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LAZIO - Gattuso: "La Nazionale è stata una grandissima esperienza, il mio sogno è vedere l'Olimpico pieno"
11.09.2026 11:45 di Napoli Magazine
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Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato a DAZN: "La Nazionale per me è stata una grandissima esperienza, anche se non siamo andati al Mondiale per episodi che fanno parte del calcio. Come ho sempre detto da un po' di mesi a questa parte, dopo la cocente eliminazione posso solo che ringraziare i giocatori che mi hanno dato tutto e le persone che mi sono state vicine. È normale che fa male, brucia e lo farà per il resto della mia vita. Ora la Lazio, che è un grande club. Sapevo bene le difficoltà ambientali e tante altre difficoltà. Sono venuto con grande voglia e senso di appartenenza sia io che il mio staff. Mi trovo a mio agio e dobbiamo continuare, c'è tanta gente che ama questo club, lo tocco con mano. Da subito avevo parlato di elmetto e tantissimo impegno, continuiamo su questa strada qua. È un orgoglio essere qui. Non è cambiato nulla dopo la sconfitta contro il Mantova, è un percorso. Mi hanno chiesto dove può arrivare questa Lazio, ma io ho sempre detto che non si tratta di dove può arrivare, ma di creare un ambiente positivo a Formello e una mentalità sapendo dove vogliamo andare. Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità. La partita con il Mantova ci sta in un percorso, poi è ovvio che fa male e brucia, soprattutto uscire al primo turno così. Abbiamo ancora i nostri pregi e difetti e forse li avremo sempre, ma c'è bisogno di creare una mentalità che te la può portare non solo il lavoro dentro al campo ma anche credere in ciò che si fa. Abbiamo cambiato tanto, l'anno scorso c'era un maestro come Sarri che faceva determinate cose. In poco tempo abbiamo provato a smontare tutto non perché non andasse bene, ma perché la mia idea è quella di un calcio più aggressivo e fisico. Quella partita di Coppa Italia l'abbiamo pagata cara, ma siamo sulla strada giusta. Sappiamo che sarà un campionato difficile per noi, però sicuramente l'obiettivo è dare un'identità precisa alla squadra. In attacco dobbiamo migliorare negli ultimi venti-venticinque metri. I numeri ce lo dicono e si è visto nelle prime partite. Abbiamo la possibilità e la capacità di migliorare. Tutti i giocatori che si occupano nella fase offensiva devono essere bravi. È arrivato Gudmundsson, è andato via Dia che era molto bravo a legare il gioco e ci dava una mano in fase offensiva e difensiva. Gud farà parte degli altri giocatori che ho davanti, lui può giocare come falso nove, esterno... Bisognerà entrargli nella testa per capire dove ci può servire. Sul mercato ringraziamo il club. Io da solo posso fare poco e ci capisco poco a livello finanziario, posso solo parlare con i giocatori. Sono contento, sapevo le difficoltà che avevamo. Bisogna fare anche i complimenti ai ragazzi, a chi ci ha scelto, a chi è voluto venire a tutti i costi. A me piace la volontà dei giocatori, tutti quelli che sono arrivati l'hanno fatto con grande voglia, hanno accettato le problematiche che abbiamo. Io ho giocato a calcio e quando vai all'Olimpico senza tifosi non è facile. Grazie a tutti per essere venuti e per aver accettato questo progetto. Con Frattesi ci parlavo spesso, l'ho convocato anche quando non giocava con continuità. Ha una gamba frizzatina quando sta bene, arriva sempre a fari spenti, ha sempre fatto gol importanti. È un ragazzo per bene. L'anno scorso gli ho sempre fatto presente che all'età che ha si deve assumere delle responsabilità, e l'ho convinto portandolo con me. Ora è protagonista, lui stava nella sua comfort zone e gli è scattata la molla. È giusto che abbia fatto una scelta così. Io sono contento di allenarlo, è un ragazzo intelligente che ha voglia di imparare. Il modulo trova il tempo che trova, è un numero. La differenza la fa l'interpretazione, di come vuoi tenere il campo, di quando vuoi essere aggressivo e te la vuoi rischiare, ecc. Da quando faccio questo mestiere, ma anche da giocatore, non è importante il modulo ma lo spirito e la mentalità, di come ti vuoi far riconoscere in campo. Vedere l'Olimpico pieno è un mio sogno, è surreale entrare in campo, sembra di essere tornato in pieno Covid. Io l'ho vissuto, ero al Napoli. Lo stadio è bellissimo, vederlo tutto vuoto... non è facile, questo è il mio sogno. Non solo al derby, ma di vederlo pieno. Ci ho allenato e giocato tante volte, so che atmosfera c'è. Però bisogna rispettare la decisione. Il calcio senza tifosi non è calcio: spero che un giorno tutto questo finisca e di toccarlo con mano, perché vorrebbe dire che sono ancora qua. Poi i tifosi sono persone coerenti, hanno deciso di fare questa roba e non voglio entrare nel merito. È gente coerente, che sta seguendo una linea e noi possiamo solo che lavorare, riuscire a fare più risultati possibili e sperare che tutto questo si possa sistemare".

