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L'ANALISI - Fanna: "Gente come Maldini e Totti può aiutare la FIGC, Gattuso? Dispiace per lui, ci ha messo anima e corpo"
03.04.2026 00:54 di Napoli Magazine
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Pierino Fanna, ex centrocampista, ha rilasciato un'intervista a Tuttomercatoweb.com: "Nuovo presidente della FIGC? Ci possono stare sia l'uno che l'altro. La parte istituzionale è importante, così come per i cambiamenti servono anche i pareri e le decisioni di figure che hanno fatto la storia di questo sport, come possono essere Maldini, Totti e via dicendo. Gente credibile. Servirebbe una ventata di tecnica, lasciando perdere la parte fisica, che è fin troppo sviluppata nel calcio moderno. Mi dispiace per Gattuso, ci ha messo anima e corpo, si vede che ha dato tutto sé stesso, ci ha messo un sentimento e la sua faccia. Ha sofferto più lui di tutti quanti per come sente il calcio. Bisogna puntare su chi potrebbe costruire, lavorare con i giovani. Dalla scuola italiana ce ne sono, ma non deve mancare la materia prima, i giocatori che devono crescere anche con la loro personalità. Questo arriva solo attraverso le partite che questi ragazzi devono disputare, in Serie A ed a livello internazionale. Serve rischiare, però".

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L'ANALISI - Fanna: "Gente come Maldini e Totti può aiutare la FIGC, Gattuso? Dispiace per lui, ci ha messo anima e corpo"

di Redazione

03/04/2026 - 00:54

Pierino Fanna, ex centrocampista, ha rilasciato un'intervista a Tuttomercatoweb.com: "Nuovo presidente della FIGC? Ci possono stare sia l'uno che l'altro. La parte istituzionale è importante, così come per i cambiamenti servono anche i pareri e le decisioni di figure che hanno fatto la storia di questo sport, come possono essere Maldini, Totti e via dicendo. Gente credibile. Servirebbe una ventata di tecnica, lasciando perdere la parte fisica, che è fin troppo sviluppata nel calcio moderno. Mi dispiace per Gattuso, ci ha messo anima e corpo, si vede che ha dato tutto sé stesso, ci ha messo un sentimento e la sua faccia. Ha sofferto più lui di tutti quanti per come sente il calcio. Bisogna puntare su chi potrebbe costruire, lavorare con i giovani. Dalla scuola italiana ce ne sono, ma non deve mancare la materia prima, i giocatori che devono crescere anche con la loro personalità. Questo arriva solo attraverso le partite che questi ragazzi devono disputare, in Serie A ed a livello internazionale. Serve rischiare, però".