Calcio
ON AIR - Tarallo: "Il Napoli arriva meglio alla sfida con il Milan perché sta recuperando giocatori importanti, il rientro di De Bruyne e McTominay è stato fondamentale"
24.03.2026 13:33 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Tarallo, giornalista del quotidiano La Verità. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Secondo lei il campionato è realmente riaperto? Ci sono Milan a -6 dall’Inter e Napoli a -7, ma quello che lascia un po’ pensare sono le prestazioni dell’Inter nell’ultimo mese. Cosa ne pensa?

“Qui bisogna un attimo mettere da parte le sensazioni e ragionare con i numeri alla mano, il campionato è riaperto, o meglio, non è mai stato del tutto chiuso. È vero che a un certo punto il distacco dell’Inter sembrava una voragine, ma le partite a disposizione erano comunque sufficienti per colmarlo. Il fatto nuovo è che l’Inter ha iniziato a frenare, e lo ha fatto con due pareggi arrivati anche con prestazioni non all’altezza del suo standard. Non sono pareggi casuali o sfortunati, ma figli di un calo evidente. Quindi, al netto di tutto, il campionato non è mai stato chiuso”.

La prossima giornata vede Napoli e Milan sfidarsi allo stadio Diego Armando Maradona. Chi arriva meglio a questa partita?

“Il Napoli sicuramente arriva meglio, perché sta recuperando giocatori importanti. Il rientro di Kevin De Bruyne e Scott McTominay è stato fondamentale, e anche la condizione generale della squadra sta migliorando partita dopo partita. Il Napoli ci arriva meglio, senza dubbio. Poi però bisogna capire anche il contesto: molto dipenderà dal risultato dell’Inter contro la Roma. Se l’Inter dovesse frenare ancora, quella tra Napoli e Milan potrebbe anche diventare una partita più ‘bloccata’, dove un pareggio non cambierebbe molto. Se invece l’Inter dovesse vincere, allora sì, Napoli-Milan diventerebbe uno spareggio vero per continuare a inseguire i nerazzurri".

È anche un vantaggio per Napoli e Milan giocare conoscendo già il risultato dell’Inter?

“Esatto, è tutto lì. Sapere prima il risultato dell’Inter può indirizzare il piano gara, puoi adattarti a quello che serve ottenere. Poi è chiaro, il calcio non è matematico, non è che decidi il risultato a tavolino, però le partite si possono interpretare in base al contesto e poi parliamo comunque di due allenatori come Conte e Allegri, che sono tra i migliori ‘gestori’ del campionato italiano".

Negli ultimi 15 anni molti scudetti sono stati vinti da allenatori come Conte e Allegri. Secondo lei questo può essere un fattore decisivo? Chivu potrebbe davvero perdere lo scudetto a vantaggio di tecnici più esperti?

“Io non vedo perché Chivu non possa perdere uno scudetto. Poi magari lo vince anche con margine, ma nel calcio succede di tutto. È normale: quando hai un vantaggio importante e inizi a perdere punti, mentre le altre si avvicinano, la pressione cresce. Se ti metti nei panni di chi vede ridursi il margine, un po’ di tensione viene per forza. È umano. E questo può incidere. Dall’altra parte, squadre come il Napoli hanno un ambiente molto compatto: società, allenatore e squadra sono allineati. All’Inter invece si percepisce un po’ più di nervosismo già da qualche settimana, e questo può fare la differenza nel finale".

Passiamo alla Nazionale, giovedì si gioca Italia-Irlanda del Nord, una gara importante per il percorso verso il Mondiale. Crede che l’Italia riuscirà a qualificarsi?

“Onestamente a me la Nazionale appassiona molto meno rispetto al passato e questi Mondiali negli Stati Uniti non mi attirano per niente, anche per tutto il contesto che c’è intorno. Detto questo, da osservatore ti dico che l’Italia ha le possibilità per qualificarsi, ma non è più quella Nazionale che ti dà certezze assolute".

Secondo lei Pio Esposito può essere il futuro dell’attacco della Nazionale?

“A me sembra il classico caso di giocatore molto spinto mediaticamente. Ha una grande struttura fisica, che lo aiuta tanto, ma per ora non vedo ancora qualità tecniche sopraffine. Sicuramente può migliorare, però dire oggi che sia il futuro certo della Nazionale mi sembra prematuro. Anche perché, a dirla tutta, oggi non è nemmeno chiaro chi sia il titolare dell’Italia in attacco".

Lorenzo Lucca potrebbe essere una soluzione, magari già decisiva contro l’Irlanda del Nord?

“Infatti. Perché non puntare su Lucca in una partita così? Potrebbe essere proprio lui l’uomo determinante contro l’Irlanda del Nord".

