Aniello Cutolo, d.s. dell’Arezzo, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la promozione in B del club toscano.
Le sue parole in conferenza stampa: “Faccio fatica ad analizzare quanto accaduto. Sono un giovane dirigente e mi è stata data una possibilità importante. In questa città ho vissuto di tutto, oggi sono l’uomo più felice del mondo. Questo gruppo non si è mai fermato. Ho stressato tanto, forse sono diventato anche antipatico, ma lo rifarei. I meriti vanno alla squadra, al mister e alla società. Dal 3 febbraio dello scorso anno, insieme al presidente, abbiamo messo le basi per qualcosa di importante”.
Un pensiero speciale anche per il numero uno del club, Manzo: “Quando è arrivato ho capito che si poteva costruire qualcosa di bello. È una persona che ama le sfide e mi ha dato grande fiducia, spingendomi a dare il massimo”.
Il direttore sportivo ha poi evidenziato i sacrifici fatti: “Ho vissuto notti insonni, con grande senso di responsabilità. Abbiamo puntato su un gruppo giovane, lavorando con intensità ogni giorno”. Infine, il messaggio alla città: “Arezzo merita di festeggiare. Non sono riuscito a regalare una vittoria sul campo, ma la gioia che provo è difficile da descrivere. Sono felice come un bambino”.
di Redazione
26/04/2026 - 19:56
Aniello Cutolo, d.s. dell’Arezzo, ha espresso tutta la sua soddisfazione per la promozione in B del club toscano.
Le sue parole in conferenza stampa: “Faccio fatica ad analizzare quanto accaduto. Sono un giovane dirigente e mi è stata data una possibilità importante. In questa città ho vissuto di tutto, oggi sono l’uomo più felice del mondo. Questo gruppo non si è mai fermato. Ho stressato tanto, forse sono diventato anche antipatico, ma lo rifarei. I meriti vanno alla squadra, al mister e alla società. Dal 3 febbraio dello scorso anno, insieme al presidente, abbiamo messo le basi per qualcosa di importante”.
Un pensiero speciale anche per il numero uno del club, Manzo: “Quando è arrivato ho capito che si poteva costruire qualcosa di bello. È una persona che ama le sfide e mi ha dato grande fiducia, spingendomi a dare il massimo”.
Il direttore sportivo ha poi evidenziato i sacrifici fatti: “Ho vissuto notti insonni, con grande senso di responsabilità. Abbiamo puntato su un gruppo giovane, lavorando con intensità ogni giorno”. Infine, il messaggio alla città: “Arezzo merita di festeggiare. Non sono riuscito a regalare una vittoria sul campo, ma la gioia che provo è difficile da descrivere. Sono felice come un bambino”.