Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni in mixed zone dopo la vittoria in amichevole contro la Juventus: "Si può sempre far meglio, ma per quelli che eravamo oggi si chiude nel miglior modo possibile, senza infortuni e con una buona prestazione. In porta non parlo di gerarchie, non esistono titolari né riserve: tutti avranno possibilità di dare contributo alla nostra causa. Il secondo tempo non mi è piaciuto per niente, abbiamo concesso campo e palleggio. Se la Juve è più temibile? Una buona squadra allenata bene, le partite in preparazione contano poco. È una squadra forte che sicuramente dirà la sua in questa stagione. Non siamo ancora pronti: mancano le gambe, manca qualche settimana in più, qualche allenamento per trovare brillantezza. Diouf? Dalla partita col Karlsruher fino a oggi vedo miglioramenti, sono contento. Ho il compito di allenarli e dar loro fiducia e possibilità di esprimere al meglio le loro qualità. Non devo promuovere nessuno, hanno fatto vedere le qualità, mi interessa la reazione agli errori e come si sta in campo affrontando un determinato tipo di giocatori".
di Redazione
08/08/2026 - 16:55
Cristian Chivu, allenatore dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni in mixed zone dopo la vittoria in amichevole contro la Juventus: "Si può sempre far meglio, ma per quelli che eravamo oggi si chiude nel miglior modo possibile, senza infortuni e con una buona prestazione. In porta non parlo di gerarchie, non esistono titolari né riserve: tutti avranno possibilità di dare contributo alla nostra causa. Il secondo tempo non mi è piaciuto per niente, abbiamo concesso campo e palleggio. Se la Juve è più temibile? Una buona squadra allenata bene, le partite in preparazione contano poco. È una squadra forte che sicuramente dirà la sua in questa stagione. Non siamo ancora pronti: mancano le gambe, manca qualche settimana in più, qualche allenamento per trovare brillantezza. Diouf? Dalla partita col Karlsruher fino a oggi vedo miglioramenti, sono contento. Ho il compito di allenarli e dar loro fiducia e possibilità di esprimere al meglio le loro qualità. Non devo promuovere nessuno, hanno fatto vedere le qualità, mi interessa la reazione agli errori e come si sta in campo affrontando un determinato tipo di giocatori".