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LAZIO - Gattuso: "La Nazionale è stata una grandissima esperienza, il mio sogno è vedere l'Olimpico pieno"

di Redazione

11/09/2026 - 11:45

Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato a DAZN: "La Nazionale per me è stata una grandissima esperienza, anche se non siamo andati al Mondiale per episodi che fanno parte del calcio. Come ho sempre detto da un po' di mesi a questa parte, dopo la cocente eliminazione posso solo che ringraziare i giocatori che mi hanno dato tutto e le persone che mi sono state vicine. È normale che fa male, brucia e lo farà per il resto della mia vita. Ora la Lazio, che è un grande club. Sapevo bene le difficoltà ambientali e tante altre difficoltà. Sono venuto con grande voglia e senso di appartenenza sia io che il mio staff. Mi trovo a mio agio e dobbiamo continuare, c'è tanta gente che ama questo club, lo tocco con mano. Da subito avevo parlato di elmetto e tantissimo impegno, continuiamo su questa strada qua. È un orgoglio essere qui. Non è cambiato nulla dopo la sconfitta contro il Mantova, è un percorso. Mi hanno chiesto dove può arrivare questa Lazio, ma io ho sempre detto che non si tratta di dove può arrivare, ma di creare un ambiente positivo a Formello e una mentalità sapendo dove vogliamo andare. Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità. La partita con il Mantova ci sta in un percorso, poi è ovvio che fa male e brucia, soprattutto uscire al primo turno così. Abbiamo ancora i nostri pregi e difetti e forse li avremo sempre, ma c'è bisogno di creare una mentalità che te la può portare non solo il lavoro dentro al campo ma anche credere in ciò che si fa. Abbiamo cambiato tanto, l'anno scorso c'era un maestro come Sarri che faceva determinate cose. In poco tempo abbiamo provato a smontare tutto non perché non andasse bene, ma perché la mia idea è quella di un calcio più aggressivo e fisico. Quella partita di Coppa Italia l'abbiamo pagata cara, ma siamo sulla strada giusta. Sappiamo che sarà un campionato difficile per noi, però sicuramente l'obiettivo è dare un'identità precisa alla squadra. In attacco dobbiamo migliorare negli ultimi venti-venticinque metri. I numeri ce lo dicono e si è visto nelle prime partite. Abbiamo la possibilità e la capacità di migliorare. Tutti i giocatori che si occupano nella fase offensiva devono essere bravi. È arrivato Gudmundsson, è andato via Dia che era molto bravo a legare il gioco e ci dava una mano in fase offensiva e difensiva. Gud farà parte degli altri giocatori che ho davanti, lui può giocare come falso nove, esterno... Bisognerà entrargli nella testa per capire dove ci può servire. Sul mercato ringraziamo il club. Io da solo posso fare poco e ci capisco poco a livello finanziario, posso solo parlare con i giocatori. Sono contento, sapevo le difficoltà che avevamo. Bisogna fare anche i complimenti ai ragazzi, a chi ci ha scelto, a chi è voluto venire a tutti i costi. A me piace la volontà dei giocatori, tutti quelli che sono arrivati l'hanno fatto con grande voglia, hanno accettato le problematiche che abbiamo. Io ho giocato a calcio e quando vai all'Olimpico senza tifosi non è facile. Grazie a tutti per essere venuti e per aver accettato questo progetto. Con Frattesi ci parlavo spesso, l'ho convocato anche quando non giocava con continuità. Ha una gamba frizzatina quando sta bene, arriva sempre a fari spenti, ha sempre fatto gol importanti. È un ragazzo per bene. L'anno scorso gli ho sempre fatto presente che all'età che ha si deve assumere delle responsabilità, e l'ho convinto portandolo con me. Ora è protagonista, lui stava nella sua comfort zone e gli è scattata la molla. È giusto che abbia fatto una scelta così. Io sono contento di allenarlo, è un ragazzo intelligente che ha voglia di imparare. Il modulo trova il tempo che trova, è un numero. La differenza la fa l'interpretazione, di come vuoi tenere il campo, di quando vuoi essere aggressivo e te la vuoi rischiare, ecc. Da quando faccio questo mestiere, ma anche da giocatore, non è importante il modulo ma lo spirito e la mentalità, di come ti vuoi far riconoscere in campo. Vedere l'Olimpico pieno è un mio sogno, è surreale entrare in campo, sembra di essere tornato in pieno Covid. Io l'ho vissuto, ero al Napoli. Lo stadio è bellissimo, vederlo tutto vuoto... non è facile, questo è il mio sogno. Non solo al derby, ma di vederlo pieno. Ci ho allenato e giocato tante volte, so che atmosfera c'è. Però bisogna rispettare la decisione. Il calcio senza tifosi non è calcio: spero che un giorno tutto questo finisca e di toccarlo con mano, perché vorrebbe dire che sono ancora qua. Poi i tifosi sono persone coerenti, hanno deciso di fare questa roba e non voglio entrare nel merito. È gente coerente, che sta seguendo una linea e noi possiamo solo che lavorare, riuscire a fare più risultati possibili e sperare che tutto questo si possa sistemare".