Calcio
MORTE MARADONA - Chiesti 12 anni per il neurochirurgo Leopoldo Luque
08.10.2026 21:34 di Napoli Magazine
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Patricio Ferrari, pubblico ministero del processo Maradona, ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per il principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque, che guidava lo staff medico incaricato di vegliare sulla salute dell'ex campione del mondo argentino deceduto il 20 novembre del 2020 all'età di 60 anni. Il neurochirurgo, secondo il pm, sarebbe responsabile del delitto di omicidio con dolo eventuale aggravato dalla sua condizione di medico e dal vincolo di amicizia. Si tratterebbe così della della condanna più pesante invocata dal pm, che ha chiesto invece 8 anni di reclusione nel caso della coordinatrice dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlni, e della psichiatra Agustina Cosachov, sempre per il delitto di omicidio semplice. Chiesti cinque anni invece per lo psicologo Carlos Diaz e quattro per l'infermiere Ricardo Almiron e il suo capo, Mariano Perroni, ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Per il pm è invece da scagionare il medico clinico Pedro Di Spagna, "l'unico che ha fatto quello che doveva fare e che non aveva potestà di decisione sulle condizioni di degenza della vittima".

Di seguito, le dichiarazioni del pm Ferrari nella sua arringa:

"Il nucleo centrale delle imputazioni è rimasto intatto alla luce di quanto emerso nel dibattimento. La Procura ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio l'esistenza di una struttura anarchica caratterizzata da una disorganizzazione assoluta. Quel gruppo di improvvisati era guidato da Leopoldo Luque. Tra l'11 e il 20 novembre 2020 questo gruppo di persone ha infranto tutti gli obblighi a cui si era impegnata, abbandonando Maradona alla sua sorte. Maradona era una bomba a orologeria. Se ne sono liberati e lo hanno portato in quella casa dove, 14 giorni dopo, è morto. Non c'erano guanti, garze, una flebo, una cassetta di pronto soccorso, un defibrillatore, un'ambulanza né nulla di ciò che avevano promesso. Era il vuoto assoluto, quella casa non aveva niente. È stata una situazione che si è sviluppata con il passare dei giorni. La Commissione medica interdisciplinare è arrivata alla conclusione che Maradona non era un uomo sano morto improvvisamente, ma un paziente con una gravissima complessità medica. Una delle conclusioni è stata che la morte era evitabile e che l'assistenza medica era inadeguata. E' un gruppo di dilettanti che ha dimenticato in ogni momento di avere a che fare con un paziente vulnerabile e complesso".

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MORTE MARADONA - Chiesti 12 anni per il neurochirurgo Leopoldo Luque

di Redazione

08/10/2026 - 21:34

Patricio Ferrari, pubblico ministero del processo Maradona, ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per il principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque, che guidava lo staff medico incaricato di vegliare sulla salute dell'ex campione del mondo argentino deceduto il 20 novembre del 2020 all'età di 60 anni. Il neurochirurgo, secondo il pm, sarebbe responsabile del delitto di omicidio con dolo eventuale aggravato dalla sua condizione di medico e dal vincolo di amicizia. Si tratterebbe così della della condanna più pesante invocata dal pm, che ha chiesto invece 8 anni di reclusione nel caso della coordinatrice dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlni, e della psichiatra Agustina Cosachov, sempre per il delitto di omicidio semplice. Chiesti cinque anni invece per lo psicologo Carlos Diaz e quattro per l'infermiere Ricardo Almiron e il suo capo, Mariano Perroni, ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Per il pm è invece da scagionare il medico clinico Pedro Di Spagna, "l'unico che ha fatto quello che doveva fare e che non aveva potestà di decisione sulle condizioni di degenza della vittima".

Di seguito, le dichiarazioni del pm Ferrari nella sua arringa:

"Il nucleo centrale delle imputazioni è rimasto intatto alla luce di quanto emerso nel dibattimento. La Procura ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio l'esistenza di una struttura anarchica caratterizzata da una disorganizzazione assoluta. Quel gruppo di improvvisati era guidato da Leopoldo Luque. Tra l'11 e il 20 novembre 2020 questo gruppo di persone ha infranto tutti gli obblighi a cui si era impegnata, abbandonando Maradona alla sua sorte. Maradona era una bomba a orologeria. Se ne sono liberati e lo hanno portato in quella casa dove, 14 giorni dopo, è morto. Non c'erano guanti, garze, una flebo, una cassetta di pronto soccorso, un defibrillatore, un'ambulanza né nulla di ciò che avevano promesso. Era il vuoto assoluto, quella casa non aveva niente. È stata una situazione che si è sviluppata con il passare dei giorni. La Commissione medica interdisciplinare è arrivata alla conclusione che Maradona non era un uomo sano morto improvvisamente, ma un paziente con una gravissima complessità medica. Una delle conclusioni è stata che la morte era evitabile e che l'assistenza medica era inadeguata. E' un gruppo di dilettanti che ha dimenticato in ogni momento di avere a che fare con un paziente vulnerabile e complesso".