"Che la pace, il rispetto e l'amicizia prevalgano tra tutte le nazioni". E' un passaggio del biglietto, scritto a mano con una biro blu, che la nazionale dell'Iran ha lasciato nello spogliatoio dello stadio di Los Angeles, dopo la partita dei Mondiali pareggiata con il Belgio. "Dall'antica Persia di migliaia di anni fa all'Iran civilizzato di oggi, lo spirito dell'Iran rimane vivo e saldo", si legge nel messaggio diffuso dalla Federazione calcistica iraniana (FFIRI). "Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità - continua il messaggio - Grazie Los Angeles per la vostra ospitalità. E grazie a ogni iraniano che ha dato il cuore, la voce e l'anima per l'Iran durante questi 180 minuti", comprendendo anche la partita con la Nuova Zelanda. "Che la pace, il rispetto e l'amicizia prevalgano tra tutte le nazioni" conclude il testo. Il messaggio fa riferimento anche all'attacco a una scuola femminile di Minab, dove almeno 168 persone furono uccise il primo giorno di guerra con gli Stati Uniti e Israele.
di Redazione
22/06/2026 - 14:40
"Che la pace, il rispetto e l'amicizia prevalgano tra tutte le nazioni". E' un passaggio del biglietto, scritto a mano con una biro blu, che la nazionale dell'Iran ha lasciato nello spogliatoio dello stadio di Los Angeles, dopo la partita dei Mondiali pareggiata con il Belgio. "Dall'antica Persia di migliaia di anni fa all'Iran civilizzato di oggi, lo spirito dell'Iran rimane vivo e saldo", si legge nel messaggio diffuso dalla Federazione calcistica iraniana (FFIRI). "Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità - continua il messaggio - Grazie Los Angeles per la vostra ospitalità. E grazie a ogni iraniano che ha dato il cuore, la voce e l'anima per l'Iran durante questi 180 minuti", comprendendo anche la partita con la Nuova Zelanda. "Che la pace, il rispetto e l'amicizia prevalgano tra tutte le nazioni" conclude il testo. Il messaggio fa riferimento anche all'attacco a una scuola femminile di Minab, dove almeno 168 persone furono uccise il primo giorno di guerra con gli Stati Uniti e Israele.