Maurizio de Giovanni, giornalista e scrittore napoletano, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sulla festa del Centenario azzurro: "Napoli è il Napoli e il Napoli per molti versi si muove come si muove la città. È indiscutibile che questi ultimi vent'anni siano stati di grande crescita sia per la squadra che per la città. Oggi la città propone una realtà economica e sociale tutta diversa da vent'anni fa. Certo, molto migliorabile: abbiamo problemi enormi soprattutto nelle periferie, ma anche in molte zone del centro abbiamo una generazione di minorenni che è probabilmente la più armata della storia, con gravi danni e gravi problematiche di tutti i tipi. Però è anche vero che abbiamo una città che è diventata una delle città d'arte più visitate del mondo e tra questi luoghi d'arte c'è anche questo tempio popolare dedicato a Diego Armando Maradona nei Quartieri Spagnoli. Io credo che quel luogo sia più di tutti il simbolo di quanto questa città si riconosca nel calcio e di quanto il calcio sia un aspetto fondamentale per questa città. Quindi questo compleanno non è un centenario qualsiasi, è un centenario che ci responsabilizza. Noi siamo tutti la generazione dei tifosi del Napoli che è presente in questo momento, quindi io credo che celebrando sia giusto, opportuno, fondamentale il nostro grande amore. Io sfido chiunque degli amici in ascolto a negare che quando il Napoli perde la settimana abbia una luce diversa. Anche se poi uno nella vita ha la fortuna di stare bene, di avere un bel lavoro oppure persone vicino che ti vogliono bene, noi non stiamo bene se il Napoli non vince. È una cosa che incide sul nostro umore, sul nostro modo di fare e quindi, come tutti i grandi amori, il giorno del compleanno di un grande amore noi dobbiamo fare festa. Questo significa per me i cento anni del Napoli adesso. Se sarò uno dei protagonisti della festa? Ci sarò, sì sì. Mi toccherà anche dire due parole. Per me mi tocca un pensiero per Diego, quindi sarà bello, ma piccolo. (...) Se tu mi dici se avrei scelto Allegri, la risposta è no, non l'avrei scelto. Ma se tu mi dici che capisco la logica secondo la quale è stato scelto Allegri, sì, io capisco la logica. È giusto aver scelto Allegri. Affidare la squadra per il centenario in mano a uno che non aveva mai allenato a questi livelli sarebbe stata una scommessa troppo forte. Quindi sì, è l'allenatore per il centenario. Comunque sia non è più il tempo delle discussioni, è l'allenatore del Napoli e quindi dobbiamo sostenerlo in tutto, dobbiamo crederci dentro di lui e sostenerlo, perché noi siamo i tifosi del Napoli. Quindi parlare di Allegri in termini scettici adesso non ha senso, aveva senso prima che fosse ufficializzato, adesso non ha più senso".
di Redazione
30/07/2026 - 14:31
Maurizio de Giovanni, giornalista e scrittore napoletano, è intervenuto su Radio Tutto Napoli. Ecco le sue parole sulla festa del Centenario azzurro: "Napoli è il Napoli e il Napoli per molti versi si muove come si muove la città. È indiscutibile che questi ultimi vent'anni siano stati di grande crescita sia per la squadra che per la città. Oggi la città propone una realtà economica e sociale tutta diversa da vent'anni fa. Certo, molto migliorabile: abbiamo problemi enormi soprattutto nelle periferie, ma anche in molte zone del centro abbiamo una generazione di minorenni che è probabilmente la più armata della storia, con gravi danni e gravi problematiche di tutti i tipi. Però è anche vero che abbiamo una città che è diventata una delle città d'arte più visitate del mondo e tra questi luoghi d'arte c'è anche questo tempio popolare dedicato a Diego Armando Maradona nei Quartieri Spagnoli. Io credo che quel luogo sia più di tutti il simbolo di quanto questa città si riconosca nel calcio e di quanto il calcio sia un aspetto fondamentale per questa città. Quindi questo compleanno non è un centenario qualsiasi, è un centenario che ci responsabilizza. Noi siamo tutti la generazione dei tifosi del Napoli che è presente in questo momento, quindi io credo che celebrando sia giusto, opportuno, fondamentale il nostro grande amore. Io sfido chiunque degli amici in ascolto a negare che quando il Napoli perde la settimana abbia una luce diversa. Anche se poi uno nella vita ha la fortuna di stare bene, di avere un bel lavoro oppure persone vicino che ti vogliono bene, noi non stiamo bene se il Napoli non vince. È una cosa che incide sul nostro umore, sul nostro modo di fare e quindi, come tutti i grandi amori, il giorno del compleanno di un grande amore noi dobbiamo fare festa. Questo significa per me i cento anni del Napoli adesso. Se sarò uno dei protagonisti della festa? Ci sarò, sì sì. Mi toccherà anche dire due parole. Per me mi tocca un pensiero per Diego, quindi sarà bello, ma piccolo. (...) Se tu mi dici se avrei scelto Allegri, la risposta è no, non l'avrei scelto. Ma se tu mi dici che capisco la logica secondo la quale è stato scelto Allegri, sì, io capisco la logica. È giusto aver scelto Allegri. Affidare la squadra per il centenario in mano a uno che non aveva mai allenato a questi livelli sarebbe stata una scommessa troppo forte. Quindi sì, è l'allenatore per il centenario. Comunque sia non è più il tempo delle discussioni, è l'allenatore del Napoli e quindi dobbiamo sostenerlo in tutto, dobbiamo crederci dentro di lui e sostenerlo, perché noi siamo i tifosi del Napoli. Quindi parlare di Allegri in termini scettici adesso non ha senso, aveva senso prima che fosse ufficializzato, adesso non ha più senso".