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ON AIR - Tarallo: "Il Napoli arriva meglio alla sfida con il Milan perché sta recuperando giocatori importanti, il rientro di De Bruyne e McTominay è stato fondamentale"

di Redazione

24/03/2026 - 13:33

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Tarallo, giornalista del quotidiano La Verità. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Secondo lei il campionato è realmente riaperto? Ci sono Milan a -6 dall’Inter e Napoli a -7, ma quello che lascia un po’ pensare sono le prestazioni dell’Inter nell’ultimo mese. Cosa ne pensa?

“Qui bisogna un attimo mettere da parte le sensazioni e ragionare con i numeri alla mano, il campionato è riaperto, o meglio, non è mai stato del tutto chiuso. È vero che a un certo punto il distacco dell’Inter sembrava una voragine, ma le partite a disposizione erano comunque sufficienti per colmarlo. Il fatto nuovo è che l’Inter ha iniziato a frenare, e lo ha fatto con due pareggi arrivati anche con prestazioni non all’altezza del suo standard. Non sono pareggi casuali o sfortunati, ma figli di un calo evidente. Quindi, al netto di tutto, il campionato non è mai stato chiuso”.

La prossima giornata vede Napoli e Milan sfidarsi allo stadio Diego Armando Maradona. Chi arriva meglio a questa partita?

“Il Napoli sicuramente arriva meglio, perché sta recuperando giocatori importanti. Il rientro di Kevin De Bruyne e Scott McTominay è stato fondamentale, e anche la condizione generale della squadra sta migliorando partita dopo partita. Il Napoli ci arriva meglio, senza dubbio. Poi però bisogna capire anche il contesto: molto dipenderà dal risultato dell’Inter contro la Roma. Se l’Inter dovesse frenare ancora, quella tra Napoli e Milan potrebbe anche diventare una partita più ‘bloccata’, dove un pareggio non cambierebbe molto. Se invece l’Inter dovesse vincere, allora sì, Napoli-Milan diventerebbe uno spareggio vero per continuare a inseguire i nerazzurri".

È anche un vantaggio per Napoli e Milan giocare conoscendo già il risultato dell’Inter?

“Esatto, è tutto lì. Sapere prima il risultato dell’Inter può indirizzare il piano gara, puoi adattarti a quello che serve ottenere. Poi è chiaro, il calcio non è matematico, non è che decidi il risultato a tavolino, però le partite si possono interpretare in base al contesto e poi parliamo comunque di due allenatori come Conte e Allegri, che sono tra i migliori ‘gestori’ del campionato italiano".

Negli ultimi 15 anni molti scudetti sono stati vinti da allenatori come Conte e Allegri. Secondo lei questo può essere un fattore decisivo? Chivu potrebbe davvero perdere lo scudetto a vantaggio di tecnici più esperti?

“Io non vedo perché Chivu non possa perdere uno scudetto. Poi magari lo vince anche con margine, ma nel calcio succede di tutto. È normale: quando hai un vantaggio importante e inizi a perdere punti, mentre le altre si avvicinano, la pressione cresce. Se ti metti nei panni di chi vede ridursi il margine, un po’ di tensione viene per forza. È umano. E questo può incidere. Dall’altra parte, squadre come il Napoli hanno un ambiente molto compatto: società, allenatore e squadra sono allineati. All’Inter invece si percepisce un po’ più di nervosismo già da qualche settimana, e questo può fare la differenza nel finale".

Passiamo alla Nazionale, giovedì si gioca Italia-Irlanda del Nord, una gara importante per il percorso verso il Mondiale. Crede che l’Italia riuscirà a qualificarsi?

“Onestamente a me la Nazionale appassiona molto meno rispetto al passato e questi Mondiali negli Stati Uniti non mi attirano per niente, anche per tutto il contesto che c’è intorno. Detto questo, da osservatore ti dico che l’Italia ha le possibilità per qualificarsi, ma non è più quella Nazionale che ti dà certezze assolute".

Secondo lei Pio Esposito può essere il futuro dell’attacco della Nazionale?

“A me sembra il classico caso di giocatore molto spinto mediaticamente. Ha una grande struttura fisica, che lo aiuta tanto, ma per ora non vedo ancora qualità tecniche sopraffine. Sicuramente può migliorare, però dire oggi che sia il futuro certo della Nazionale mi sembra prematuro. Anche perché, a dirla tutta, oggi non è nemmeno chiaro chi sia il titolare dell’Italia in attacco".

Lorenzo Lucca potrebbe essere una soluzione, magari già decisiva contro l’Irlanda del Nord?

“Infatti. Perché non puntare su Lucca in una partita così? Potrebbe essere proprio lui l’uomo determinante contro l’Irlanda del Nord".