Carlo Alvino, giornalista, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “A Bergamo è stata scritta una delle più brutte pagine del recente sfascio del calcio italiano. Non ci ha capito nulla l’arbitraggio e nemmeno noi. Quasi tutta Italia era d’accordo, se non per qualche voce dettata da antinapoletanità. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Se oggi si è potenti ci si fa ascoltare e l’unica voce che si fa sentire è quella dell’Inter. Sembrerà strano, ma quando parla Marotta le cose vanno in suo aiuto. Non è un mistero che dopo Napoli-Inter 3-1 a Fuorigrotta è cambiato sia il percorso del Napoli, sia quello dell’Inter. Quello del Napoli è cambiato in negativo, c’è stato solo un rigore assegnato a Genova su Vergara. De Laurentiis preferisce un profilo basso nella comunicazione esterna e un profilo interno alto. Ha parlato con Abodi, Gravina e Rocchi. I fatti dicono che non ha funzionato, ma devo aggiungere che c’è una ratio nel decidere di non parlare in maniera pubblica. Anche nel passato recente, ogni qualvolta ha alzato la voce, il Napoli non ha ricevuto un’equità sul campo nelle decisioni arbitrali e ha preferito tenere un profilo diverso. Ha parlato Manna dopo l’Atalanta e speriamo ci siano risultati. Sono curioso di sapere come andrà domani, ma credo che bisognerà stare attenti. La differenza la possono fare le squadre in campo, ma anche l’arbitro e il VAR. È un problema del calcio italiano. Non si può andare più avanti in questo modo. Diversi arbitri vengono dismessi per motivate valutazioni tecniche. Vuol dire che sono stati bravi e vengono messi da parte. Lo sapete dove vanno a finire? Vanno al VAR. Ma con quale coraggio si fa questo? Evidentemente si deve mantenere in piedi il carrozzone. Troppe sconfitte del Napoli in trasferta? Le 9 trasferte perse quest’anno sono anche figlie di un’emergenza totale e talvolta di prestazioni ben al di sotto delle possibilità. Il problema quest’anno si è palesato in maniera più evidente. L’emergenza ha avuto una parte determinante in questo cammino altalenante”.
di Redazione
28/02/2026 - 00:24
Carlo Alvino, giornalista, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “A Bergamo è stata scritta una delle più brutte pagine del recente sfascio del calcio italiano. Non ci ha capito nulla l’arbitraggio e nemmeno noi. Quasi tutta Italia era d’accordo, se non per qualche voce dettata da antinapoletanità. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Se oggi si è potenti ci si fa ascoltare e l’unica voce che si fa sentire è quella dell’Inter. Sembrerà strano, ma quando parla Marotta le cose vanno in suo aiuto. Non è un mistero che dopo Napoli-Inter 3-1 a Fuorigrotta è cambiato sia il percorso del Napoli, sia quello dell’Inter. Quello del Napoli è cambiato in negativo, c’è stato solo un rigore assegnato a Genova su Vergara. De Laurentiis preferisce un profilo basso nella comunicazione esterna e un profilo interno alto. Ha parlato con Abodi, Gravina e Rocchi. I fatti dicono che non ha funzionato, ma devo aggiungere che c’è una ratio nel decidere di non parlare in maniera pubblica. Anche nel passato recente, ogni qualvolta ha alzato la voce, il Napoli non ha ricevuto un’equità sul campo nelle decisioni arbitrali e ha preferito tenere un profilo diverso. Ha parlato Manna dopo l’Atalanta e speriamo ci siano risultati. Sono curioso di sapere come andrà domani, ma credo che bisognerà stare attenti. La differenza la possono fare le squadre in campo, ma anche l’arbitro e il VAR. È un problema del calcio italiano. Non si può andare più avanti in questo modo. Diversi arbitri vengono dismessi per motivate valutazioni tecniche. Vuol dire che sono stati bravi e vengono messi da parte. Lo sapete dove vanno a finire? Vanno al VAR. Ma con quale coraggio si fa questo? Evidentemente si deve mantenere in piedi il carrozzone. Troppe sconfitte del Napoli in trasferta? Le 9 trasferte perse quest’anno sono anche figlie di un’emergenza totale e talvolta di prestazioni ben al di sotto delle possibilità. Il problema quest’anno si è palesato in maniera più evidente. L’emergenza ha avuto una parte determinante in questo cammino altalenante”.