, ho la confidenza per dirgli che deve tenere la società. Per venderla a chi, poi? Chi ha avuto la sua passione, negli ultimi quarant'anni? Sono eccellenza e orgoglio del Friuli: capisco che ci sono i quattrini di mezzo, poi".
di Redazione
09/04/2026 - 21:31
Ariedo Braida, dirigente sportivo, ha rilasciato un'intervista a Il Messaggero Veneto: "I Pozzo hanno creato una magia chiamata Udinese, sono un esempio per tutto il calcio italiano chiamato a uscire dalla crisi. Milan? "La squadra deve essere modificata tatticamente, è evidente. Bisogna correre ai ripari adesso, in vista della prossima stagione, se il Milan vorrà tornare competitivo in Italia e in Europa. Se pensiamo che considerano Lewandowski, capiamo bene la situazione. Il Milan è un punto d'arrivo per pochi, non per tutti. Se non dimostri di essere all'altezza, riparti presto verso altri lidi. Davis? Potenza notevole, trovare oggi punte di questo spessore è difficile, credetemi: devi girare per pescare qualcuno così. Zaniolo? Lo conosco molto bene, sono stato a un passo a portarlo al Barcellona: è passato del tempo, ma desidero dirgli di non sprecare più il suo talento. Gianpaolo Pozzo sa cosa penso della loro gestione, ho la confidenza per dirgli che deve tenere la società. Per venderla a chi, poi? Chi ha avuto la sua passione, negli ultimi quarant'anni? Sono eccellenza e orgoglio del Friuli: capisco che ci sono i quattrini di mezzo, poi".