A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Paolo De Paola, giornalista: “La nota dolente è la nazionale. Da dove ripartire? Serve un commissario straordinario. Pensare di stabilizzare un nuovo presidente federale come se nulla fosse accaduto significa non capire quanto siamo indietro come movimento. Servono riforme, e vanno fatte con pieni poteri, fuori dall’ordinario. Serve un modello tedesco: accademie sportive giovanili con una disciplina unica. Ma non basta, ci vogliono leggi statali che aiutino le società, soprattutto per il rifacimento degli stadi. Siamo i più indietro in Europa. Ci vogliono politiche giovanili e riforma della giustizia sportiva. Sostituire Gravina con un privilegiato ricreerebbe lo stesso circolo di potere. Gravina si è dimesso perché spinto da un movimento popolare e politico. Ipotesi Malagò o Abodi? Nessuno dei due è adatto. Abodi non ha fatto nulla per il calcio, Malagò è bravissimo diplomatico, ma essere amico dei presidenti in questo momento è controproducente. Servono riforme, non amicizie. Corsa Scudetto? Sul campionato, questo turno può essere decisivo per Scudetto e Champions. Inter-Roma, Napoli-Milan: risultati che possono cambiare tutto. La lotta scudetto non è chiusa, tutto dipende dai punti. Conte e Allegri? Non si possono mettere sullo stesso piano. Allegri gestisce giocatori, Conte lavora sul campo e ha esperienza in nazionale. Conte ha già dimostrato il suo valore all’Europeo 2016, Allegri no. Il caso Lukaku nel Napoli? Lukaku ha capito di non avere spazio, Hojlund lo ha superato. Professionisti devono essere professionisti sempre, fino in fondo. Napoli dovrà tornare sul mercato se Lukaku non rimane motivato. I Fab Four del Napoli? Possono fare la differenza in questo finale di stagione. De Bruyne è un costruttore formidabile, ma con lui gli altri devono adattarsi. Hojlund ha risolto il problema della finalizzazione. Conte ha la possibilità di gestire queste abbondanze al meglio. Gattuso? Ultimo dei colpevoli. Dopo un’eliminazione del genere, chi deve dimettersi è Gravina, Buffon e la Federazione. In Italia l’esercizio delle dimissioni deve tornare a essere normale, come fece Prandelli nel 2014. Ci dovrebbero essere conseguenze reali dopo questo fiasco della nazionale”.
di Redazione
03/04/2026 - 20:55
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Paolo De Paola, giornalista: “La nota dolente è la nazionale. Da dove ripartire? Serve un commissario straordinario. Pensare di stabilizzare un nuovo presidente federale come se nulla fosse accaduto significa non capire quanto siamo indietro come movimento. Servono riforme, e vanno fatte con pieni poteri, fuori dall’ordinario. Serve un modello tedesco: accademie sportive giovanili con una disciplina unica. Ma non basta, ci vogliono leggi statali che aiutino le società, soprattutto per il rifacimento degli stadi. Siamo i più indietro in Europa. Ci vogliono politiche giovanili e riforma della giustizia sportiva. Sostituire Gravina con un privilegiato ricreerebbe lo stesso circolo di potere. Gravina si è dimesso perché spinto da un movimento popolare e politico. Ipotesi Malagò o Abodi? Nessuno dei due è adatto. Abodi non ha fatto nulla per il calcio, Malagò è bravissimo diplomatico, ma essere amico dei presidenti in questo momento è controproducente. Servono riforme, non amicizie. Corsa Scudetto? Sul campionato, questo turno può essere decisivo per Scudetto e Champions. Inter-Roma, Napoli-Milan: risultati che possono cambiare tutto. La lotta scudetto non è chiusa, tutto dipende dai punti. Conte e Allegri? Non si possono mettere sullo stesso piano. Allegri gestisce giocatori, Conte lavora sul campo e ha esperienza in nazionale. Conte ha già dimostrato il suo valore all’Europeo 2016, Allegri no. Il caso Lukaku nel Napoli? Lukaku ha capito di non avere spazio, Hojlund lo ha superato. Professionisti devono essere professionisti sempre, fino in fondo. Napoli dovrà tornare sul mercato se Lukaku non rimane motivato. I Fab Four del Napoli? Possono fare la differenza in questo finale di stagione. De Bruyne è un costruttore formidabile, ma con lui gli altri devono adattarsi. Hojlund ha risolto il problema della finalizzazione. Conte ha la possibilità di gestire queste abbondanze al meglio. Gattuso? Ultimo dei colpevoli. Dopo un’eliminazione del genere, chi deve dimettersi è Gravina, Buffon e la Federazione. In Italia l’esercizio delle dimissioni deve tornare a essere normale, come fece Prandelli nel 2014. Ci dovrebbero essere conseguenze reali dopo questo fiasco della nazionale”.