Calcio
ON AIR - Monopoli: "Napoli? Possibile un nuovo ciclo senza Conte, occhio a Italiano"
15.05.2026 11:47 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino e conduttrice di CalcioNapoli24 TV. 

Sembra ormai ufficiale che la maggior parte delle gare si giocheranno domenica alle 12:00. Se conferma la notizia, come ha appreso questa decisione e soprattutto come la commenta?

“Non in maniera positiva, perché quando parliamo di un sistema calcistico italiano che non funziona ci riferiamo anche a una gestione sbagliata. La finale degli Internazionali di Roma era un evento programmato e noto da tempo, quindi arrivare a giovedì con una decisione da applicare già per domenica mi sembra davvero assurdo. Ci saranno cinque gare domenica alle 12:00 e, sinceramente, questa scelta non mi piace. Poteva essere gestita molto meglio. Poi sono anche curiosa di vedere se Maurizio Sarri sarà davvero in panchina con la Lazio domenica alle 12:00, perché nella conferenza post partita aveva detto chiaramente che, se si fosse giocato a quell’orario, molto probabilmente lui non ci sarebbe stato. E capisco il suo pensiero, perché ultimamente sembra tutto una barzelletta. Però ormai sembra esserci la conferma definitiva delle gare fissate a mezzogiorno".

La protesta di Sarri ha un senso. Però, come abbiamo appreso in esclusiva qualche giorno fa e come ha poi confermato anche Fabrizio Romano, Sarri sarebbe a un passo dall'Atalanta per volontà del nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Le chiedo: fino a che punto arriva la protesta di Sarri contro questo calendario e dove invece inizia il suo distacco dalla Lazio?

“Credo che il distacco di Sarri dalla Lazio sia iniziato già da tempo, quindi non mi sorprende questo atteggiamento. Ho la sensazione che non veda l’ora di chiudere questa stagione per aprire un nuovo ciclo altrove. Sì, credo che la notizia sia affidabile, soprattutto quando viene riportata da Fabrizio Romano, ma anche lei ne aveva parlato nei giorni scorsi. Ho letto delle indiscrezioni sul legame tra Sarri e Giuntoli, che potrebbero ritrovarsi all'Atalanta. Del resto i due hanno condiviso momenti molto positivi a Napoli, quindi non sarebbe una sorpresa. Questo, però, ci fa capire anche un'altra cosa: Sarri potrebbe scegliere un club diverso dal Napoli. Tutto dipenderà dal summit tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte, perché bisognerà capire se Conte resterà oppure no. Io credo che il rapporto tra Conte e De Laurentiis non sia rotto definitivamente, però è evidente che in questo momento non viaggino sulla stessa linea. E comunque c'è un contratto da rispettare, quindi la situazione è delicata".

Sicuramente bisognerà capire anche perché Conte ha ancora un anno di contratto e il Napoli potrebbe avere le mani legate. Che voto dà alla stagione degli azzurri?

“Se mi tappo le orecchie e guardo soltanto la classifica e la rosa a disposizione durante tutta la stagione, io do un sette e mezzo. Però, se considero altri fattori, come la gestione degli allenamenti, degli infortuni e delle formazioni, il giudizio cambia. Io non sono un allenatore, però credo che si potesse gestire meglio il gruppo, magari prevenendo alcuni infortuni da sovraccarico e diversi problemi muscolari. Quindi, prendendo in considerazione tutto questo, il mio voto scende a un cinque e mezzo".

Secondo le notizie in suo possesso, è più vicina la permanenza di Conte oppure l'addio?

“Sono molto bravi a non far trapelare notizie e bisogna riconoscerglielo. Però io credo che Conte lascerà Napoli e che, in qualche modo, verrà trovata una soluzione per separarsi. Ribadisco una cosa: secondo me De Laurentiis non riesce a non essere il protagonista assoluto del progetto. Credo quindi che ci sarà un nuovo ciclo, con diversi addii e con un progetto orientato maggiormente sui giovani e meno sui calciatori over 30. In questa rivoluzione, sinceramente, non vedo Antonio Conte".

