Antonello Perillo, giornalista RAI, ha commentato sui social la sconfitta del Napoli contro l'Atalanta: "Quanto visto a Bergamo non è "Scherzi a parte" ma tristissima realtà. Una tortura per chi ama il calcio. La cartina di tornasole di una classe arbitrale inadeguata, tra chi ci mette la faccia andando in campo -come in questo caso il signor Chiffi- e chi si accomoda al Var. Gli orrori arbitrali visti in Atalanta-Napoli sono, per quanto mi riguarda, INCOMMENTABILI. Come a questo punto diventa incommentabile una partita clamorosamente e vistosamente falsata da scelte cervellotiche e incomprensibili. La speranza è che ora De Laurentis si faccia sentire, non lasciando solo Conte al cospetto delle telecamere. E' un suo dovere verso i tifosi azzurri e un suo grande diritto, visto che AdL è un vero imprenditore -non il rappresentante di una multinazionale- che a differenza di altri investe ogni anno centinaia di milioni di euro in un mondo del calcio che purtroppo imbarca acqua un po' da tutte le parti".
di Redazione
22/02/2026 - 19:33
Antonello Perillo, giornalista RAI, ha commentato sui social la sconfitta del Napoli contro l'Atalanta: "Quanto visto a Bergamo non è "Scherzi a parte" ma tristissima realtà. Una tortura per chi ama il calcio. La cartina di tornasole di una classe arbitrale inadeguata, tra chi ci mette la faccia andando in campo -come in questo caso il signor Chiffi- e chi si accomoda al Var. Gli orrori arbitrali visti in Atalanta-Napoli sono, per quanto mi riguarda, INCOMMENTABILI. Come a questo punto diventa incommentabile una partita clamorosamente e vistosamente falsata da scelte cervellotiche e incomprensibili. La speranza è che ora De Laurentis si faccia sentire, non lasciando solo Conte al cospetto delle telecamere. E' un suo dovere verso i tifosi azzurri e un suo grande diritto, visto che AdL è un vero imprenditore -non il rappresentante di una multinazionale- che a differenza di altri investe ogni anno centinaia di milioni di euro in un mondo del calcio che purtroppo imbarca acqua un po' da tutte le parti".