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IL PENSIERO - Gravina: "Il calcio non è di Infantino, non si vendono i Mondiali"
30.07.2026 14:24 di Napoli Magazine
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L'ex presidente della Figc e attuale vicepresidente Uefa Gabriele Gravina ha duramente attaccato il presidente della Fifa Gianni Infantino su "Repubblica", denunciando il progetto segreto di privatizzare la competizione e tuonando così: "Il calcio non è di Infantino, o di chi ricopre ruoli al vertice delle istituzioni". Nel mirino c'è "l'arroganza di assegnare a se stesso un potere che non esiste o la proprietà del pallone" attraverso l'idea di "vendere i Mondiali", un "progetto di cui si è saputo dalla stampa internazionale, di cui la Fifa non aveva parlato con nessuno". Per Gravina "questo non è davvero accettabile. Il calcio non è solo business", ed è "grave è che si dica di fare questa operazione per dare più soldi alle federazioni, peraltro nell'anno delle elezioni della Fifa", dal momento che "il calcio, le federazioni, più che dei soldi hanno bisogno di rispetto". Il dirigente italiano ha inoltre denunciato che "ai Mondiali abbiamo visto qualcosa di inaccettabile", puntando il dito contro "le ingerenze della politica accettate da Infantino".

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IL PENSIERO - Gravina: "Il calcio non è di Infantino, non si vendono i Mondiali"

di Redazione

30/07/2026 - 14:24

L'ex presidente della Figc e attuale vicepresidente Uefa Gabriele Gravina ha duramente attaccato il presidente della Fifa Gianni Infantino su "Repubblica", denunciando il progetto segreto di privatizzare la competizione e tuonando così: "Il calcio non è di Infantino, o di chi ricopre ruoli al vertice delle istituzioni". Nel mirino c'è "l'arroganza di assegnare a se stesso un potere che non esiste o la proprietà del pallone" attraverso l'idea di "vendere i Mondiali", un "progetto di cui si è saputo dalla stampa internazionale, di cui la Fifa non aveva parlato con nessuno". Per Gravina "questo non è davvero accettabile. Il calcio non è solo business", ed è "grave è che si dica di fare questa operazione per dare più soldi alle federazioni, peraltro nell'anno delle elezioni della Fifa", dal momento che "il calcio, le federazioni, più che dei soldi hanno bisogno di rispetto". Il dirigente italiano ha inoltre denunciato che "ai Mondiali abbiamo visto qualcosa di inaccettabile", puntando il dito contro "le ingerenze della politica accettate da Infantino".