Calcio
L'EX INTER - Moratti: "Mazzola ha rappresentato la storia del club, era molto bravo e preciso anche come direttore sportivo e uomo mercato"
20.09.2026 11:20 di Napoli Magazine
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Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha parlato a La Gazzetta dello Sport di Sandro Mazzola, ex calciatore e dirigente nerazzurro scomparso scorso lo 19 settembre: "Un giorno molto triste. L'avevo visto sei mesi fa e l'avevo trovato bene, pur sapendo dei momenti di down. Purtroppo di recente non siamo riusciti a salutarci. Provo una nostalgia infinita che rimarrà per le cose belle, le gioie che ci ha dato questo giocatore che ormai le nuove generazioni non conoscono ma che per noi è sempre presente per tutti i momenti meravigliosi che ha saputo regalarci. Cosa mi piaceva di più di lui? Il dribbling e il tiro velocissimo. Spesso anche potente, ma era l'esecuzione a renderlo unico perché con quella leva rapidissima toglieva sempre il tempo dell'intervento al difensore".

"Era molto bravo e preciso anche come direttore sportivo e uomo mercato. Gol indimenticabile? Quello a Budapest - dice Moratti - in Coppa Campioni segnato l'8 dicembre di quell'anno quando dribblò due volte la difesa del Vasas, portiere compreso, come se avesse il pallone incollato al piede. Impareggiabile. Non era introverso, ma nemmeno un compagnone. Era molto professionale e semplice nel modo di fare. Non si dava arie, faceva parte di un gruppo di gente che ha conosciuto il successo come conseguenza del proprio talento e sacrificio". 

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L'EX INTER - Moratti: "Mazzola ha rappresentato la storia del club, era molto bravo e preciso anche come direttore sportivo e uomo mercato"

di Redazione

20/09/2026 - 11:20

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha parlato a La Gazzetta dello Sport di Sandro Mazzola, ex calciatore e dirigente nerazzurro scomparso scorso lo 19 settembre: "Un giorno molto triste. L'avevo visto sei mesi fa e l'avevo trovato bene, pur sapendo dei momenti di down. Purtroppo di recente non siamo riusciti a salutarci. Provo una nostalgia infinita che rimarrà per le cose belle, le gioie che ci ha dato questo giocatore che ormai le nuove generazioni non conoscono ma che per noi è sempre presente per tutti i momenti meravigliosi che ha saputo regalarci. Cosa mi piaceva di più di lui? Il dribbling e il tiro velocissimo. Spesso anche potente, ma era l'esecuzione a renderlo unico perché con quella leva rapidissima toglieva sempre il tempo dell'intervento al difensore".

"Era molto bravo e preciso anche come direttore sportivo e uomo mercato. Gol indimenticabile? Quello a Budapest - dice Moratti - in Coppa Campioni segnato l'8 dicembre di quell'anno quando dribblò due volte la difesa del Vasas, portiere compreso, come se avesse il pallone incollato al piede. Impareggiabile. Non era introverso, ma nemmeno un compagnone. Era molto professionale e semplice nel modo di fare. Non si dava arie, faceva parte di un gruppo di gente che ha conosciuto il successo come conseguenza del proprio talento e sacrificio".