Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset dopo la finale di Coppa Italia vinta contro la Lazio: "Che percorso è stato? C'è una squadra che va in campo ed un'altra che è fuori: colgo l'occasione per ringraziare Ausilio, Baccin, Zanetti, Chivu, la squadra, la proprietà e questo splendido tifo. Tutti hanno dato il loro apporto. Quanto orgoglio c'è per il doblete? Siamo contenti, nell'ultimo periodo abbiamo conseguito diversi risultati positivi. La proprietà ci ha dato deleghe molto larghe, credo sia un modello per avvicinarci sempre alla vittoria. Quest'anno nasce dalle ceneri di una sconfitta pesante, bravo Chivu a riportare in carreggiata la squadra. Due trofei importanti, c'è il puntino nero della Champions ma bisogna dare merito anche agli avversari. Il ciclo può durare anni? Sono ottimista, ma anche rispettoso degli avversari. Abbiamo messo dentro giovani, Sucic a mio avviso oggi è stato il migliore in campo. Continueremo sulla politica di individuare giovani talenti da mettere vicino a giocatori esperti che hanno la cultura della vittoria. Tra poco avremo un confronto con la proprietà, che ci detterà le linee guida. C'è da cambiare tanto? Non è il caso di cambiare più di tanto, ci sono degli svincolati ma l'anagrafe crea il destino. Ci sono protagonisti che a un certo punto vengono meno, ma si va avanti e non ci saranno rivoluzioni. Si va avanti con l'inserimento graduale dei giovani".
di Redazione
14/05/2026 - 00:12
Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset dopo la finale di Coppa Italia vinta contro la Lazio: "Che percorso è stato? C'è una squadra che va in campo ed un'altra che è fuori: colgo l'occasione per ringraziare Ausilio, Baccin, Zanetti, Chivu, la squadra, la proprietà e questo splendido tifo. Tutti hanno dato il loro apporto. Quanto orgoglio c'è per il doblete? Siamo contenti, nell'ultimo periodo abbiamo conseguito diversi risultati positivi. La proprietà ci ha dato deleghe molto larghe, credo sia un modello per avvicinarci sempre alla vittoria. Quest'anno nasce dalle ceneri di una sconfitta pesante, bravo Chivu a riportare in carreggiata la squadra. Due trofei importanti, c'è il puntino nero della Champions ma bisogna dare merito anche agli avversari. Il ciclo può durare anni? Sono ottimista, ma anche rispettoso degli avversari. Abbiamo messo dentro giovani, Sucic a mio avviso oggi è stato il migliore in campo. Continueremo sulla politica di individuare giovani talenti da mettere vicino a giocatori esperti che hanno la cultura della vittoria. Tra poco avremo un confronto con la proprietà, che ci detterà le linee guida. C'è da cambiare tanto? Non è il caso di cambiare più di tanto, ci sono degli svincolati ma l'anagrafe crea il destino. Ci sono protagonisti che a un certo punto vengono meno, ma si va avanti e non ci saranno rivoluzioni. Si va avanti con l'inserimento graduale dei giovani".