Chi potrebbe essere allora l'allenatore giusto per sostituirlo?

“Se non dovesse restare Conte, io credo che ci siano possibilità concrete di vedere Vincenzo Italiano sulla panchina del Napoli. È un vecchio pallino di De Laurentiis, che lo segue da anni. Io la scorsa settimana avevo fatto anche nomi suggestivi come Guardiola, Klopp o Maresca, però bisogna essere realistici. Maresca è molto vicino alla Premier League, mentre gli altri due sono praticamente impossibili per il Napoli. Dalla prossima stagione il club cercherà di mantenere un equilibrio economico più rigido. Se riduci gli ingaggi dei giocatori, poi difficilmente puoi permetterti un allenatore da dieci milioni l'anno".

Quindi il Napoli dovrà fare una spending review partendo dalla panchina. Quali sono i calciatori più vicini alla partenza?

“Anche questo dipenderà molto dall'allenatore. Però, in generale, credo che i giocatori più vicini alla partenza siano chi non è considerato centrale nel progetto. Penso anche a Spinazzola. Poi ci sono situazioni da valutare. Ti faccio un esempio: se per McTominay dovesse arrivare un'offerta superiore ai 50 milioni, io credo che potremmo rivedere il vecchio De Laurentiis, quello che acquistava a 20 o 30 milioni per poi rivendere al doppio e fare player trading".

Quindi lei si aspetta un ritorno al player trading da parte di De Laurentiis?

“Me lo aspetto, ma spero non in maniera totale. Una rivoluzione implica sempre grandi rischi, perché perdi certezze. Va bene cambiare molto, ma devi comunque mantenere alcune pedine affidabili che possano garantire prestazioni di alto livello. Non puoi rivoluzionare tutta la rosa".

Poi c'è anche la situazione Lukaku. C'è qualcuno disposto a investire su di lui?

“Sicuramente qualcuno interessato c'è, però credo che in questo momento Lukaku pensi soprattutto al Mondiale. Mi sembra ancora presto per parlare della sua prossima destinazione, ma credo che difficilmente resterà a Napoli".

Kevin De Bruyne? Lei vede una sua permanenza a Napoli?

“Se dovesse restare Conte, direi assolutamente no. Però, a prescindere da Conte, io credo che De Bruyne non resterà al Napoli. È un giocatore importante, ma anche avanti con l'età e con un ingaggio elevato. Credo sia stato preso soprattutto per dare una mano nell'immediato, ma non penso rientri nei progetti futuri di De Laurentiis".

La partita contro il Pisa sarà fondamentale per la corsa Champions. Tutta questa fuoriuscita di notizie legate a Fabrizio Corona può disturbare il Napoli?

“No, non credo. Sicuramente Corona dirà qualcosa che ancora non sappiamo, però questa è stata una stagione particolare e piena di dinamiche complicate. Mancano soltanto due partite ed ora la cosa più importante è qualificarsi in Champions League. Secondo me i giocatori hanno solo voglia di chiudere questa stagione. Però contro il Pisa non mi aspetto né una sconfitta né una prestazione negativa. Diversamente dalla gara contro il Bologna, questa volta credo che il Napoli reagirà bene. Per quanto riguarda le vicende dello spogliatoio, sinceramente non abbiamo mai percepito una vera compattezza tra Conte e il gruppo. Conte è un allenatore particolare: lo disse anche Cesc Fàbregas quando parlava della sua esperienza con lui. Pretende tantissimo dai suoi giocatori, vuole il massimo sotto ogni aspetto. Non guarda molto al lato umano, vede soprattutto il professionista e ha come unico obiettivo la vittoria. È un vincente e spesso mette in secondo piano tutto il resto".

