Calcio
ON AIR - Pistocchi: "C’è una mancanza di didattica su quando deve intervenire il VAR, ecco la soluzione"
25.02.2026 14:40 di Napoli Magazine
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Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’editorialista Maurizio Pistocchi: "Chi pagherà tutti gli errori di questa classe arbitrale? La pgmol è un progetto che ha la sua validità, ma non penso sia una grande idea far diventare gli arbitri in parte dipendenti delle società. Io sono sempre stato favorevole al professionismo arbitrale, ma non capisco come si possa formare una cosa simile se le leghe non sono d’accordo e la FIGC ha grossi problemi di finanza a causa dei due mondiali persi e della mancata entrata di denaro da parte della FIFA e delle altre organizzazione che la sponsorizzano. C’è un’altra domanda che mi pongo: se la classe arbitrale che milita in Serie A ha dimostrato di essere così scarsa, con chi la fai la pgmol? Mi sembra un cane che si morde la coda. Gli arbitri sono sottopagati rispetto ai professionisti che arbitrano ogni settimana, ma il problema principale è la qualità della classe arbitrale attuale. Non passa una settimana dove non vediamo clamorosi errori o arbitri sospesi. La classe arbitrale si forma nelle sezioni partendo dalla base di formare bravi arbitri, mandando avanti i più bravi e non quelli che hanno maggiori appoggi politici o che sono più malleabili e poi scegliere i migliori da inserire nell’elite che dirige le partite nel campionato italiano. Per questo ci vogliono anni e non si può fare da un momento all’altro. Io sono sempre dell’idea che abbiamo una classe arbitrale scarsa che è stata formata negli anni in maniera politica e non meritocratica. Non possiamo pensare di avere una classe arbitrale all’altezza di un sistema che fattura quasi 5 miliardi di euro anche se è indebitato per una cifra spaventosa. Chi è che decide se un episodio è un chiaro ed evidente errore? Oggi esso va più a sentimento personale che per una chiara regola. Ognuno la vede a suo modo. Quello che andava fatto è un'enciclopedia degli errori poiché l’arbitro deve sapere dal proprio designatore quando un episodio è punibile rispetto a quando non lo è. Quindi, manca una chiara didattica che mi permetta di esaminare velocemente a livello mentale l’episodio e selezionarlo. Rocchi cambia parere ogni settimana. C’è un’unica via d’uscita a mio modo di vedere: limitare l’utilizzo del var al fuorigioco, ai falli dentro e fuori area, episodi di violenza sfuggiti alla terna arbitrale, parate di difensori al posto del portiere e per tutto il resto consentire alle panchine di chiamare due volte a partita la videoassistenza arbitrale. Solo così facendo potremo limitare le simulazioni e velocizzare le partite che sono ormai di una noia mortale. Ormai viene fatto ricorso al fallo tattico ogni volta che parte un contropiede. Io sono curioso di vedere il tempo effettivo di tutta la Serie A, secondo me siamo a livelli molto bassi. Così restituisci il calcio alla sua dimensione naturale, conservi la possibilità di avere la videoassistenza arbitrale a chiamata e hai sempre il var operativo sugli episodi oggettivamente discutibili. Secondo così si risolverebbe l’88-90% dei problemi del var. Separazione delle carriere? Io sono per la partecipazione nella sala var di un ex calciatore".

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ON AIR - Pistocchi: "C’è una mancanza di didattica su quando deve intervenire il VAR, ecco la soluzione"

di Redazione

25/02/2026 - 14:40

Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’editorialista Maurizio Pistocchi: "Chi pagherà tutti gli errori di questa classe arbitrale? La pgmol è un progetto che ha la sua validità, ma non penso sia una grande idea far diventare gli arbitri in parte dipendenti delle società. Io sono sempre stato favorevole al professionismo arbitrale, ma non capisco come si possa formare una cosa simile se le leghe non sono d’accordo e la FIGC ha grossi problemi di finanza a causa dei due mondiali persi e della mancata entrata di denaro da parte della FIFA e delle altre organizzazione che la sponsorizzano. C’è un’altra domanda che mi pongo: se la classe arbitrale che milita in Serie A ha dimostrato di essere così scarsa, con chi la fai la pgmol? Mi sembra un cane che si morde la coda. Gli arbitri sono sottopagati rispetto ai professionisti che arbitrano ogni settimana, ma il problema principale è la qualità della classe arbitrale attuale. Non passa una settimana dove non vediamo clamorosi errori o arbitri sospesi. La classe arbitrale si forma nelle sezioni partendo dalla base di formare bravi arbitri, mandando avanti i più bravi e non quelli che hanno maggiori appoggi politici o che sono più malleabili e poi scegliere i migliori da inserire nell’elite che dirige le partite nel campionato italiano. Per questo ci vogliono anni e non si può fare da un momento all’altro. Io sono sempre dell’idea che abbiamo una classe arbitrale scarsa che è stata formata negli anni in maniera politica e non meritocratica. Non possiamo pensare di avere una classe arbitrale all’altezza di un sistema che fattura quasi 5 miliardi di euro anche se è indebitato per una cifra spaventosa. Chi è che decide se un episodio è un chiaro ed evidente errore? Oggi esso va più a sentimento personale che per una chiara regola. Ognuno la vede a suo modo. Quello che andava fatto è un'enciclopedia degli errori poiché l’arbitro deve sapere dal proprio designatore quando un episodio è punibile rispetto a quando non lo è. Quindi, manca una chiara didattica che mi permetta di esaminare velocemente a livello mentale l’episodio e selezionarlo. Rocchi cambia parere ogni settimana. C’è un’unica via d’uscita a mio modo di vedere: limitare l’utilizzo del var al fuorigioco, ai falli dentro e fuori area, episodi di violenza sfuggiti alla terna arbitrale, parate di difensori al posto del portiere e per tutto il resto consentire alle panchine di chiamare due volte a partita la videoassistenza arbitrale. Solo così facendo potremo limitare le simulazioni e velocizzare le partite che sono ormai di una noia mortale. Ormai viene fatto ricorso al fallo tattico ogni volta che parte un contropiede. Io sono curioso di vedere il tempo effettivo di tutta la Serie A, secondo me siamo a livelli molto bassi. Così restituisci il calcio alla sua dimensione naturale, conservi la possibilità di avere la videoassistenza arbitrale a chiamata e hai sempre il var operativo sugli episodi oggettivamente discutibili. Secondo così si risolverebbe l’88-90% dei problemi del var. Separazione delle carriere? Io sono per la partecipazione nella sala var di un ex calciatore".