Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
L'ex attaccante Antonio Cassano, intervenuto come di consueto a Viva El Futbol, ha detto la sua sul Milan di Amorim e sulla vittoria dei rossoneri contro l'Udinese: "In Italia non siamo bravi a fare una certa cosa: quando qualcuno non ti dà corda, iniziamo subito a essere invidiosi e a parlarne male. Amorim - che allo United non ha fatto bene, l'abbiamo detto - è venuto qui con un'idea ben chiara. Prima cosa: Leao a casa, via. Seconda cosa: Modric qualche volta l'ha messo, qualche volta no. Quando lui parla, parla di calcio e ti spiega il perché delle sue scelte. Quando dopo la partita con la Juve ha detto: 'Io ho già capito che club siamo, io tenderò a vincere con le mie idee', ha dimostrato di voler fare un certo tipo di calcio e valorizzare i giocatori, rimettendo dentro elementi come Tomori. Si assume le sue colpe, va avanti e si prende le responsabilità. Ovviamente, come ha detto Ventola, l'unico, tra virgolette, problema è il centravanti: un attaccante che a me piace molto, lavora tantissimo, ma poi qualche gol me lo deve anche fare. Però vedo che dietro non ha giocatori capaci di imbucarlo. Sull'esterno gioca con profili particolari: da una parte Bartesaghi, dall'altra Chukwueze, che non sono degli imbucatori. E anche le due mezze punte: l'altro giorno ha giocato Pulisic e Hutchinson, che ha anche segnato, ma non sono quei giocatori che ti fanno l'imbucata millimetrica; sono dei dribblomani. La realtà dei fatti è che qualcosa in più a livello realizzativo il centravanti dovrà pur farlo. Però parliamo di un allenatore che sa fare il suo mestiere e che, soprattutto, sa parlare di calcio. Si può essere d'accordo o meno, ma lui spiega e parla di calcio giocato. E io sono convinto che il Milan, con lui, lo farà arrivare nelle prime quattro".
di Redazione
27/10/2026 - 15:34
L'ex attaccante Antonio Cassano, intervenuto come di consueto a Viva El Futbol, ha detto la sua sul Milan di Amorim e sulla vittoria dei rossoneri contro l'Udinese: "In Italia non siamo bravi a fare una certa cosa: quando qualcuno non ti dà corda, iniziamo subito a essere invidiosi e a parlarne male. Amorim - che allo United non ha fatto bene, l'abbiamo detto - è venuto qui con un'idea ben chiara. Prima cosa: Leao a casa, via. Seconda cosa: Modric qualche volta l'ha messo, qualche volta no. Quando lui parla, parla di calcio e ti spiega il perché delle sue scelte. Quando dopo la partita con la Juve ha detto: 'Io ho già capito che club siamo, io tenderò a vincere con le mie idee', ha dimostrato di voler fare un certo tipo di calcio e valorizzare i giocatori, rimettendo dentro elementi come Tomori. Si assume le sue colpe, va avanti e si prende le responsabilità. Ovviamente, come ha detto Ventola, l'unico, tra virgolette, problema è il centravanti: un attaccante che a me piace molto, lavora tantissimo, ma poi qualche gol me lo deve anche fare. Però vedo che dietro non ha giocatori capaci di imbucarlo. Sull'esterno gioca con profili particolari: da una parte Bartesaghi, dall'altra Chukwueze, che non sono degli imbucatori. E anche le due mezze punte: l'altro giorno ha giocato Pulisic e Hutchinson, che ha anche segnato, ma non sono quei giocatori che ti fanno l'imbucata millimetrica; sono dei dribblomani. La realtà dei fatti è che qualcosa in più a livello realizzativo il centravanti dovrà pur farlo. Però parliamo di un allenatore che sa fare il suo mestiere e che, soprattutto, sa parlare di calcio. Si può essere d'accordo o meno, ma lui spiega e parla di calcio giocato. E io sono convinto che il Milan, con lui, lo farà arrivare nelle prime quattro".