L'ex attaccante Michele Padovano, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di 'Radio Goal', ha analizzato la sconfitta per 3-1 degli azzurri contro il Villarreal in Champions League, soffermandosi sulla mancata reazione della squadra dopo il pareggio degli spagnoli. Secondo Padovano, il Napoli aveva approcciato bene la gara, prima di perdere compattezza: “Il Napoli è partito bene i primi venti minuti, è andato in vantaggio, poteva anche raddoppiare, quindi diciamo che aveva la partita in controllo”. L'ex calciatore ha poi invitato a non attribuire tutte le responsabilità a Matteo Politano: “L'errore di Politano può succedere. È un errore che possono fare in tanti, quindi non va assolutamente colpevolizzato”. A preoccupare maggiormente è stato l'atteggiamento collettivo dopo l'1-1: “La squadra da quel momento in poi si è disunita, è successo un qualcosa di strano che non dovrebbe succedere”.
Uno dei temi centrali dell'intervento ha riguardato la convivenza tra Kevin De Bruyne e Scott McTominay, con Padovano che ha espresso forti perplessità sugli equilibri del centrocampo azzurro: “Io rimango convinto, una mia convinzione, per carità posso anche sbagliarmi, che McTominay e De Bruyne siano difficili da far coesistere. Molto difficile, non dico che non possano coesistere, ma è molto e molto difficile”. Il problema, secondo l'ex attaccante, riguarda soprattutto la fase di non possesso: “Sono tutti e due giocatori con grandi doti, spiccatamente offensive, e quindi diciamo che ieri si è vista una sofferenza a metà campo incredibile”. Padovano si è quindi soffermato sul rendimento del belga, sottolineando come l'età possa incidere sulle sue prestazioni: “De Bruyne è stato un campione. Oggi ancora non ce l'ha dimostrato a Napoli, né l'altro anno e tantomeno quest'anno come è partito, anche se voglio dire in nazionale ha fatto bene”. E ancora: “Gli anni si sentono per tutti e quindi chiaramente lui non è più quel giocatore di tre-quattro anni fa che era meraviglioso, era un piacere vederlo giocare”. Pur riconoscendone le qualità, l'ex calciatore ha suggerito un utilizzo più mirato: “Se utilizzato in una maniera intelligente e importante, trenta minuti, quando sei… è un giocatore come lui sicuramente ti può anche risolvere la partita”. Netta, invece, la posizione sull'affidargli la gestione della mediana: “Ma dargli le chiavi del centrocampo mi sembra un attimino un po' eccessivo”.
L'analisi di Padovano si è infine allargata alle difficoltà del calcio italiano nelle competizioni europee. L'ex attaccante ha evidenziato come la Serie A abbia perso attrattiva rispetto al passato: “Negli anni Novanta da noi venivano i campioni in assoluto del mondo e più giovani, adesso vengono a fine carriera”. Un esempio è quello di Luka Modric: “Modric a quarantun anni viene e a volte determina anche, quindi questo la dice lunga sul nostro campionato, a che livello sia”. Secondo Padovano, il divario con gli altri tornei europei emerge soprattutto sul piano dell'intensità: “Io trovo che guardo spesso i campionati esteri, sia la Premier che la Bundesliga, la stessa Spagna, hanno un altro ritmo, Walter, c'è un ritmo diverso”. Una differenza emersa anche contro il Villarreal: “Ieri vedevo che andavano a tremila gli spagnoli. Ecco, proprio te ne rendi conto quando affronti delle squadre così”. L'ex calciatore ha quindi richiamato le sconfitte europee di Napoli e Inter: “Le nostre prime della classe, Inter, Napoli degli ultimi anni, hanno perso contro il Brugge e contro il Villarreal, non contro il Real Madrid o il Barcellona”. Da qui la sua conclusione sul livello della Serie A: “Quindi secondo me bisogna essere obiettivi e consapevoli che il nostro è un campionato di secondo, terzo livello”.