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ON AIR - Monopoli: "Napoli? Possibile un nuovo ciclo senza Conte, occhio a Italiano"

di Redazione

15/05/2026 - 11:47

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino e conduttrice di CalcioNapoli24 TV. 

Sembra ormai ufficiale che la maggior parte delle gare si giocheranno domenica alle 12:00. Se conferma la notizia, come ha appreso questa decisione e soprattutto come la commenta?

“Non in maniera positiva, perché quando parliamo di un sistema calcistico italiano che non funziona ci riferiamo anche a una gestione sbagliata. La finale degli Internazionali di Roma era un evento programmato e noto da tempo, quindi arrivare a giovedì con una decisione da applicare già per domenica mi sembra davvero assurdo. Ci saranno cinque gare domenica alle 12:00 e, sinceramente, questa scelta non mi piace. Poteva essere gestita molto meglio. Poi sono anche curiosa di vedere se Maurizio Sarri sarà davvero in panchina con la Lazio domenica alle 12:00, perché nella conferenza post partita aveva detto chiaramente che, se si fosse giocato a quell’orario, molto probabilmente lui non ci sarebbe stato. E capisco il suo pensiero, perché ultimamente sembra tutto una barzelletta. Però ormai sembra esserci la conferma definitiva delle gare fissate a mezzogiorno".

La protesta di Sarri ha un senso. Però, come abbiamo appreso in esclusiva qualche giorno fa e come ha poi confermato anche Fabrizio Romano, Sarri sarebbe a un passo dall'Atalanta per volontà del nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli. Le chiedo: fino a che punto arriva la protesta di Sarri contro questo calendario e dove invece inizia il suo distacco dalla Lazio?

“Credo che il distacco di Sarri dalla Lazio sia iniziato già da tempo, quindi non mi sorprende questo atteggiamento. Ho la sensazione che non veda l’ora di chiudere questa stagione per aprire un nuovo ciclo altrove. Sì, credo che la notizia sia affidabile, soprattutto quando viene riportata da Fabrizio Romano, ma anche lei ne aveva parlato nei giorni scorsi. Ho letto delle indiscrezioni sul legame tra Sarri e Giuntoli, che potrebbero ritrovarsi all'Atalanta. Del resto i due hanno condiviso momenti molto positivi a Napoli, quindi non sarebbe una sorpresa. Questo, però, ci fa capire anche un'altra cosa: Sarri potrebbe scegliere un club diverso dal Napoli. Tutto dipenderà dal summit tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte, perché bisognerà capire se Conte resterà oppure no. Io credo che il rapporto tra Conte e De Laurentiis non sia rotto definitivamente, però è evidente che in questo momento non viaggino sulla stessa linea. E comunque c'è un contratto da rispettare, quindi la situazione è delicata".

Sicuramente bisognerà capire anche perché Conte ha ancora un anno di contratto e il Napoli potrebbe avere le mani legate. Che voto dà alla stagione degli azzurri?

“Se mi tappo le orecchie e guardo soltanto la classifica e la rosa a disposizione durante tutta la stagione, io do un sette e mezzo. Però, se considero altri fattori, come la gestione degli allenamenti, degli infortuni e delle formazioni, il giudizio cambia. Io non sono un allenatore, però credo che si potesse gestire meglio il gruppo, magari prevenendo alcuni infortuni da sovraccarico e diversi problemi muscolari. Quindi, prendendo in considerazione tutto questo, il mio voto scende a un cinque e mezzo".

Secondo le notizie in suo possesso, è più vicina la permanenza di Conte oppure l'addio?

“Sono molto bravi a non far trapelare notizie e bisogna riconoscerglielo. Però io credo che Conte lascerà Napoli e che, in qualche modo, verrà trovata una soluzione per separarsi. Ribadisco una cosa: secondo me De Laurentiis non riesce a non essere il protagonista assoluto del progetto. Credo quindi che ci sarà un nuovo ciclo, con diversi addii e con un progetto orientato maggiormente sui giovani e meno sui calciatori over 30. In questa rivoluzione, sinceramente, non vedo Antonio Conte".

