Calcio
L'EX ARBITRO - Minelli: "Errori? C'è mediocrità, valutazioni soggettive, serve il commissariamento"
24.02.2026 18:30 di Napoli Magazine
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto l'ex arbitro di Serie A Daniele Minelli: "Verona-Udinese mia ultima partita in Serie A, presi il massimo dei voti. Parlai con Rocchi, che mi disse che avrei dovuto farne subito un'altra. Non so perché non l'ho mai più fatta. Forse meglio così, rispetto ad essere dentro queste situazioni in cui ogni settimana succede di tutto. Arbitri scarsi? Sicuramente mediocre, ma è un discorso che arriva da lontano dalla gestione dell'associazione, sempre politica anziché meritocratica. Le valutazioni arbitrali sono purtroppo molto e troppo soggettive e pochissime oggettivi. I risultati siano abbastanza evidenti. Quanto e come sono cambiate le cose durante la mia carriera arbitrale? Le storture sono evidentissime, ma dentro non puoi dire nulla perché ti possono mandare via. Professionismo e VAR a chiamata? Il professionismo è da anni che lo chiediamo. Per arrivare lì devi fare tanti sacrifici e per arrivare lì devi anche mantenere un altro lavoro parallelo. Poi per come vieni mandare via. Mi viene da sorridere che oggi ci si muove in fretta e furia. Noi da anni facciamo evidenza di questo problema. Ma probabilmente a nessuno interessava. Una volta che finisci di arbitrare a circa 45 anni, dopo che hai dedicato tanti anni per quella carriera, penso che sia giusto ci sia una tutela. Mi auguro che arrivi presto questo commissariamento e che cambi questo mondo al collasso. Non siamo stati adeguati. Per quanto riguarda il VAR a chiamata, sottolineerei che il responsabile del VAR non ha mai fatto il VAR e chiedo a voi come faccia a spiegare come si faccia a fare il VAR. Chi ostacolava modifiche per diventare professionisti? I nostri dirigenti interni e la federazione. La FIGC non ha mai avuto interesse. Quando si va al VAR si diminuisce il voto della prestazione? Sì, per alcuni. Se vai al VAR dovresti aver commesso un chiaro ed evidente errore. Oggi però si va a fare moviola. Se si andasse solo un chiaro ed evidente errore, ne varrebbe della prestazione arbitrale. Ma oggi il discorso cade, perché si valutano delle situazioni che dovrebbero mantenersi lecite nel campo. A mio avviso il caso Milan-Parma, sul gol del Parma, io avrei lasciato la decisione del campo perché non è un chiaro ed evidente errore. Concordo sul rigore annullato, non concordo sul gol annullato. Lì c'è stata una sensazione errata, ma su una rete bisogna ponderare bene. Se pensiamo al livello che succedono queste cose, diventa difficile e imbarazzante trovare delle giustificazioni. Perché sono degli errori che trovo ingiustificabili per il livello in cui siamo. Cosa mi ha spinto a diventare arbitro? Negli ultimi anni avevo la convinzione di stare meglio una volta uscito da quell'associazione e avevo ragione. Avevo voglia di fare l'arbitro fin da piccolo, piano piano ho capito che non valeva più la pena. Vedevi delle cose che non erano giusti che accadessero. Poi sono convinto che debba essere sempre il campo per stabilire chi deve restare o chi deve restare a casa. Vediamo a livello associativo: un presidente che ha preso 13 mesi di squalifica penso che la dica tutta. È un ambiente che non ha più credibilità. Se dovessi consigliare ad un giovane di intraprendere questa strada, dire sì per una questione atletica, ma glielo sconsiglierei per la questione ambientale. Dovrebbe arrivare gente che non ha a che fare con quell'ambiente. Nessuno ha mai cambiato nulla, anzi si è andato a peggiorare. Giusto rendere trasparenti i voti arbitrali? Non so quanto sarebbe bello vederli. Alcune cose farebbero capire molto meglio come funziona all'interno".

