Calcio
L'ANALISI - La Marca: "De Bruyne ha ancora tanto da dare, il Mondiale potrà fornire ulteriori indicazioni sul suo futuro, Atta? Uno dei centrocampisti più interessanti del nostro campionato"
05.05.2026 11:16 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Come giudica la sfida tra Como e Napoli?

“La partita è stata ricca di sfaccettature e ha offerto molti spunti di riflessione. Nel primo tempo il Como ha fatto la gara, creando più volte i presupposti per il gol. Il Napoli, invece, si è ritrovato a difendersi basso senza però trovare la qualità necessaria in uscita per colpire in ripartenza l’undici di Cesc Fàbregas. Nella ripresa, con il passare dei minuti, la pressione del Como è progressivamente diminuita. Il Napoli ne ha approfittato anche grazie all’ingresso di Anguissa che, pur senza fare cose straordinarie, ha garantito qualcosa in più rispetto a un evanescente De Bruyne. Gli azzurri hanno così guadagnato campo nel finale, andando vicini alla vittoria prima con McTominay e poi con il palo colpito da Politano. Il pareggio è il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: da un lato resta la sensazione di un Como autore di una prestazione di alto livello, impreziosita dalla gara sontuosa di Nico Paz; dall’altro, il Napoli è stato messo alle corde per lunghi tratti, ma ha risposto con solidità soprattutto sul piano difensivo. Allo stesso tempo, è un punto che pesa in classifica: il Napoli guadagna sul Milan e mantiene invariato il distacco dalla Juventus, che ha sprecato una ghiotta occasione contro il Verona”.

Quale sarà il futuro di Kevin De Bruyne?

“È un discorso complesso, perché parliamo di un grandissimo campione che però, per vari motivi, non ha mai dato davvero l’impressione di riuscire a prendersi la squadra sulle spalle. Forse l’unico momento in cui lo ha fatto è stato nella sfida di Champions contro lo Sporting Lisbona. È evidente che anche l’infortunio, che lo ha tenuto fuori a lungo, abbia inciso in maniera significativa. In questa stagione, di fatto, il Napoli non ha potuto contare su due dei giocatori più attesi, Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, su cui si puntava molto, soprattutto per creare quella “connessione belga” che invece non si è mai vista davvero. Questo aspetto è indicativo delle difficoltà incontrate nel corso dell’annata. Prima di tutto, però, sarà fondamentale capire quale sarà la guida tecnica: se Antonio Conte resterà oppure se si andrà verso un nuovo allenatore. Da lì dipenderanno anche il ruolo e la centralità di questo giocatore nel Napoli della prossima stagione. Il mondiale potrà fornire ulteriori indicazioni, soprattutto sulle motivazioni di un campione che, a mio avviso, ha ancora tanto da dare". 

Come vedrebbe in azzurro Atta dell’Udinese?

“È sicuramente uno dei centrocampisti più interessanti del nostro campionato. Credo che abbia fatto uno step in avanti importante nel suo percorso di crescita, trovando con continuità la via del gol e diventando un po’ il leader tecnico dell’Udinese insieme a Zaniolo. È un giocatore che ha le caratteristiche giuste per il centrocampo di Antonio Conte: grande fisicità — parliamo di un profilo vicino al metro e novanta — ma anche una qualità nel dribbling che rappresenta un aspetto tutt’altro che da sottovalutare. Dal punto di vista tattico, Atta può essere impiegato come mezzala in un centrocampo a tre, con licenza di inserirsi e attaccare l’area. In un sistema come quello di Conte, la sua capacità di strappo palla al piede e di progressione lo renderebbe particolarmente utile nelle transizioni offensive, soprattutto contro difese schierate dove può creare superiorità numerica. Inoltre, la sua presenza fisica gli consente di essere efficace anche in fase di pressing e nel recupero palla alto. Per caratteristiche non può essere considerato l’erede di Anguissa, ma in un centrocampo come quello del Napoli lo vedrei bene, anche in una logica di rotazioni. Inoltre, Atta ha ulteriori margini di miglioramento, il che lo rende un profilo ancora più interessante in prospettiva”.

Come valuta il pari casalingo della Juventus con il Verona?

“La Juventus ha sprecato una ghiotta occasione: un pareggio che ha il sapore della sconfitta. Giocare contro una squadra senza più obiettivi, come l’Hellas Verona, non può essere preso sottogamba, e invece l’approccio iniziale dei bianconeri non è stato all’altezza. Ancora una volta, come già visto in altre situazioni — ad esempio contro il Lecce — la Juventus si è complicata la vita con una disattenzione difensiva evitabile. Nella ripresa, l’ingresso di Dušan Vlahovic ha dato qualcosa in più: il serbo ha trovato il gol del pareggio su calcio piazzato, riportando la squadra in partita. Tuttavia, nonostante l’1-1 arrivato intorno all’ora di gioco, i bianconeri non hanno mai dato la reale impressione di poter vincere la gara. Le occasioni create sono nate più da iniziative individuali che da una manovra collettiva fluida e organizzata. I pareggi casalinghi contro l’Hellas Verona, il Lecce e il Sassuolo rendono inevitabilmente più complicato il finale di stagione della Juventus. Sono punti lasciati per strada contro avversari alla portata che, a questo punto del campionato, pesano doppio. Nonostante tutto, i bianconeri restano ancora padroni del proprio destino nella corsa alla Champions League. Tuttavia, la prossima trasferta contro il Lecce sarà già un banco di prova decisivo: servirà una Juventus diversa, per atteggiamento e qualità, perché a questo punto della stagione non sono più ammessi passi falsi”.