Chi potrebbe essere allora l'allenatore giusto per sostituirlo?

“Se non dovesse restare Conte, io credo che ci siano possibilità concrete di vedere Vincenzo Italiano sulla panchina del Napoli. È un vecchio pallino di De Laurentiis, che lo segue da anni. Io la scorsa settimana avevo fatto anche nomi suggestivi come Guardiola, Klopp o Maresca, però bisogna essere realistici. Maresca è molto vicino alla Premier League, mentre gli altri due sono praticamente impossibili per il Napoli. Dalla prossima stagione il club cercherà di mantenere un equilibrio economico più rigido. Se riduci gli ingaggi dei giocatori, poi difficilmente puoi permetterti un allenatore da dieci milioni l'anno".

Quindi il Napoli dovrà fare una spending review partendo dalla panchina. Quali sono i calciatori più vicini alla partenza?

“Anche questo dipenderà molto dall'allenatore. Però, in generale, credo che i giocatori più vicini alla partenza siano chi non è considerato centrale nel progetto. Penso anche a Spinazzola. Poi ci sono situazioni da valutare. Ti faccio un esempio: se per McTominay dovesse arrivare un'offerta superiore ai 50 milioni, io credo che potremmo rivedere il vecchio De Laurentiis, quello che acquistava a 20 o 30 milioni per poi rivendere al doppio e fare player trading".

Quindi lei si aspetta un ritorno al player trading da parte di De Laurentiis?

“Me lo aspetto, ma spero non in maniera totale. Una rivoluzione implica sempre grandi rischi, perché perdi certezze. Va bene cambiare molto, ma devi comunque mantenere alcune pedine affidabili che possano garantire prestazioni di alto livello. Non puoi rivoluzionare tutta la rosa".

Poi c'è anche la situazione Lukaku. C'è qualcuno disposto a investire su di lui?

“Sicuramente qualcuno interessato c'è, però credo che in questo momento Lukaku pensi soprattutto al Mondiale. Mi sembra ancora presto per parlare della sua prossima destinazione, ma credo che difficilmente resterà a Napoli".

Kevin De Bruyne? Lei vede una sua permanenza a Napoli?

“Se dovesse restare Conte, direi assolutamente no. Però, a prescindere da Conte, io credo che De Bruyne non resterà al Napoli. È un giocatore importante, ma anche avanti con l'età e con un ingaggio elevato. Credo sia stato preso soprattutto per dare una mano nell'immediato, ma non penso rientri nei progetti futuri di De Laurentiis".

La partita contro il Pisa sarà fondamentale per la corsa Champions. Tutta questa fuoriuscita di notizie legate a Fabrizio Corona può disturbare il Napoli?

“No, non credo. Sicuramente Corona dirà qualcosa che ancora non sappiamo, però questa è stata una stagione particolare e piena di dinamiche complicate. Mancano soltanto due partite ed ora la cosa più importante è qualificarsi in Champions League. Secondo me i giocatori hanno solo voglia di chiudere questa stagione. Però contro il Pisa non mi aspetto né una sconfitta né una prestazione negativa. Diversamente dalla gara contro il Bologna, questa volta credo che il Napoli reagirà bene. Per quanto riguarda le vicende dello spogliatoio, sinceramente non abbiamo mai percepito una vera compattezza tra Conte e il gruppo. Conte è un allenatore particolare: lo disse anche Cesc Fàbregas quando parlava della sua esperienza con lui. Pretende tantissimo dai suoi giocatori, vuole il massimo sotto ogni aspetto. Non guarda molto al lato umano, vede soprattutto il professionista e ha come unico obiettivo la vittoria. È un vincente e spesso mette in secondo piano tutto il resto".