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L'EX ARBITRO - Minelli: "Errori? C'è mediocrità, valutazioni soggettive, serve il commissariamento"

di Redazione

24/02/2026 - 18:30

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto l'ex arbitro di Serie A Daniele Minelli: "Verona-Udinese mia ultima partita in Serie A, presi il massimo dei voti. Parlai con Rocchi, che mi disse che avrei dovuto farne subito un'altra. Non so perché non l'ho mai più fatta. Forse meglio così, rispetto ad essere dentro queste situazioni in cui ogni settimana succede di tutto. Arbitri scarsi? Sicuramente mediocre, ma è un discorso che arriva da lontano dalla gestione dell'associazione, sempre politica anziché meritocratica. Le valutazioni arbitrali sono purtroppo molto e troppo soggettive e pochissime oggettivi. I risultati siano abbastanza evidenti. Quanto e come sono cambiate le cose durante la mia carriera arbitrale? Le storture sono evidentissime, ma dentro non puoi dire nulla perché ti possono mandare via. Professionismo e VAR a chiamata? Il professionismo è da anni che lo chiediamo. Per arrivare lì devi fare tanti sacrifici e per arrivare lì devi anche mantenere un altro lavoro parallelo. Poi per come vieni mandare via. Mi viene da sorridere che oggi ci si muove in fretta e furia. Noi da anni facciamo evidenza di questo problema. Ma probabilmente a nessuno interessava. Una volta che finisci di arbitrare a circa 45 anni, dopo che hai dedicato tanti anni per quella carriera, penso che sia giusto ci sia una tutela. Mi auguro che arrivi presto questo commissariamento e che cambi questo mondo al collasso. Non siamo stati adeguati. Per quanto riguarda il VAR a chiamata, sottolineerei che il responsabile del VAR non ha mai fatto il VAR e chiedo a voi come faccia a spiegare come si faccia a fare il VAR. Chi ostacolava modifiche per diventare professionisti? I nostri dirigenti interni e la federazione. La FIGC non ha mai avuto interesse. Quando si va al VAR si diminuisce il voto della prestazione? Sì, per alcuni. Se vai al VAR dovresti aver commesso un chiaro ed evidente errore. Oggi però si va a fare moviola. Se si andasse solo un chiaro ed evidente errore, ne varrebbe della prestazione arbitrale. Ma oggi il discorso cade, perché si valutano delle situazioni che dovrebbero mantenersi lecite nel campo. A mio avviso il caso Milan-Parma, sul gol del Parma, io avrei lasciato la decisione del campo perché non è un chiaro ed evidente errore. Concordo sul rigore annullato, non concordo sul gol annullato. Lì c'è stata una sensazione errata, ma su una rete bisogna ponderare bene. Se pensiamo al livello che succedono queste cose, diventa difficile e imbarazzante trovare delle giustificazioni. Perché sono degli errori che trovo ingiustificabili per il livello in cui siamo. Cosa mi ha spinto a diventare arbitro? Negli ultimi anni avevo la convinzione di stare meglio una volta uscito da quell'associazione e avevo ragione. Avevo voglia di fare l'arbitro fin da piccolo, piano piano ho capito che non valeva più la pena. Vedevi delle cose che non erano giusti che accadessero. Poi sono convinto che debba essere sempre il campo per stabilire chi deve restare o chi deve restare a casa. Vediamo a livello associativo: un presidente che ha preso 13 mesi di squalifica penso che la dica tutta. È un ambiente che non ha più credibilità. Se dovessi consigliare ad un giovane di intraprendere questa strada, dire sì per una questione atletica, ma glielo sconsiglierei per la questione ambientale. Dovrebbe arrivare gente che non ha a che fare con quell'ambiente. Nessuno ha mai cambiato nulla, anzi si è andato a peggiorare. Giusto rendere trasparenti i voti arbitrali? Non so quanto sarebbe bello vederli. Alcune cose farebbero capire molto meglio come funziona all'interno".