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L'ANALISI - La Marca: "De Bruyne ha ancora tanto da dare, il Mondiale potrà fornire ulteriori indicazioni sul suo futuro, Atta? Uno dei centrocampisti più interessanti del nostro campionato"

di Redazione

05/05/2026 - 11:16

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Come giudica la sfida tra Como e Napoli?

“La partita è stata ricca di sfaccettature e ha offerto molti spunti di riflessione. Nel primo tempo il Como ha fatto la gara, creando più volte i presupposti per il gol. Il Napoli, invece, si è ritrovato a difendersi basso senza però trovare la qualità necessaria in uscita per colpire in ripartenza l’undici di Cesc Fàbregas. Nella ripresa, con il passare dei minuti, la pressione del Como è progressivamente diminuita. Il Napoli ne ha approfittato anche grazie all’ingresso di Anguissa che, pur senza fare cose straordinarie, ha garantito qualcosa in più rispetto a un evanescente De Bruyne. Gli azzurri hanno così guadagnato campo nel finale, andando vicini alla vittoria prima con McTominay e poi con il palo colpito da Politano. Il pareggio è il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: da un lato resta la sensazione di un Como autore di una prestazione di alto livello, impreziosita dalla gara sontuosa di Nico Paz; dall’altro, il Napoli è stato messo alle corde per lunghi tratti, ma ha risposto con solidità soprattutto sul piano difensivo. Allo stesso tempo, è un punto che pesa in classifica: il Napoli guadagna sul Milan e mantiene invariato il distacco dalla Juventus, che ha sprecato una ghiotta occasione contro il Verona”.

Quale sarà il futuro di Kevin De Bruyne?

“È un discorso complesso, perché parliamo di un grandissimo campione che però, per vari motivi, non ha mai dato davvero l’impressione di riuscire a prendersi la squadra sulle spalle. Forse l’unico momento in cui lo ha fatto è stato nella sfida di Champions contro lo Sporting Lisbona. È evidente che anche l’infortunio, che lo ha tenuto fuori a lungo, abbia inciso in maniera significativa. In questa stagione, di fatto, il Napoli non ha potuto contare su due dei giocatori più attesi, Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, su cui si puntava molto, soprattutto per creare quella “connessione belga” che invece non si è mai vista davvero. Questo aspetto è indicativo delle difficoltà incontrate nel corso dell’annata. Prima di tutto, però, sarà fondamentale capire quale sarà la guida tecnica: se Antonio Conte resterà oppure se si andrà verso un nuovo allenatore. Da lì dipenderanno anche il ruolo e la centralità di questo giocatore nel Napoli della prossima stagione. Il mondiale potrà fornire ulteriori indicazioni, soprattutto sulle motivazioni di un campione che, a mio avviso, ha ancora tanto da dare". 

Come vedrebbe in azzurro Atta dell’Udinese?

“È sicuramente uno dei centrocampisti più interessanti del nostro campionato. Credo che abbia fatto uno step in avanti importante nel suo percorso di crescita, trovando con continuità la via del gol e diventando un po’ il leader tecnico dell’Udinese insieme a Zaniolo. È un giocatore che ha le caratteristiche giuste per il centrocampo di Antonio Conte: grande fisicità — parliamo di un profilo vicino al metro e novanta — ma anche una qualità nel dribbling che rappresenta un aspetto tutt’altro che da sottovalutare. Dal punto di vista tattico, Atta può essere impiegato come mezzala in un centrocampo a tre, con licenza di inserirsi e attaccare l’area. In un sistema come quello di Conte, la sua capacità di strappo palla al piede e di progressione lo renderebbe particolarmente utile nelle transizioni offensive, soprattutto contro difese schierate dove può creare superiorità numerica. Inoltre, la sua presenza fisica gli consente di essere efficace anche in fase di pressing e nel recupero palla alto. Per caratteristiche non può essere considerato l’erede di Anguissa, ma in un centrocampo come quello del Napoli lo vedrei bene, anche in una logica di rotazioni. Inoltre, Atta ha ulteriori margini di miglioramento, il che lo rende un profilo ancora più interessante in prospettiva”.

Come valuta il pari casalingo della Juventus con il Verona?

“La Juventus ha sprecato una ghiotta occasione: un pareggio che ha il sapore della sconfitta. Giocare contro una squadra senza più obiettivi, come l’Hellas Verona, non può essere preso sottogamba, e invece l’approccio iniziale dei bianconeri non è stato all’altezza. Ancora una volta, come già visto in altre situazioni — ad esempio contro il Lecce — la Juventus si è complicata la vita con una disattenzione difensiva evitabile. Nella ripresa, l’ingresso di Dušan Vlahovic ha dato qualcosa in più: il serbo ha trovato il gol del pareggio su calcio piazzato, riportando la squadra in partita. Tuttavia, nonostante l’1-1 arrivato intorno all’ora di gioco, i bianconeri non hanno mai dato la reale impressione di poter vincere la gara. Le occasioni create sono nate più da iniziative individuali che da una manovra collettiva fluida e organizzata. I pareggi casalinghi contro l’Hellas Verona, il Lecce e il Sassuolo rendono inevitabilmente più complicato il finale di stagione della Juventus. Sono punti lasciati per strada contro avversari alla portata che, a questo punto del campionato, pesano doppio. Nonostante tutto, i bianconeri restano ancora padroni del proprio destino nella corsa alla Champions League. Tuttavia, la prossima trasferta contro il Lecce sarà già un banco di prova decisivo: servirà una Juventus diversa, per atteggiamento e qualità, perché a questo punto della stagione non sono più ammessi passi falsi”.