Si è svolta venerdì 29 maggio, presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, la nuova edizione della “Partita del Cuore” promossa dall’IPE Business School, che ha visto protagonisti allievi master in corso e i giovani ospiti della struttura penitenziaria.
Una giornata che ha saputo trasformare un evento sportivo in un’esperienza di crescita umana e sociale, dove il calcio è stato soltanto il punto di partenza di un percorso fatto di incontro, dialogo e condivisione.
Se sul campo si è giocata una partita all’insegna del rispetto e della collaborazione, è stato il “terzo tempo” a rappresentare il momento più significativo dell’iniziativa. Dopo il fischio finale, partecipanti e ragazzi di Nisida si sono ritrovati insieme per confrontarsi, raccontarsi e ascoltarsi, dando vita a un dialogo autentico capace di superare stereotipi e pregiudizi.
LE EMOZIONI DEI PARTECIPANTI
«Pensavo sarebbe stata una semplice partita di calcio, ma si è rivelata una delle esperienze più significative del mio percorso», ha dichiarato Salvatore Sanges, allievo master dell’IPE Business School. «Il momento più importante non è stato il risultato sul campo, ma ciò che è accaduto dopo. Nel terzo tempo abbiamo avuto l'opportunità di confrontarci, parlare e soprattutto ascoltare. È lì che ho compreso quanto la formazione più autentica passi attraverso l'incontro con gli altri e la capacità di guardare oltre le etichette».
Dello stesso avviso Crescenzo Maiello, anch’egli allievo master: «Ci sono esperienze che insegnano più di tante lezioni teoriche. Il ricordo più forte che porto con me è proprio quello del dopo partita: il confronto senza barriere, la possibilità di conoscere persone e storie che spesso osserviamo da lontano. Iniziative come questa ci ricordano l'importanza dell'ascolto, dell'empatia e della comprensione reciproca».
L’esperienza ha confermato come la formazione non si esaurisca nelle aule o nei percorsi accademici, ma trovi una delle sue espressioni più profonde nel confronto diretto con realtà diverse dalla propria. Una lezione di cittadinanza, responsabilità e consapevolezza che i partecipanti porteranno con sé ben oltre il contesto sportivo.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Andrea Iovene dell’IPE Business School e Vittorio De Feo ex allievo IPE per aver promosso un’iniziativa che continua a coniugare sport, inclusione e crescita personale, offrendo ai partecipanti un’esperienza dal forte valore educativo. A Nisida, ancora una volta, il risultato più importante non è stato quello maturato sul campo, ma quello costruito nel dialogo del terzo tempo, dove ascolto, rispetto e condivisione hanno dimostrato che ogni incontro può diventare un’occasione di crescita per tutti.
di Redazione
11/06/2026 - 16:29
Si è svolta venerdì 29 maggio, presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, la nuova edizione della “Partita del Cuore” promossa dall’IPE Business School, che ha visto protagonisti allievi master in corso e i giovani ospiti della struttura penitenziaria.
Una giornata che ha saputo trasformare un evento sportivo in un’esperienza di crescita umana e sociale, dove il calcio è stato soltanto il punto di partenza di un percorso fatto di incontro, dialogo e condivisione.
Se sul campo si è giocata una partita all’insegna del rispetto e della collaborazione, è stato il “terzo tempo” a rappresentare il momento più significativo dell’iniziativa. Dopo il fischio finale, partecipanti e ragazzi di Nisida si sono ritrovati insieme per confrontarsi, raccontarsi e ascoltarsi, dando vita a un dialogo autentico capace di superare stereotipi e pregiudizi.
LE EMOZIONI DEI PARTECIPANTI
«Pensavo sarebbe stata una semplice partita di calcio, ma si è rivelata una delle esperienze più significative del mio percorso», ha dichiarato Salvatore Sanges, allievo master dell’IPE Business School. «Il momento più importante non è stato il risultato sul campo, ma ciò che è accaduto dopo. Nel terzo tempo abbiamo avuto l'opportunità di confrontarci, parlare e soprattutto ascoltare. È lì che ho compreso quanto la formazione più autentica passi attraverso l'incontro con gli altri e la capacità di guardare oltre le etichette».
Dello stesso avviso Crescenzo Maiello, anch’egli allievo master: «Ci sono esperienze che insegnano più di tante lezioni teoriche. Il ricordo più forte che porto con me è proprio quello del dopo partita: il confronto senza barriere, la possibilità di conoscere persone e storie che spesso osserviamo da lontano. Iniziative come questa ci ricordano l'importanza dell'ascolto, dell'empatia e della comprensione reciproca».
L’esperienza ha confermato come la formazione non si esaurisca nelle aule o nei percorsi accademici, ma trovi una delle sue espressioni più profonde nel confronto diretto con realtà diverse dalla propria. Una lezione di cittadinanza, responsabilità e consapevolezza che i partecipanti porteranno con sé ben oltre il contesto sportivo.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Andrea Iovene dell’IPE Business School e Vittorio De Feo ex allievo IPE per aver promosso un’iniziativa che continua a coniugare sport, inclusione e crescita personale, offrendo ai partecipanti un’esperienza dal forte valore educativo. A Nisida, ancora una volta, il risultato più importante non è stato quello maturato sul campo, ma quello costruito nel dialogo del terzo tempo, dove ascolto, rispetto e condivisione hanno dimostrato che ogni incontro può diventare un’occasione di crescita per tutti.