Calcio
MEDIASET - Un punticino non guarisce la Juve, per Spalletti c'è ancora molto lavoro da fare
23.10.2026 14:30 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset
aA

Giusto prendersi il buono che la serata di Europa League lascia in casa Juventus: un punto per la classifica e una forza di reazione che ha evitato un'altra sconfitta e un'altra contestazione. Poi qualche spunto preso qua e là. I primi cinque minuti e il secondo tempo di Woltemade, qualche giocata apprezzabile di Koopmeiners. Non molto altro, comunque troppo poco per poter affermare che questa squadra ha imboccato la strada giusta. La partita contro il Rennes è stata raddrizzata da un episodio abbastanza casuale, le occasioni nitide sono state poche. I pensieri negativi tanti.   

Puoi girarla a destra o a sinistra, puoi leggerla a testa in giù, ma questa Juve è proprio difficile da rimettere in sesto. Le prime due partite di Europa League avevano dato un’impressione diversa, soprattutto la rimonta di Vigo aveva dato l’idea di una squadra che stava ritrovando un minimo di carattere e di stimoli. Poi è arrivata la tremenda sconfitta interna contro la Lazio che ha fatto nuovamente sprofondare i bianconeri in uno stato di prostrazione, con la tifoseria scatenata contro allenatore e società. Non può certo bastare questo punticino preso in Europa League a riportare la tifoseria dalla propria parte. Ce n'è, da fare. 

Certo, non servono le formule numeriche per cambiare le caratteristiche dei giocatori e soprattutto il loro stato di forma. In più, quello che sembra davvero mancare a questa squadra è qualcosa che non si può allenare: le motivazioni. Sembra quasi che si sia persa l’unità d’intenti, che quella maglia “così pesante da indossare” come dicono sempre i campioni del passato, sia diventata improvvisamente carta velina. Difficile trovare in questo gruppo qualcuno che possa incarnare lo spirito Juve. Difficile trovare un potenziale idolo che incontrato per la strada faccia dire ai tifosi “meno male che ci sei almeno tu”. Manca un leader e manca gente che abbia la juventinità dentro, caratteristica che paradossalmente sembra avere assorbito Vicario, uno degli ultimi arrivati. 

Si è detto mille volte in questo periodo che Woltemade e Kolo Muani devono giocare insieme. Stavolta Spalletti ha adottato questa soluzione. Risultato: il tedesco ha segnato un gol su rigore, ha fornito l'assist a Celik per sbloccare il risultato. Ottimo inizio ed eccellente secondo tempo. Kolo Muani, invece, non pervenuto. Molte scelte sbagliate nelle giocate che ha avuto a disposizione. Se qualcuno pensava che Woltemade fosse l'uomo sbagliato al posto sbagliato, probabilmente aveva dato un giudizio frettoloso. È un giocatore con qualità importanti, basta saperle sfruttare. 

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
MEDIASET - Un punticino non guarisce la Juve, per Spalletti c'è ancora molto lavoro da fare

di Redazione

23/10/2026 - 14:30

Giusto prendersi il buono che la serata di Europa League lascia in casa Juventus: un punto per la classifica e una forza di reazione che ha evitato un'altra sconfitta e un'altra contestazione. Poi qualche spunto preso qua e là. I primi cinque minuti e il secondo tempo di Woltemade, qualche giocata apprezzabile di Koopmeiners. Non molto altro, comunque troppo poco per poter affermare che questa squadra ha imboccato la strada giusta. La partita contro il Rennes è stata raddrizzata da un episodio abbastanza casuale, le occasioni nitide sono state poche. I pensieri negativi tanti.   

Puoi girarla a destra o a sinistra, puoi leggerla a testa in giù, ma questa Juve è proprio difficile da rimettere in sesto. Le prime due partite di Europa League avevano dato un’impressione diversa, soprattutto la rimonta di Vigo aveva dato l’idea di una squadra che stava ritrovando un minimo di carattere e di stimoli. Poi è arrivata la tremenda sconfitta interna contro la Lazio che ha fatto nuovamente sprofondare i bianconeri in uno stato di prostrazione, con la tifoseria scatenata contro allenatore e società. Non può certo bastare questo punticino preso in Europa League a riportare la tifoseria dalla propria parte. Ce n'è, da fare. 

Certo, non servono le formule numeriche per cambiare le caratteristiche dei giocatori e soprattutto il loro stato di forma. In più, quello che sembra davvero mancare a questa squadra è qualcosa che non si può allenare: le motivazioni. Sembra quasi che si sia persa l’unità d’intenti, che quella maglia “così pesante da indossare” come dicono sempre i campioni del passato, sia diventata improvvisamente carta velina. Difficile trovare in questo gruppo qualcuno che possa incarnare lo spirito Juve. Difficile trovare un potenziale idolo che incontrato per la strada faccia dire ai tifosi “meno male che ci sei almeno tu”. Manca un leader e manca gente che abbia la juventinità dentro, caratteristica che paradossalmente sembra avere assorbito Vicario, uno degli ultimi arrivati. 

Si è detto mille volte in questo periodo che Woltemade e Kolo Muani devono giocare insieme. Stavolta Spalletti ha adottato questa soluzione. Risultato: il tedesco ha segnato un gol su rigore, ha fornito l'assist a Celik per sbloccare il risultato. Ottimo inizio ed eccellente secondo tempo. Kolo Muani, invece, non pervenuto. Molte scelte sbagliate nelle giocate che ha avuto a disposizione. Se qualcuno pensava che Woltemade fosse l'uomo sbagliato al posto sbagliato, probabilmente aveva dato un giudizio frettoloso. È un giocatore con qualità importanti, basta saperle sfruttare. 

Fonte: Sport Mediaset