di Redazione
14/10/2026 - 22:31
L'ex attaccante Michele Padovano, intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di 'Radio Goal', ha analizzato la sconfitta per 3-1 degli azzurri contro il Villarreal in Champions League, soffermandosi sulla mancata reazione della squadra dopo il pareggio degli spagnoli. Secondo Padovano, il Napoli aveva approcciato bene la gara, prima di perdere compattezza: “Il Napoli è partito bene i primi venti minuti, è andato in vantaggio, poteva anche raddoppiare, quindi diciamo che aveva la partita in controllo”. L'ex calciatore ha poi invitato a non attribuire tutte le responsabilità a Matteo Politano: “L'errore di Politano può succedere. È un errore che possono fare in tanti, quindi non va assolutamente colpevolizzato”. A preoccupare maggiormente è stato l'atteggiamento collettivo dopo l'1-1: “La squadra da quel momento in poi si è disunita, è successo un qualcosa di strano che non dovrebbe succedere”.
Uno dei temi centrali dell'intervento ha riguardato la convivenza tra Kevin De Bruyne e Scott McTominay, con Padovano che ha espresso forti perplessità sugli equilibri del centrocampo azzurro: “Io rimango convinto, una mia convinzione, per carità posso anche sbagliarmi, che McTominay e De Bruyne siano difficili da far coesistere. Molto difficile, non dico che non possano coesistere, ma è molto e molto difficile”. Il problema, secondo l'ex attaccante, riguarda soprattutto la fase di non possesso: “Sono tutti e due giocatori con grandi doti, spiccatamente offensive, e quindi diciamo che ieri si è vista una sofferenza a metà campo incredibile”. Padovano si è quindi soffermato sul rendimento del belga, sottolineando come l'età possa incidere sulle sue prestazioni: “De Bruyne è stato un campione. Oggi ancora non ce l'ha dimostrato a Napoli, né l'altro anno e tantomeno quest'anno come è partito, anche se voglio dire in nazionale ha fatto bene”. E ancora: “Gli anni si sentono per tutti e quindi chiaramente lui non è più quel giocatore di tre-quattro anni fa che era meraviglioso, era un piacere vederlo giocare”. Pur riconoscendone le qualità, l'ex calciatore ha suggerito un utilizzo più mirato: “Se utilizzato in una maniera intelligente e importante, trenta minuti, quando sei… è un giocatore come lui sicuramente ti può anche risolvere la partita”. Netta, invece, la posizione sull'affidargli la gestione della mediana: “Ma dargli le chiavi del centrocampo mi sembra un attimino un po' eccessivo”.
L'analisi di Padovano si è infine allargata alle difficoltà del calcio italiano nelle competizioni europee. L'ex attaccante ha evidenziato come la Serie A abbia perso attrattiva rispetto al passato: “Negli anni Novanta da noi venivano i campioni in assoluto del mondo e più giovani, adesso vengono a fine carriera”. Un esempio è quello di Luka Modric: “Modric a quarantun anni viene e a volte determina anche, quindi questo la dice lunga sul nostro campionato, a che livello sia”. Secondo Padovano, il divario con gli altri tornei europei emerge soprattutto sul piano dell'intensità: “Io trovo che guardo spesso i campionati esteri, sia la Premier che la Bundesliga, la stessa Spagna, hanno un altro ritmo, Walter, c'è un ritmo diverso”. Una differenza emersa anche contro il Villarreal: “Ieri vedevo che andavano a tremila gli spagnoli. Ecco, proprio te ne rendi conto quando affronti delle squadre così”. L'ex calciatore ha quindi richiamato le sconfitte europee di Napoli e Inter: “Le nostre prime della classe, Inter, Napoli degli ultimi anni, hanno perso contro il Brugge e contro il Villarreal, non contro il Real Madrid o il Barcellona”. Da qui la sua conclusione sul livello della Serie A: “Quindi secondo me bisogna essere obiettivi e consapevoli che il nostro è un campionato di secondo, terzo livello”.