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MAZZOLA - L'associazione familiari vittime Heysel: "Il silenzio non ha colori"
21.09.2026 16:09 di Napoli Magazine
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"Il silenzio non ha colori". Così l'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel interviene su quanto accaduto all'Allianz Stadium di Torino durante il minuto di raccoglimento in memoria di Sandro Mazzola. "Voltare le spalle al campo, intonare cori e trasformare persino sessanta secondi di silenzio in un terreno sul quale esibire appartenenza e rivalità - afferma il presidente dell'associazione, l'aretino Andrea Lorentini - significa smarrire il senso più elementare del rispetto. Le rivalità appartengono al calcio, il rispetto per i morti appartiene alla civiltà. Mazzola è stato una bandiera dell'Inter, un grande avversario della Juventus e uno dei protagonisti della storia del calcio italiano. Ma quando una comunità sportiva si raccoglie per ricordare una persona che non c'è più, quei colori cessano di avere importanza. Restano l'uomo, la sua storia, la sua famiglia e il dolore di chi lo ha amato". "Come Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel - sottolinea il presidente - sappiamo quanto sia importante custodire la memoria e quanto possa fare male vederla oltraggiata, strumentalizzata o piegata alle logiche del tifo. I morti non si fischiano, non si insultano, non si dividono tra amici e nemici. Si rispettano. Sempre. Il minuto di silenzio non chiede di cambiare fede calcistica, di dimenticare una rivalità o di rinunciare alla propria identità. Chiede soltanto di essere esseri umani per sessanta secondi. Davanti alla morte i colori devono abbassarsi tutti insieme. Non rispettare un minuto di silenzio non rende una tifoseria più forte, più fedele o più orgogliosa. La rende semplicemente più povera".

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MAZZOLA - L'associazione familiari vittime Heysel: "Il silenzio non ha colori"

di Redazione

21/09/2026 - 16:09

"Il silenzio non ha colori". Così l'Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel interviene su quanto accaduto all'Allianz Stadium di Torino durante il minuto di raccoglimento in memoria di Sandro Mazzola. "Voltare le spalle al campo, intonare cori e trasformare persino sessanta secondi di silenzio in un terreno sul quale esibire appartenenza e rivalità - afferma il presidente dell'associazione, l'aretino Andrea Lorentini - significa smarrire il senso più elementare del rispetto. Le rivalità appartengono al calcio, il rispetto per i morti appartiene alla civiltà. Mazzola è stato una bandiera dell'Inter, un grande avversario della Juventus e uno dei protagonisti della storia del calcio italiano. Ma quando una comunità sportiva si raccoglie per ricordare una persona che non c'è più, quei colori cessano di avere importanza. Restano l'uomo, la sua storia, la sua famiglia e il dolore di chi lo ha amato". "Come Associazione fra i familiari delle vittime dell'Heysel - sottolinea il presidente - sappiamo quanto sia importante custodire la memoria e quanto possa fare male vederla oltraggiata, strumentalizzata o piegata alle logiche del tifo. I morti non si fischiano, non si insultano, non si dividono tra amici e nemici. Si rispettano. Sempre. Il minuto di silenzio non chiede di cambiare fede calcistica, di dimenticare una rivalità o di rinunciare alla propria identità. Chiede soltanto di essere esseri umani per sessanta secondi. Davanti alla morte i colori devono abbassarsi tutti insieme. Non rispettare un minuto di silenzio non rende una tifoseria più forte, più fedele o più orgogliosa. La rende semplicemente più povera".